Sta assumendo caratteri di eccezionalità l’ondata di freddo e maltempo in azione sul centro-sud Italia. Non è la solita toccata e fuga della pioggia, bensì un ciclone stazionario, letteralmente immobilizzato tra basso Tirreno e mar Ionio. Il ciclone Erminio, così denominato dall’aeronautica militare, sta provocando nubifragi e anche tempeste di neve in montagna.
Maltempo estremo, ciclone Erminio in azione
Siamo ad aprile, nel cuore della settimana Santa, ma la primavera non è minimamente presente in Italia. Le fredde correnti nord-orientali stanno generando nubi, piogge e nevicate a più riprese, le quali si accaniscono sul medio-basso Adriatico, tra Abruzzo, Molise e Puglia: sono esattamente queste tre le regioni più colpite dalle forti precipitazioni e dalle nevicate copiose. Le aree più colpite:
- Abruzzo, Molise e Puglia sotto nubifragi persistenti;
- Appennino flagellato da nevicate intense e continue.
Effetto stau e precipitazioni senza sosta
L’effetto stau la fa da padrone: con queste correnti orientali, innescate dal ciclone situato all’estremo sud, l’umidità va a sbattere, letteralmente, sulle sponde orientali dell’Appennino, dando vita a precipitazioni continue e intense.
Le conseguenze sono eclatanti: nubifragi in pianura, con alluvioni e danni ingenti; tempeste di neve in montagna.
Come funziona l'effetto stau
L’effetto stau sul versante adriatico dell’Appennino è uno dei meccanismi più efficienti nel generare precipitazioni abbondanti e persistenti. Quando le correnti fredde e umide provenienti da est scorrono lungo l’Adriatico, si caricano ulteriormente di umidità e vengono poi costrette a sollevarsi bruscamente lungo i rilievi appenninici. Questo sollevamento forzato provoca un rapido raffreddamento dell’aria e la conseguente condensazione del vapore acqueo, con la formazione di nubi molto compatte e precipitazioni continue.
In presenza di temperature sufficientemente basse, come in questo caso, tutta questa umidità si trasforma in neve a quote medio-alte, dando luogo a vere e proprie bufere. È proprio per questo motivo che Abruzzo e Molise risultano spesso tra le aree più colpite durante le irruzioni fredde da est, con accumuli che possono risultare eccezionali anche in piena primavera.
Oltre 2 metri di neve in montagna
I fiocchi di neve stanno scendendo oltre i 1000 metri di quota, specie su Abruzzo e Molise, le “regine della neve” in queste specifiche configurazioni. Ci sono centri abitati paralizzati dalla neve, come Capracotta, Pescocostanzo, Passo Lanciano: nevica ininterrottamente da oltre 48 ore e il manto nevoso al suolo ha superato i 2 metri in molti punti, senza contare gli accumuli eolici, quelli a ridosso dei muri indotti dal vento, che superano facilmente i 3-4 metri di altezza, tanto da raggiungere i primi piani delle abitazioni.
Tanti disagi tra Abruzzo e Molise
Nelle ultime ore si moltiplicano le segnalazioni di disagi proprio nelle aree interne tra Abruzzo e Molise, dove la neve sta mettendo in seria difficoltà la viabilità. Diversi comuni montani risultano isolati o raggiungibili con grande difficoltà a causa delle strade impraticabili, mentre i mezzi spazzaneve lavorano senza sosta per cercare di ripristinare i collegamenti.
A Capracotta e nelle zone limitrofe si registrano accumuli eccezionali che stanno mettendo sotto pressione anche le infrastrutture, con tetti carichi di neve e interruzioni temporanee di servizi essenziali. Situazione simile anche tra l’alto Sangro e la Majella, dove le nevicate abbondanti e il vento forte stanno creando enormi cumuli lungo le strade e nei centri abitati.
Alluvioni, frane e danni
Insomma una situazione non facile e assolutamente straordinaria per il periodo, che crea tantissimi problemi e disagi, non solo alla viabilità. Nonostante l’arrivo della neve in quota, non è stato scongiurato il rischio alluvionale. Sono innumerevoli i disagi, gli allagamenti e le esondazioni tra basso Abruzzo, Molise e Puglia settentrionale.
Le notizie che arrivano dalle zone colpite parlano di una situazione estremamente complessa anche dal punto di vista idrogeologico. Le piogge persistenti stanno ingrossando rapidamente i corsi d’acqua, con diversi fiumi e torrenti prossimi alla piena tra Abruzzo meridionale e Molise. In alcune aree si segnalano esondazioni che hanno invaso campagne e strade, causando danni alle coltivazioni e alle infrastrutture.
Particolarmente grave è la situazione in Molise, dove si segnala il cedimento di un ponte sulla statale 16 a Montenero verso San Salvo, dovuto alla forza dell’acqua e all’erosione delle fondamenta. Le frane, favorite dal terreno saturo d’acqua, stanno interessando diverse aree collinari e montuose, rendendo ancora più difficile la gestione dell’emergenza.
Quando torna il bel tempo
La domanda gettonata del momento è solo una: quando torna il bel tempo? Fortunatamente arrivano buone notizie dai principali centri meteo. Il ciclone Erminio agirà sul meridione ed il medio-basso Adriatico fino alle prime ore di venerdì, dopodiché mollerà definitivamente la presa.
Nel weekend di Pasqua torna il sole e soprattutto un netto rialzo delle temperature, grazie all’alta pressione.








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