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Dissesto idrogeologico, chi paga i danni agli immobili e i costi di ricostruzione?

alluvione
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Autore: floriana liuni

Come sempre accade, le alluvioni degli scorsi giorni stanno facendo parlare molto in tema di prevenzione, condoni edilizi, costi di ricostruzione. Chi paga per il disastro? Quali coperture assicurative sono previste? Quali fondi dello Stato? Abbiamo cercato di fare chiarezza nella situazione con l’aiuto di alcuni esperti.

Oltre il 90% del territorio italiano a rischio idrogeologico

Il disastro siciliano, che ha travolto nel maltempo perfino la casa che doveva ospitare la fondazione di Andrea Camilleri, porta a riflettere sulle condizioni del territorio italiano e sullo stato del patrimonio di immobili e infrastrutture che vi poggia sopra. Basti considerare che oltre il 90% del territorio nazionale è a rischio idrogeologico, con oltre 3 milioni di famiglie italiane potenzialmente coinvolte (secondo Ispra).

“I cambiamenti climatici che si esprimono con precipitazioni piovose dalle concentrazioni sempre più spropositate, su un territorio privo di manutenzioni ordinarie  e straordinarie, inevitabilmente ci riproporrà disastri come quelli verificatisi in questi ultimi giorni in Sicilia – è il commento del geologo Fabio Tortorici, Presidente Centri Studi Consiglio Nazionale dei Geologi. - Il cattivo stato di salute del nostro territorio, rende sempre più improrogabile una serie di riflessioni ed azioni per contrastare il fenomeno del dissesto idrogeologico, nella nazione europea con il maggior numero di fenomeni franosi. Infatti, in Italia il 15 per cento della popolazione risiede in aree con una alta probabilità di alluvioni e frane”.

Emergenza frane e alluvioni, troppa leggerezza

Il problema di fondo è la leggerezza con cui si costruiscono case in zone a rischio mettendo in pericolo la vita di migliaia di persone. Una leggerezza che spesso parte dalle stesse amministrazioni locali, che non schierano adeguate risorse per gestire la situazione evitando di dover trasformare ogni pioggia in una emergenza.

 “Il fabbricato di Casteldaccia, dove hanno perso la vita nove persone – ricorda Tortorici, - è ubicato in un’area notoriamente ad alto rischio idraulico, così come tanti altri manufatti sparsi in tutta Italia. Purtroppo,  la scarsa consapevolezza dei fenomeni geologici la fa da padrona e si continua a non volere comprendere che per mitigare i rischi naturali è necessario fare scendere in campo quelle professionalità tecniche e scientifiche che possono prevenire disastri evitabili. Di questo passo – prevede il presidente dei Geologi, - inevitabilmente continueremo a passare da una emergenza all’altra: terremoti, frane, siccità, alluvioni”.

Inutilizzato il miliardo di ItaliaSicura

Resta poi l’interrogativo che sempre segue ogni disastro: chi paga? A livello statale, le risorse schierate in campo per la prevenzione dei rischi sismici e idrogeologici sono limitate a 300 milioni di euro annui, nonostante, con il programma Italia Sicura (chiuso lo scorso luglio con il decreto-legge n.86/2018) fossero già a disposizione oltre un miliardo di euro da parte della Banca Europea degli Investimenti per intervenire su frane ed erosioni. Il Ministro dell’Ambiente Costa, tuttavia, ha fatto sapere di non voler mettere mano al tesoretto per questa emergenza.

Assicurazioni casa, quali le coperture per gli eventi atmosferici?

Occorre poi ricordare, se ce ne fosse bisogno, che anche le famiglie colpite da questi disastri devono fare i conti con le proprie case distrutte, disagi, vite crollate. Chi risarcisce i danni per tutto questo? Per tutelarsi da questi rischi, c’è disponibilità di coperture assicurative per la casa contro il rischio sismico.  

“Negli ultimi dodici mesi, di certo anche in virtù dei drammatici fatti di cronaca di cui siamo stati testimoni nel nostro Paese, l’interesse degli italiani verso le coperture assicurative che tutelano dai danni derivanti da catastrofi idrogeologiche o naturali è notevolmente aumentato – segnala Lodovico Agnoli, responsabile new business di Facile.it.  - È importante considerare che la copertura è solitamente inserita in prodotti più ampi che tutelano l’abitazione, la sua struttura, i beni in essa contenuti e, anche i residenti o gli affittuari".

Sono due le tipologie di coperture, stipulabili sia dai proprietari, sia dagli inquilini: la prima, legata ai soli contenuti della casa (il cui costo è determinato dal valore degli oggetti custoditi nell'immobile); la seconda legata ai danni strutturali (il cui costo dipende dalla tipologia di immobile, dalla sua ubicazione e dal fatto che si tratti o meno di una dimora abituale. Nella legge di bilancio del 2018, inoltre, è stata estesa alla stipula di assicurazioni casa la detrazione del 19% dalla dichiarazione dei redditi.

Assicurazione casa, quando non copre il rischio idrogeologico

"Onde evitare brutte sorprese - avverte Agnoli, - è opportuno non basare la scelta solo sul prezzo, ma sull’effettiva rispondenza della polizza alle nostre necessità, leggendo con attenzione, ad esempio, quali sono le clausole che comportano il non riconoscimento dell’indennizzo e, pure, le franchigie applicate al risarcimento”.

Non tutte le assicurazioni casa, infatti, coprono il rischio sismico e idrogeologico. Se così fosse, occorre fare attenzione alle clausole di esclusione: spesso sono infatti esclusi dalla copertura gli edifici già danneggiati in precedenza, o che si trovino troppo vicini ai campanili delle chiese.

Inoltre, come per ogni assicurazione, non viene risarcito il danno qualora si riconosca dolo o colpa. Si aprirebbe quindi una importante questione relativa alle responsabilità legate ad una abitazione abusiva o condonata. Situazione tutt’altro che rara, se si pensa che, secondo Legambiente, in Italia sono 71.450 gli immobili colpiti da ordinanze di demolizione ma più dell’80% sono ancora in piedi.