Sembra un set cinematografico, ma è un pezzo autentico di Rimini. Borgo San Giuliano nasce come rione di pescatori e oggi appare come un museo a cielo aperto, fatto di case tinte a pastello e murales che parlano di mare e di cinema. L'accesso passa da un ponte romano ancora in piedi dopo duemila anni, a ricordare quanto la storia possa essere resistente. E in agenda c'è già una data che riaccende i riflettori: la Festa de' Borg del 2026, con un tema che sorprende e un richiamo alla grande epopea di Buffalo Bill.
Dove inizia la sorpresa: il Ponte di Tiberio
Il varco più iconico è il Ponte di Tiberio, costruito in pietra d'Istria tra il 14 d.C. e il 21 d.C., tra le epoche di Augusto e Tiberio. Le sue cinque arcate a tutto sesto, di ampiezza crescente verso il centro, hanno visto passare piene, terremoti e persino la guerra senza cedere.
Da qui partivano la Via Emilia e la Via Popilia, arterie strategiche dell'antica mobilità romana. Oggi il ponte è pedonale e si specchia nella riqualificata Piazza sull'Acqua e nel Parco Marecchia, creando un quadro urbano che unisce storia e paesaggio. borgo.
Un borgo rinato: colori, targhe e memorie di mare
Per secoli San Giuliano è stato "extra-muros", disteso sulla sponda nord del Marecchia, abitato da marinai, pescatori e fiaccheristi. La comunità viveva raccolta tra casette basse, riparate dal maestrale, e portava un soprannome eloquente: "Barafonda", per le piene che mettevano spesso il rione sott'acqua.
La rinascita è arrivata con la riqualificazione voluta dagli stessi residenti, che ha trasformato le antiche dimore in case vivaci, dal giallo ocra al celeste mare. Camminando si incontrano targhe e formelle in ceramica: piccoli registri domestici con nomi, soprannomi dialettali e sagome delle barche a vela al terzo.
I murales che raccontano Fellini e il rione
La street art del borgo non è decorazione, ma una storia collettiva messa su muro. Tutto nasce nel 1979, quando un piano urbanistico ipotizzò demolizioni: la risposta fu culturale e pacifica, con la prima Festa de' Borg e con i dipinti che fissarono volti e mestieri del quartiere.
Dal 1994, anno della scomparsa di Federico Fellini, molte opere rendono omaggio al Maestro legato a queste atmosfere sospese. Sui muri compaiono scene da La Dolce Vita e Amarcord, richiami a La strada, figure di clown e un pavone variopinto che è diventato un'icona fotografata.
Dove vedere i murales senza perdersi
Una concentrazione significativa di murales si trova lungo via Marecchia e via Ortaggi, ma l'incontro con le opere avviene a ogni incrocio. Al civico 15 di via Marecchia si trova un murale dedicato a Germano Ghinelli, giovane aspirante attore partito per New York negli anni Venti.
La Chiesa di San Giuliano Martire e i capolavori inattesi
Nel cuore del dedalo urbano sorge la Chiesa di San Giuliano Martire, erede di un complesso benedettino risalente all'XI secolo (con ipotesi anteriori al IX) e rinnovata nel Cinquecento. La tradizione tramanda l'arrivo miracoloso del sarcofago romano con le reliquie del santo dalla Dalmazia, un racconto che ha nutrito la devozione popolare.
All'interno, però, sono i fatti artistici a parlare: sull'altare maggiore si ammira il Martirio di San Giuliano del 1583, tra gli ultimi capolavori di Paolo Veronese. Nella navata sinistra, il Polittico di San Giuliano di Bittino da Faenza racconta la vita del santo con precisione quattrocentesca.
Festa de' Borg 2026: date, tema e perché segnarla ora
Nata nel 1979 come risposta civile a un progetto di trasformazione urbana, la Festa de' Borg è diventata il principale appuntamento biennale del quartiere. Il primo fine settimana di settembre il rione si trasforma in palcoscenico diffuso con musica, micro-teatro, mostre e cucina identitaria.
L'edizione 2026, la ventitreesima, è in calendario dal 4 al 6 settembre con un titolo che incuriosisce: "Il ritorno di Buffalo Bill, e' mond ma chesa nosta". Il tema guarda a un evento del passato che fece scalpore: l'11 aprile 1906 il "Wild West Show" arrivò a Rimini con una carovana imponente, 700 performer e 500 cavalli, giunti su treni speciali.
Articolo visto su (travel.thewom.it) A Rimini c’è un quartiere colorato che sembra un borgo di pescatori








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