Quali sono i costi di manutenzione di una casa al mare oppure in montagna, da sfruttare come seconda abitazione: cosa considerare.
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Manutenzione della seconda casa
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Quanto costa mantenere una seconda casa, al mare oppure in montagna? Per molti italiani, poter approfittare di un immobile di proprietà in una località di villeggiatura rimane uno dei sogni più ambiti. La possibilità di godersi le vacanze senza precisi vincoli temporali, oppure senza doversi sobbarcare gli oneri di una struttura ricettiva, rappresenta una delle motivazioni che spingono tante famiglie a investire su queste abitazioni. Ma quanto costa mantenerle?

Bisogna infatti tenere in considerazione che, oltre all’investimento per l’acquisto dell’immobile, vi saranno delle spese ricorrenti di cui farsi carico: le tasse, gli interventi ordinari e straordinari, le bollette per i servizi e molto altro ancora. Molto dipende dall’ubicazione della seconda casa - al mare, in genere, si spende di più - e per quanto a lungo la si sfrutta durante l’anno. In ogni caso, bisogna mettere in conto una spesa media tra i 3.000 e i 5.000 euro all’anno.

Quali sono le spese tipiche di una seconda casa

Si tratti di un immobile in una località di mare, oppure di una baita in montagna, mantenere la seconda casa ha degli innegabili costi. Ma quali sono le spese tipiche di un’abitazione destinata alle vacanze?

Seconda casa in montagna
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Le voci di spesa sono le più svariate e, come facile intuire, possono cambiare anche a seconda del luogo dove sorge l’immobile - come specifiche imposizioni comunali - e dal costo della vita medio locale. In linea generale, si dovranno prendere in considerazione:

  • le tasse, come ad esempio IMU, TASI e TARI;
  • le spese relative alle utenze di acqua, luce, gas e, se presente, connettività internet;
  • i costi di manutenzione - ordinaria e straordinaria - sia dell’edificio che dell’eventuale giardino;
  • le spese condominiali, se la seconda casa è un’unità immobiliare inserita in un condominio;
  • spese aggiuntive, come ad esempio assicurazioni, sistemi di videosorveglianza e molto altro ancora.

IMU, TASI E TARI per la seconda casa

Il primo fattore da prendere in considerazione è quello relativo alle tasse, o alle tariffe sui servizi, previsti per l’abitazione nella località marittima o montana.

Sulla seconda abitazione si dovrà giocoforza pagare l’IMU e la TASI, quest’ultima dal 2020 andata a confluire proprio all’interno dell’Imposta Municipale Unica. Di norma, è necessario:

  • moltiplicare la rendita catastale al 5% per il coefficiente 160, ottenendo così la base imponibile per l’aliquota fissata dal Comune dove si trova l’immobile;
  • va però considerata una riduzione del 50% se l’immobile è un edificio storico, se inagibile o se concesso in comodato d’uso a un familiare in linea retta.

Bisognerà poi provvedere alla TARI, ovvero la tassa per la gestione dei rifiuti, il cui importo varia a seconda del Comune. È tuttavia possibile ottenere una riduzione se si usa la casa in modo limitato o discontinuo o, ancora, se si risiede all’estero per più di sei mesi l’anno.

Considerando sia l’IMU che la TARI, la spesa annuale può ammontare tra i 400 e gli 800 euro l’anno.

La spese per le utenze della casa di villeggiatura

Naturalmente, non si può usufruire della propria casa - al mare o in montagna - senza avvalersi di tutte le relative utenze. In questo caso, non bisogna considerare unicamente i consumi effettivi, bensì anche tutti gli altri costi fissi - come, ad esempio, gli oneri di distribuzione - che compongono la bolletta. Una spesa che sarà sempre presente, anche nei mesi in cui non si usufruisce dell’abitazione.

Di norma, bisognerà prestare attenzione a :

  • energia elettrica: i consumi maggiori saranno rappresentati dalle necessità di cucina, dalla produzione di acqua calda sanitaria e, ovviamente, dalla climatizzazione nei mesi più caldi dell’anno;
  • metano: in questo caso, la spesa maggiore è dovuta sempre alle necessità di cucina, mentre gli oneri per il riscaldamento sono minori, soprattutto se si sfrutta l’abitazione principalmente in estate;
  • acqua potabile: i consumi sono ovviamente maggiori in estate, sia per le necessità alimentari che per quelle di igiene, personale e della casa;
  • connettività internet: la spesa può essere molto variabile a seconda si scelgano contratti annuali - ad esempio, con l’allacciamento alla rete fissa - oppure si preferiscano soluzioni plug&play che si allacciano alla rete 4G/5G, che si possono attivare anche solo nei mesi in cui se ne farà uso.

In media, la spesa per le utenze è compresa tra gli 800 e i 1.000 euro all'anno, a seconda di quanto tempo si trascorre effettivamente nella casa di villeggiatura.

Spese per la manutenzione ordinaria e straordinaria della seconda casa

Anche la seconda casa dovrà essere sottoposta ciclicamente a manutenzione, dai piccoli interventi domestici fino a opere più importanti, ad esempio come lavori di ristrutturazione delle facciate, del tetto e qualsiasi altro elemento si possa deteriorare nel tempo.

Seconda casa al mare
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La spesa per la manutenzione ordinaria non è semplice da prevedere, anche perché dipende dall’effettiva necessità, non trattandosi di un esborso ricorrente. All’interno della manutenzione ordinaria, invece, vi possono rientrare:

  • controllo annuale della caldaia e delle canne fumarie;
  • gestione del giardino;
  • riparazione o sostituzione degli elementi consumabili, dalle lampadine agli elettrodomestici;
  • pulizia e riverniciatura delle pareti;
  • spese di pulizia e igienizzazione degli ambienti.

Sempre in linea generale, la spesa annuale potrebbe assestarsi fra i 500 e i 900 euro, con degli ovvi picchi nelle annate in cui è necessario eseguire lavori di manutenzione ordinaria.

Le spese di condominio per la seconda casa

Non sempre la seconda casa è rappresentata da un villetta o da un edificio monofamiliare, spesso e volentieri si acquistano anche unità immobiliari all’interno di condomini. In questo caso, indipendentemente ci si trovi al mare o in montagna, bisognerà mettere in conto anche le spese condominiali.

Di norma, le spese condominiali includono:

  • le spese di manutenzione ordinaria e straordinaria delle parti comuni dell’immobile, come scale, corridoi, androni e giardini;
  • i costi di illuminazione degli spazi esterni e delle parti comuni;
  • la spesa relativa all’ascensore, se presente;
  • la propria quota di consumi di acqua, se il contatore è centralizzato;
  • la propria quota di consumi per il riscaldamento, sempre se centralizzato;
  • il servizio di portineria, se presente;
  • le spese di amministrazione condominiale.

A livello economico, vi può essere una grande variabilità a seconda della località di villeggiatura: in un piccolo e poco conosciuto paesino di montagna si spenderà presumibilmente meno rispetto a una gettonata località di mare. In linea generale, si dovrà considerare una forbice tra i 500 e i 1.500 euro all’anno.

Gli altri oneri per la seconda casa

Infine, bisognerà prendere in considerazione anche tutti gli altri oneri che possono pesare sulla gestione di un immobile adibito a seconda abitazione, a seconda delle proprie necessità. Ad esempio, fra gli extra si possono considerare:

  • eventuali polizze assicurative sull’immobile;
  • sistemi di monitoraggio e sicurezza da remoto, in abbonamento;
  • servizi di sorveglianza attiva e passiva sul posto;
  • costi relativi al custode, se si decide di avvalersene, nei mesi in cui non si è presenti.

Le voci di spesa sono le più disparate, in media si possono considerare tra i 200 e i 1.000 euro all’anno, a seconda dei servizi scelti.

Seconda casa al mare o in montagna: quale costa meno?

Considerate le principali spese di manutenzione - all’incirca tra 3.000 e 5.000 euro l’anno, arrotondando il calcolo - è più conveniente scegliere una casa al mare oppure in montagna?

Non è semplice rispondere a questa domanda, perché più che la tipologia di luogo - marittimo o montano - a pesare è la località. Più quest’ultima è frequentata e gode di un grande turismo, maggiori sono i costi locali e le relative spese. In media, tuttavia, le seconde case al mare tendono a costare di più, data l’elevatissima richiesta nei mesi estivi.

Tuttavia, è necessario concentrarsi su ulteriori considerazioni:

  • il periodo prescelto per le vacanze pesa enormemente sulla spesa. Ad esempio, la montagna è più conveniente in estate, poiché i consumi energetici sono più ridotti rispetto al mare, date le minori necessità di climatizzazione. Se si preferisce sfruttarla d’inverno, ad esempio per le vacanze di fine anno, la casa in montagna vede lievitare i suoi costi date le necessità di riscaldamento;
  • è necessario prendere anche in considerazione i servizi di cui ci si vorrà avvalere. In genere le località di mare, a meno che non si scelgano luoghi sperduti, offrono la gran parte dei servizi - dai ristoranti ai supermercati - a breve distanza, tanto che ci si potrà spostare facilmente a piedi o in bicicletta. In montagna, invece, spesso è necessario compiere tragitti anche di diversi chilometri per raggiungere il supermercato più vicino, con un impatto sulle spese di trasporto e carburante.

Infine, utile è anche valutare se si vuole affittare la casa quando non si è presenti o, ancora, trasformarla in un piccolo bed & breakfast: in questo caso, le richieste di affitti brevi sono maggiori al mare.

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