Nel primo quadrimestre del 2026 i tribunali fallimentari italiani hanno registrato un aumento delle nuove liquidazioni giudiziali pari all'8% rispetto allo stesso periodo del 2025, con 3.526 procedure iscritte contro le 3.258 dell'anno precedente. Il dato segnala un contesto ancora difficile per molte imprese, alle prese con tensioni finanziarie, costi operativi crescenti e ridotta capacità di assorbire shock economici. Eppure, a fronte di questa pressione in ingresso, il sistema giudiziario mostra una capacità di risposta in netto miglioramento: le procedure definite nel quadrimestre sono state 4.757, il 15% in più rispetto alle 4.151 del primo quadrimestre 2025. Il risultato è un clearance rate positivo del 35%, con più chiusure che aperture in ogni mese del periodo analizzato.
Un sistema che smaltisce più di quanto assorbe
Il dato più significativo emerso dall'Osservatorio Berry Sea — realizzato da Berry Srl su un campione delle prime venti sezioni fallimentari nazionali per volume di attività — riguarda proprio la capacità complessiva del sistema di ridurre lo stock di procedimenti aperti. Le procedure pendenti al termine del primo quadrimestre 2026 si attestano a 46.231, in calo del 3% rispetto alle 47.462 del quadrimestre precedente e del 6% su base annua rispetto alle 49.140 registrate nello stesso periodo del 2025. In prospettiva storica, il miglioramento è ancora più marcato: nel primo quadrimestre 2019 le pendenze ammontavano a 82.739 procedure, mentre oggi si sono più che dimezzate, con una contrazione complessiva di circa il 44% in sette anni.
Composizione dello stock
La composizione interna dello stock, tuttavia, si sta modificando. I fallimenti in senso stretto continuano a diminuire, con 23.435 procedimenti ancora pendenti, mentre crescono le liquidazioni giudiziali, arrivate a 22.796, quale effetto della riforma del diritto concorsuale. Il carico complessivo si riduce, ma si sposta progressivamente verso le nuove procedure, con implicazioni gestionali che richiedono un monitoraggio costante.
Roma e Milano dominano, ma con dinamiche diverse
A livello territoriale, Roma e Milano si confermano i due principali poli giudiziari del Paese, con volumi nettamente superiori rispetto a tutti gli altri tribunali. Nel primo quadrimestre 2026 si registra però un rafforzamento del peso della Capitale: Roma ha iscritto 420 nuove procedure e ne ha definite 498, ampliando il divario rispetto a Milano, che si ferma a 291 nuove iscrizioni e 384 definizioni. Entrambe le sedi mostrano comunque un saldo positivo tra chiusure e aperture, confermando una capacità di smaltimento superiore ai nuovi flussi in ingresso.
Alle spalle dei due grandi tribunali il quadro si fa più articolato. Sul fronte delle nuove iscrizioni emergono Torino con 106 procedure, Bari con 88 e Bergamo con 79. Sul versante delle definizioni si distinguono invece Napoli con 121 chiusure, Catania con 119 e Brescia con 117, segnalando dinamiche territoriali spesso disallineate rispetto ai flussi in entrata.
I tribunali più efficienti: Catania guida la classifica
Tra tutti i tribunali monitorati, quelli che mostrano la maggiore capacità di smaltimento in rapporto ai nuovi ingressi sono Catania, Firenze e Venezia. Catania registra il clearance rate più elevato in assoluto, pari al 261%: a fronte di sole 33 nuove iscrizioni, ha definito 119 procedure, lavorando in modo massiccio sullo stock pregresso. Firenze ha chiuso 104 procedure contro 41 nuove iscrizioni, con un saldo positivo del 154%, mentre Venezia ha definito 75 procedimenti a fronte di 31 nuove aperture, raggiungendo un clearance rate del 142%. Seguono Verona, con un saldo positivo dell'82%, e Treviso, con il 79%.
Il peso della Lombardia e del Lazio nel quadro regionale
Su base regionale, il primo quadrimestre 2026 conferma una forte concentrazione dei volumi nelle aree economicamente più rilevanti del Paese. La Lombardia si conferma il principale polo nazionale, prima sia per nuove iscrizioni sia per procedure definite, con rispettivamente 691 liquidazioni giudiziali sopravvenute e 895 chiusure. Segue il Lazio, con 546 nuove iscrizioni e 695 definizioni. Insieme, le due regioni rappresentano circa il 35% delle nuove iscrizioni nazionali e oltre il 33% delle procedure definite.
Dopo Lombardia e Lazio, i maggiori volumi di nuove iscrizioni si registrano in Campania con 313 procedure, Emilia-Romagna con 262 e Piemonte con 256. Sul fronte dello smaltimento, invece, alle spalle delle due regioni leader emergono la Toscana con 417 procedure definite, la Campania con 395 e la Sicilia con 377.
Aprile, il mese più dinamico del quadrimestre
L'andamento mensile del periodo rivela una progressiva intensificazione dei flussi nel corso del quadrimestre. Aprile si conferma il mese più dinamico, con 957 nuove iscrizioni e 1.381 procedure definite. Marzo registra il secondo livello più alto di nuove iscrizioni, con 928 procedure, mentre febbraio si distingue per la variazione più marcata rispetto allo stesso mese del 2025, con una crescita del 30%. Sul versante delle chiusure, il dato di aprile è particolarmente significativo anche nel confronto anno su anno: le procedure definite sono aumentate del 33% rispetto ad aprile 2025, e in tutti i mesi del quadrimestre le definizioni hanno superato le nuove iscrizioni, confermando una tendenza positiva e costante.








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