Freddo del 1° Maggio, la festa dei lavoratori cambia volto

Rischiosa ondata di freddo fuori stagione ad inizio maggio, a rischio la festa dei lavoratori. Temperature in picchiata su mezza Italia
1 maggio
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Il calendario parla chiaro: è ormai piena primavera, le giornate si allungano sempre più e le temperature aumentano in ogni città di giorno in giorno. Ma il freddo è ancora in agguato e continua ad imperversare in lungo e in largo sull'emisfero boreale, poiché il vortice polare è ancora in attività. Certamente sta perdendo colpi col passare dei giorni e delle settimane, ma per precipitare nel letargo estivo occorrerà ancora un po’ di tempo e questo significa che ci saranno ancora diverse potenziali occasioni per ondate di maltempo o freddo fuori stagione, come ad esempio durante il 1° maggio.

Il ritorno del freddo proprio per il 1° maggio

Non a caso il recente aggiornamento del centro meteo europeo ECMWF indica palesemente l'arrivo di un'altra ondata di freddo fuori stagione su mezza Europa e anche in Italia. L'alta pressione che ora sta interessando tutto il Paese garantirà belle giornate e temperature tardo primaverili da nord a sud ancora per qualche altro giorno prima di subire un nuovo inevitabile collasso.

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Il rischio più grande, secondo il rinomato centro europeo, è quello di passare in poche ore da vestiti a maniche corte ad abiti pienamente invernali, un rischio che potrebbe davvero concretizzarsi nel corso del 1° maggio, la festa dei lavoratori. In poche parole si passerebbe da una festa della Liberazione pienamente primaverile, con tanto sole e temperature gradevoli, ad una festa dei lavoratori da brividi su mezza Italia.

freddo
Freddo da est ad inizio maggio (ECMWF) Meteogiornale.it

Cosa potrebbe succedere:

  • brusco calo delle temperature su molte regioni;
  • centro-sud nel mirino del freddo il 1° maggio;
  • ritorno di piogge, temporali e vento freddo;
  • neve in montagna.

Un’irruzione fredda di stampo invernale

Per l'esattezza si tratterebbe di un'ondata di freddo continentale, ovvero proveniente dalla Russia e dalla Scandinavia. Questo nucleo freddo in quota approfitterebbe dell'espansione dell'alta pressione sul nord Europa, secondo una configurazione prettamente invernale che talvolta può verificarsi anche nel corso della primavera. 

Considerando che quella in atto è una delle primavere più turbolente e dinamiche degli ultimi decenni, è lecito aspettarsi ancora ondate di freddo tardive in grado di rispedire tutta l'Italia in pieno inverno. D'altro canto la natura è pur sempre imprevedibile e può fare tutto e il contrario di tutto, anche passare da giornate bellissime con 25 ° ad altre con almeno 15 ° in meno e brutto tempo.

Temporali, vento e persino neve

Ma quindi che festa dei lavoratori sarebbe? Mappe alla mano, l'ondata di freddo potrebbe colpire in pieno le regioni del medio basso Adriatico e del sud, causando un sensibile calo delle temperature e anche l'arrivo del maltempo. La goccia fredda in quota proveniente dai Balcani potrebbe attraversare il Mar Adriatico e poi colpire in pieno il centro-sud, causando tanti acquazzoni e temporali a cui sarebbero associate anche grandinate e forti raffiche di vento.

Maltempo Italia
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Contrasti termici estremi

L'arrivo del freddo in questo periodo dell'anno, quando ormai i raggi del sole sono sempre più carichi di energia, inevitabilmente sfocia in pesanti contrasti termici.
Questi contrasti diventano particolarmente marcati ad inizio maggio perché il suolo, ormai riscaldato da settimane di insolazione sempre più intensa, accumula una grande quantità di calore nei bassi strati dell’atmosfera. 

Quando irrompe aria fredda da est o dai Balcani, questa va a sovrapporsi ad un ambiente già tiepido e umido, creando una forte instabilità verticale. L’aria calda al suolo, più leggera, viene spinta rapidamente verso l’alto dall’ingresso dell’aria fredda più densa, generando nubi temporalesche molto sviluppate. 

È proprio questo scontro tra masse d’aria opposte a favorire fenomeni violenti, come rovesci improvvisi, grandinate e raffiche di vento intense. In alcuni casi si possono sviluppare veri e propri temporali organizzati capaci di scaricare grandi quantità di pioggia in poco tempo, con accumuli anche notevoli su aree ristrette. Non è raro che queste situazioni primaverili diano vita a episodi estremi, proprio perché l’energia disponibile è molto elevata rispetto ai mesi invernali.

Le regioni più a rischio

Su regioni come Marche, Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Campania e Calabria le temperature massime durante la festa dei lavoratori potrebbero far molta fatica a superare i 13 o 14 °, soprattutto nelle zone interne. In montagna, specie al di sopra dei 1500 metri, potrebbe clamorosamente rivedersi qualche veloce nevicata, anche in un contesto estremamente turbolento, ovvero attraverso temporali nevosi.

I venti di tramontana e grecale potrebbero acutizzare ancor di più la sensazione del freddo su tutto il centro-sud Italia, per quella che sarebbe una festa dei lavoratori tra le più fredde degli ultimi decenni. La tendenza non è ancora del tutto delineata, ragion per cui occorreranno ulteriori valutazioni nei prossimi giorni al fine di definire una previsione meteo più accurata e affidabile per il 1° maggio

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