Un fiordo sul Garda? Ecco il lato bresciano tra Forra e limonaie

Il versante bresciano del Garda, dal Vittoriale alla ciclopista tra Tremosine, Limone e Sirmione.
versante bresciano del Garda
Pixabay

Si pensa ai fiordi del Nord, poi si gira una curva e l'acqua del lago appare incastonata tra pareti di roccia. Sulla sponda bresciana del Garda il paesaggio cambia colore a ogni ora e il viaggio è un susseguirsi di gallerie, terrazze e borghi appesi. È successo qualcosa negli anni Trenta: l'apertura della Gardesana Occidentale ha cucito la montagna al lago e trasformato paesi un tempo isolati. Oggi si può organizzare un itinerario di 2-3 giorni con tempi di guida brevi, alternando passeggiate, panorami verticali e soste culturali di livello. Inoltre, qui si trova una delle strade più scenografiche d'Italia, una pista ciclopedonale sospesa sull'acqua.

Orientarsi sul lato bresciano: dove inizia il viaggio

La sponda occidentale del Garda coincide con il tratto lombardo in provincia di Brescia: da Sirmione, sottile penisola protesa nel basso lago, fino alle pareti a picco fra Tremosine e Limone. L'asse di riferimento è la Gardesana Occidentale, una strada che alterna gallerie scavate nella roccia a finestroni sul blu, con viste che includono il Monte Baldo e i profili dei campanili sulla riva veronese. 

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Per arrivare conviene puntare al sud del lago, dove i collegamenti sono più semplici: dall'autostrada A4 si esce a Sirmione o Desenzano e si prosegue sulla viabilità locale, da qui si risale verso nord.

Tremosine e la Strada della Forra: il lato verticale del Garda

Nel tratto dove la montagna scende quasi a piombo sull'acqua si entra nel regno di Tremosine, comune sparso con 18 frazioni adagiate sull'altopiano. Pieve di Tremosine, a oltre 300 metri sopra l'acqua, è un concentrato di vicoli in pietra e case addossate, con belvedere che fanno sembrare il lago un fiordo stretto tra pareti e terrazze coltivate. 

Tra i dettagli che sorprendono si nota la casa dell'ingegnere Arturo Cozzaglio, mente della strada più famosa della zona: una scala esterna circolare la rende immediatamente riconoscibile e racconta, con un solo gesto architettonico, un pezzo di storia ingegneristica locale. Dal centro e dalle terrazze affacciate sul vuoto, soprattutto al tramonto, lo sguardo corre verso il Monte Baldo e le luci che iniziano ad accendersi sulla sponda veronese.

Per raggiungere Tremosine si può imboccare la Strada della Forra (SP38) all'altezza di Limone: una salita breve ma intensa, con curve strette, gallerie e il tratto iconico che si infila nella spaccatura scavata dal torrente Brasa. Qui la roccia è vicina, le pareti sono umide e il nastro d'asfalto sembra scomparire nella gola, motivo per cui serve prudenza e attenzione agli aggiornamenti sulla viabilità.

Tignale: terrazze sul blu e il Santuario di Montecastello

Poco più a sud, Tignale si organizza intorno a Gardola e si raggiunge con una diramazione della SP38 distinta rispetto alla Forra. La prima sosta naturale è la Terrazza Panoramica Fil: un balcone aperto che spiega con uno sguardo la geografia del Garda, dalle cime del Monte Baldo fino alla linea sottile di Sirmione. 

La salita continua per qualche chilometro fino al Santuario di Montecastello, appoggiato a uno sperone roccioso attorno ai 650 metri: l'affaccio scende rapido verso il lago, tra uliveti, boschi e pendii interrotti da muretti.

Limone sul Garda: dalle limonaie alla ciclopista sull'acqua

Limone è il simbolo del prima e dopo la Gardesana Occidentale. Fino ai primi decenni del Novecento ci si arrivava solo via lago o per mulattiere; con la strada degli anni Trenta, scavata in larga parte nella roccia, il paese è passato dall'isolamento a meta molto frequentata. 

Il centro storico sale dalla riva con viottoli e gradini, il porticciolo è circondato da case dai toni chiari e nei negozi si notano olio locale, saponi e ceramiche con agrumi, citazione diretta delle limonaie. Queste strutture a terrazze, addossate al pendio e protette da murature, raccontano una coltivazione antica: alcune, come quelle del Castèl o del Tesol, sono visitabili come spazi espositivi, altre si osservano bene arrivando in battello, dove i pilastri chiari disegnano geometrie regolari.

Sul lungolago, tra palme, oleandri e agavi, l'ultima novità che ha rilanciato Limone è la ciclopista inaugurata nel 2018: circa 2,5 chilometri a sbalzo sull'acqua fino al confine trentino. La passerella in metallo e legno corre agganciata alla roccia, e in più punti sembra sospesa, con parapetti bassi che lasciano entrare il riflesso delle montagne. 

A piedi si apprezza ogni dettaglio, dai pesci sotto la struttura al disegno della costa; in bicicletta vale una regola semplice: velocità moderata e non oltre i 10 km/h, perché lo spazio è condiviso con i pedoni. La ciclopista è tassello di una ciclovia più ampia, pensata per collegare 19 località in un anello di circa 140 chilometri attorno al Garda.

Gardone Riviera: il Vittoriale e l'età della villeggiatura

Procedendo verso sud si entra nel territorio delle ville storiche e dei giardini curati, dove Gardone Riviera racconta la stagione della villeggiatura tra fine Ottocento e primo Novecento. Il baricentro culturale è il Vittoriale degli Italiani, la residenza-monumento di Gabriele D'Annunzio: acquistata nel 1921 e trasformata con l'architetto Giancarlo Maroni in un complesso teatrale di edifici, giardini e corti. 

Dentro la Prioria, la casa-museo, colpiscono i numeri: circa 10.000 oggetti e 33.000 libri in ambienti in penombra, fitti di stoffe e arredi. All'aperto emergono la nave militare Puglia incastonata nel terreno, il mausoleo che accoglie le spoglie del poeta, l'anfiteatro affacciato sul lago, un aereo SVA e il MAS 96 della celebre "Beffa di Buccari". La sigla MAS, nata come "motoscafo anti-sommergibile", fu riletta da D'Annunzio come "Memento Audere Semper".

Sirmione: castello sull'acqua e rovine con vista

All'estremità meridionale della costa bresciana, Sirmione avanza nel lago per circa quattro chilometri come una lama sottile. L'ingresso nel borgo è una scena memorabile: il Castello Scaligero del Trecento, voluto dalla famiglia Della Scala, è interamente circondato dall'acqua e si oltrepassa con un ponte levatoio. All'interno, tra mura merlate e torri, si sale ai camminamenti che dominano la darsena interna, un bacino sorprendentemente chiuso. 

Proseguendo verso la punta si arriva alle Grotte di Catullo, imponente complesso di età romana interpretato come villa residenziale affacciata sul lago: la tradizione lega il sito alla famiglia del poeta Catullo, anche se l'identificazione non è dimostrabile con certezza. Le acque termali, note già in epoca antica, permettono di abbinare cultura e benessere, soprattutto fuori dall'alta stagione. 

Articolo visto su (travel.thewom.it) Sembra un fiordo ma si trova in Lombardia: il viaggio mozzafiato tra strade nella roccia e borghi sospesi

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