In casa o in campo ci si può dilettare a coltivare il sorgo, un cereale sempre più apprezzato, soprattutto per la sua ottima resa.
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Il sorgo è una coltura appartenente alla famiglia dei cereali, nota per la sua rusticità, l’efficienza in fatto di consumo d’acqua e la versatilità di impiego. Negli ultimi anni il sorgo si è distinto grazie alla sua capacità di adattarsi alle estati più calde e alle piogge irregolari. Ecco, quindi, come coltivare il sorgo anche in casa e tutto quello che c’è da sapere.

Cos'è il sorgo e quali sono le sue proprietà

Il sorgo è un cereale di origine africana, oggi coltivato in tutto il mondo per la granella, usata a scopo di foraggio, e per la produzione di biomassa. Dal punto di vista agronomico, il sorgo sviluppa delle radici molto resistenti, sopportando quindi periodi di caldo e scarsità d’acqua meglio di mais e altri cereali primaverili. Predilige terreni ben drenati, con pH compreso tra 6,0 e 7,8, ma si adatta anche a suoli leggermente salini o temporaneamente interessati da siccità. 

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Jonathan Wilkins, CC BY-SA 3.0 Wikimedia commons

In che mese si pianta il sorgo?

La finestra di semina dipende soprattutto dalla temperatura del suolo e dalla zona. Per coltivare il sorgo con successo, bisogna seminare quando la temperatura del terreno a 5–10 cm è stabilmente sopra 12–14 °C e non sono previsti periodi di freddo all’orizzonte. In Italia ciò significa che va seminato tra fine aprile e inizio giugno, con differenze regionali e in funzione dell’obiettivo (prima o seconda coltura).

Nelle regioni del Nord si semina in genere da fine aprile a metà maggio per il sorgo da granella, spingendosi a fine maggio-inizio giugno per le seconde semine. Nel Centro Italia la semina ottimale cade tra inizio e fine maggio, mentre al Sud e nelle Isole puoi anticipare a fine aprile o prolungare fino alla prima decade di giugno.

Coltivare il sorgo in casa è possibile?

Il sorgo è una coltura da pieno campo, per questo in vaso o in casa non esprime il suo potenziale produttivo. Tuttavia, si può comunque coltivare il sorgo in grandi vasi all’aperto per scopi didattici o ornamentali: si potrà osservare crescita, fioritura e maturazione della pannocchia. 

Se vuoi provare, usa un vaso da 20–30 litri per pianta, profondo almeno 35–40 cm, con substrato ben drenante e ricco di sostanza organica. La pianta va posizionata in pieno sole (minimo 6–8 ore di luce diretta), bisogna irrigarla con regolarità e la temperatura ideale è quella primaverile o estiva. Sconsigliato, invece, è coltivare il sorgo “in casa” al chiuso: la luce insufficiente, l’umidità e lo spazio ridotto portano a piante deboli e suscettibili all’attacco dei funghi. 

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Dorcas Atule, CC BY-SA 4.0 Wikimedia commons

Produzione del sorgo per ettaro: cosa aspettarsi

La resa del sorgo dipende dal tipo di ibrido, dal momento della semina, dalla disponibilità idrica e dal controllo delle specie infestanti. Se tutte le condizioni vengono rispettate e non sorgono imprevisti nella produzione, si possono ottenere rese che vanno da 5 a 7 tonnellate di granella per ettaro

Tuttavia, in zone meno favorevoli o con tecniche di coltivazione tradizionali, le produzioni possono essere inferiori, attestandosi intorno alle 2-3 tonnellate per ettaro. L’uso di varietà migliorate e una corretta irrigazione possono contribuire ad aumentare in modo significativo queste rese.

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