Il Muretto di Alassio, l’idea di Hemingway che ha fatto storia

Un Nobel, tre piastrelle e un bar sul mare: da qui nasce il Muretto più famoso d’Italia.
Muretto di Alassio
Ashoppio, CC BY-SA 4.0 Wikimedia commons

Un bar di provincia, un muro anonimo e un cliente inatteso: da questo incontro prende forma uno dei luoghi più fotografati della Riviera di Ponente. Nel 1953, ad Alassio, l'intuizione condivisa con Ernest Hemingway accende una miccia creativa destinata a durare decenni. Il risultato è un Muretto tappezzato di ceramiche e autografi, divenuto un museo a cielo aperto che racconta un pezzo di cultura italiana. Qui si fa esperienza della memoria di artisti, attori e musicisti che hanno attraversato la città. 

Da tre piastrelle a oltre mille: il consiglio di Hemingway

Nel secondo dopoguerra, Mario Berrino gestiva il Caffè Roma, locale storico di Alassio. L'idea di trasformare il muro antistante, che delimitava un giardino pubblico, in una vetrina creativa prende forma nel 1953, quando Ernest Hemingway - affezionato all'Italia fin dai suoi soggiorni iniziati durante la Grande Guerra - suggerisce di abbellirlo con piccole ceramiche. 

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Si comincia con tre tasselli. Con il passare degli anni, le piastrelle si moltiplicano fino a superare quota mille, intrecciando ritratti, firme e dediche. Il Muretto evolve così in un racconto per immagini della società italiana, dove ogni mattonella è un frammento di biografia collettiva.

Le firme da scovare sul muretto

Si dovrebbe dedicare qualche minuto alle tessere che portano la traccia di artisti e volti amati dal pubblico. Tra i tanti passaggi illustri si possono incontrare quelli di Enzo Jannacci, Domenico Modugno, Ugo Tognazzi, Giorgio Faletti, Carlo Verdone e Anita Ekberg.

Oltre il Muretto: cosa vedere ad Alassio

Alassio vive di contrasti misurati: l'acqua trasparente del Mar Ligure, la spiaggia lunga e curata, il fronte liberty e il passeggio elegante. Il centro storico custodisce vicoli stretti e storie antiche, evocando l'origine marinara del borgo. La Collegiata di Sant'Ambrogio colpisce per la convivenza di elementi romanici, gotici e barocchi, indizio di stratificazioni secolari. 

Sul lato opposto del tempo, il Torrione di Borgo Coscia - eretto nel Cinquecento - ricorda la funzione difensiva del litorale. La città offre anche spazi culturali dedicati: la Richard West Memorial Gallery, attiva dal 1907 con opere dell'artista irlandese che visse a lungo ad Alassio, e la Pinacoteca Carlo Levi, che raccoglie sguardi pittorici legati alla vita cittadina.

Baci di Alassio: il dolce da assaggiare

Quando l'arte lascia spazio al gusto, conviene appuntare un nome: i baci di Alassio. Sono biscotti a base di albumi, zucchero, cacao, nocciole e miele, con un cuore di ganache al cioccolato. 

Ricordano da vicino grandi classici della pasticceria secca italiana, ma hanno una consistenza e un profilo aromatico propri. Si trovano nelle pasticcerie della città e rappresentano il contrappunto perfetto a una passeggiata sul lungomare. 

Come arrivare ad Alassio

Alassio si trova in provincia di Savona, a poco meno di 50 chilometri dal capoluogo. 

  • In auto, il collegamento più diretto è l'A10/E80. In alternativa, la SS1 Via Aurelia consente un itinerario panoramico che attraversa borghi affacciati sul mare come Spotorno, Noli, Varigotti, Finale Ligure e Albenga, allungando i tempi ma guadagnando paesaggi.
  • La ferrovia è spesso la scelta più comoda per una visita al Muretto: la stazione di Alassio è a ridosso del centro e del percorso di ceramiche, ed è servita da treni regionali e InterCity lungo la direttrice Milano-Ventimiglia.

Articolo visto su (turistipercaso.it) Alassio, la storia del Muretto più colorato d’Italia (e l’eredità di Ernest Hemingway)

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