Sapevi che posizionare bene termostato in casa fa risparmiare? Ecco dove installarlo

La posizione del termostato può influire su comfort, consumi e bollette. Ecco dove installarlo e gli errori da evitare.
dove posizionare il termostato in casa
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Il termostato è uno di quegli elementi della casa a cui si presta poca attenzione, finché le stanze non diventano troppo fredde, soffocanti o i consumi iniziano a salire senza motivo apparente. Eppure, capire dove posizionare il termostato in casa può fare una differenza enorme sia sul comfort quotidiano sia sulla bolletta. Basta collocarlo vicino a una finestra, a una fonte di calore o in una zona poco rappresentativa della casa perché l’impianto inizi ad accendersi e spegnersi nei momenti sbagliati. Il risultato? Sprechi energetici e una sensazione continua di dover regolare il riscaldamento.

Regole base per posizionare il termostato della caldaia

Il concetto chiave è semplice: il termostato deve “sentire” quello che senti tu nella maggior parte del tempo. Non deve trovarsi nel punto più freddo o più caldo, ma in una zona che rappresenti il clima medio degli ambienti abitati per risparmiare davvero sul riscaldamento. Per questo bisogna pensare all’uso reale degli spazi, non solo alla comodità dell’impianto elettrico.

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Un termine spesso usato è “stanza campione”: un locale che, per posizione e utilizzo, rispecchia meglio l’equilibrio termico della casa. In questa stanza la temperatura impostata sul termostato coinciderà, quasi sempre, con quella che si desidera avere nel resto degli ambienti principali.

  • È preferibile sempre una parete interna rispetto alle pareti esterne esposte al freddo o al caldo.
  • Scegliere un ambiente molto vissuto (soggiorno, zona giorno, studio se ci trascorri molte ore).
  • Cercare una zona il più possibile centrale, da cui la lettura sia rappresentativa per più stanze.
  • Lasciare spazio libero intorno al termostato: l’aria deve circolare senza ostacoli.

Seguendo queste indicazioni, il termostato per riscaldamento centralizzato riuscirà a fornire una lettura media accurata, controllando la caldaia in modo efficiente e limitando sbalzi, picchi di temperatura e sprechi energetici.

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Stanza ideale e altezza corretta del termostato

Stabilire dove posizionare il termostato in casa significa, soprattutto, rispondere a due domande ben precise: in quale stanza e a che altezza dal pavimento. Una buona scelta per entrambe le variabili rende stabile la temperatura, riduce l’inerzia dell’impianto e aumenta la sensazione di comfort.

La stanza migliore dove posizionare il termostato

In una casa standard, la stanza ideale per il termostato è quasi sempre un locale della zona giorno, utilizzato in modo continuativo e non soggetto a forti fonti di calore locali. L’obiettivo è che il valore impostato sul termostato coincida con la temperatura reale che vuoi mantenere nella vita di tutti i giorni.

  • Soggiorno o salotto: spesso è la soluzione migliore, perché è centrale, vissuta e non troppo esposta a sbalzi brevi, come l’apertura della porta d’ingresso.
  • Zona giorno open space: può andare bene, ma va valutata con attenzione la presenza di cucina a vista, forni e fornelli che alterano la temperatura in certe fasce orarie.
  • Studio o living: se lavori in smart working o passi molte ore in una stanza specifica, può diventare l’ambiente di riferimento per tutto l’impianto.

Se si posiziona il termostato in una stanza poco usata, magari più fredda del resto della casa, si corre il rischio di una regolazione distorta: il termostato percepisce freddo, tiene accesa la caldaia più a lungo e le stanze principali finiscono per surriscaldarsi. Questo si traduce soprattutto e in bollette più alte.

Altezza termostato del riscaldamento a pavimento: perché 1,5 m da terra

Una volta scelta la stanza, resta da stabilire a quale altezza si mette il termostato. L’altezza del termostato non è un dettaglio secondario: incide direttamente sulla correttezza della lettura. La raccomandazione più diffusa è di installarlo a circa 1,5 metri dal pavimento, in un punto comodo da raggiungere ma anche rappresentativo del livello in cui percepisci il caldo.

  • Troppo in basso, vicino al pavimento, l’aria è più fredda: la lettura sarà sottostimata e il riscaldamento rimarrà acceso più a lungo.
  • Troppo in alto, vicino al soffitto, l’aria è più calda per la stratificazione: il termostato spegnerà il riscaldamento prima che gli ambienti siano davvero confortevoli.
  • Intorno a 1,5 m si ottiene un buon compromesso, coerente con la zona in cui si trovano testa e busto quando sei seduto o in piedi.
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Zone da evitare quando si installa il termostato

Ci sono posizioni che generano sistematicamente letture ingannevoli, perché esposte a calore diretto, correnti d’aria o superfici particolarmente fredde. Installare il termostato in uno di questi punti porta quasi sempre a cicli di accensione e spegnimento errati.

Fonti di calore diretto e guadagni solari

Anche pochi gradi in più, dovuti a una fonte di calore ravvicinata, bastano per mandare fuori scala la regolazione della caldaia.

  • Sopra o troppo vicino ai radiatori, termoarredi o termoconvettori: il calore emesso altera la lettura in continuo.
  • In prossimità di stufe, camini, forni o altri dispositivi che scaldano l’aria in modo molto localizzato.
  • In cucina, dove fornelli e forno creano innalzamenti di temperatura frequenti, ma spesso limitati a certi orari.
  • Su pareti in piena luce solare diretta, soprattutto se esposte a sud o ovest, che si surriscaldano rispetto al resto della casa.

In queste situazioni il termostato “crede” che tutta la casa sia più calda del reale e tende a spegnere il riscaldamento troppo presto. 

Correnti d’aria, pareti fredde e ostacoli

Un altro gruppo di posizioni critiche riguarda le aree esposte a correnti d’aria o situate su pareti molto fredde, così come i punti in cui il termostato è “nascosto” e non può misurare l’aria dell’ambiente in modo corretto.

  • Vicino a finestre che vengono aperte spesso o alla porta d’ingresso, dove entrano getti di aria fredda.
  • Sopra bocchette di ventilazione, prese d’aria o condotti di climatizzazione che immettono aria a temperatura diversa da quella ambientale.
  • Su pareti esterne fredde, ponti termici o zone non isolate, che influenzano in modo anomalo il sensore.
  • Mettere il termostato in corridoio può assoggettarlo a correnti che non rappresentano il clima delle stanze vissute.
  • Dietro tende spesse, mobili, armadi o pannelli che impediscono il corretto passaggio dell’aria.

In tutti questi casi puoi ottenere sia falsi freddi sia falsi caldi: il termostato reagisce agli sbalzi locali, attivando e disattivando il riscaldamento con grande frequenza. 

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Dove posizionare il termostato in case su più piani

Nelle abitazioni disposte su due o più livelli, stabilire la posizione del termostato richiede qualche valutazione aggiuntiva. Il motivo è fisico: l’aria calda tende a salire, quindi il piano superiore sarà quasi sempre più caldo a parità di impostazione, mentre il piano terra e i seminterrati restano più freschi, soprattutto in inverno.

Piano inferiore o superiore?

Se installi il termostato solo al piano alto, rischi che il sistema legga valori più elevati rispetto alla media della casa. La caldaia si spegnerà prima che ai piani inferiori si raggiunga una temperatura soddisfacente, costringendoti a continui aumenti della temperatura media o a soluzioni di fortuna (stufe elettriche, pannelli aggiuntivi, ecc.).

  • Meglio posizionare il termostato al piano inferiore, in una stanza centrale e molto vissuta, come il soggiorno o la zona giorno.
  • Evita di usare il termostato in camere da letto nel piano superiore, spesso naturalmente più calde e poco rappresentative del resto della casa.
  • Se noti forti differenze di temperatura tra i diversi piani, valuta fin dall’inizio un sistema multi-zona con più punti di controllo.

Termostati aggiuntivi e controllo multi-zona

In molte case moderne, specialmente quelle con ampie superfici, grandi vetrate o esposizioni molto differenti, un solo punto di misura non basta per controllare in modo efficiente il riscaldamento. In presenza di queste condizioni è spesso consigliabile prevedere termostati aggiuntivi e trasformare l’impianto in un sistema multi-zona.

  • Ogni zona (ad esempio zona giorno, zona notte, mansarda) ha il suo termostato e regola autonomamente valvole o circuiti di riscaldamento dedicati.
  • Puoi impostare temperature diverse in base all’uso: più alta in soggiorno, leggermente più bassa nelle camere da letto.
  • Riduci i consumi perché riscaldi solo dove serve e quando serve davvero, evitando di portare tutta la casa alla stessa temperatura.

I sistemi multi-zona diventano quasi indispensabili quando è impossibile individuare un singolo locale che rappresenti in modo fedele la temperatura media della casa

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