L’attenzione degli appassionati del cielo si concentra su queste ore, mentre l'eclissi lunare 3 marzo 2026 diventa il fulcro di un calendario astronomico già molto atteso. La prospettiva di osservare un fenomeno che trasforma la Luna in un disco dai toni cupi introduce un senso di attesa che cresce rapidamente. Questo evento, visibile da gran parte dell’Europa e non solo, porta con sé anche l’occasione di osservare con calma un processo naturale che si ripete ciclicamente ma che conserva sempre un certo magnetismo.
Quando ci sarà la Luna di Sangue?
La prossima eclissi lunare, fase comunemente definita Luna di Sangue, comparirà nella notte tra il 3 e il 4 marzo 2026, quando la Luna entrerà nel cono d’ombra terrestre fino a raggiungere una colorazione rossastra. L’orario di inizio del processo varierà leggermente a seconda della posizione geografica, ma in gran parte dell’Europa l’eclissi sarà visibile nelle ore centrali della notte.
Le mappe astronomiche già diffuse dai principali osservatori riportano una progressione chiara della durata del fenomeno. In molte città verranno predisposti piccoli punti di osservazione. L’eclissi totale permetterà anche di notare come cambiano le tonalità del disco lunare nell’arco di poche decine di minuti.
Dove vedere l’eclissi di marzo 2026
L'eclissi lunare del 3 marzo sarà visibile soprattutto nell’Estremo Oriente — tra Giappone e Siberia — oltre che in parte dell’Australia e nel Nord America orientale, tra Canada e Stati Uniti.
In altre aree del pianeta, come Europa orientale, gran parte dell’Asia, Sud America, regioni artiche e antartiche e alcune isole del Pacifico, dell’Atlantico e dell’Oceano Indiano, si potrà assistere almeno a una fase parziale del fenomeno.
In Italia, invece, l’evento non sarà osservabile: al momento della Luna piena, prevista alle 12:38 ora italiana secondo i dati dell’Unione Astrofili Italiani, il nostro satellite si troverà ancora sotto l’orizzonte.
La diretta streaming dall’Italia
Per chi non potrà osservare dal vivo la progressione dell’eclissi, diverse associazioni astronomiche italiane metteranno a disposizione una diretta streaming dedicata. Le riprese saranno fatte con telescopi dotati di ottiche adatte a cogliere anche le variazioni più sottili nella colorazione del disco lunare.
La trasmissione del Virtual Telescope Project sarà commentata dall'astrofisico Gianluca Masi: avrà lo scopo di consentire la visione dell’intero processo, dall’ingresso nell’ombra terrestre fino al ritorno alla luminosità normale.
Perché si chiama Luna di Sangue?
La definizione Luna di Sangue deriva dalla particolare colorazione che il disco lunare assume durante la fase totale di un’eclissi. Questo effetto non dipende da fenomeni interni alla Luna, bensì dalla diffusione della luce solare filtrata dall’atmosfera terrestre.
Le particelle presenti negli strati più bassi dell’atmosfera deviano le lunghezze d’onda, lasciando passare soprattutto quelle tendenti al rosso. L’effetto raggiunge l’intensità massima quando la Luna si trova completamente all’interno del cono d’ombra. Le immagini risultano spesso suggestive proprio per questo contrasto tra oscuramento e tonalità calde.








per commentare devi effettuare il login con il tuo account