Altro che tarda primavera, è tempo da lupi su tante regioni: sembra che sia improvvisamente piombato, di nuovo, il tardo autunno fatto di nubi, piogge, nubifragi e anche neve sulle Alpi. Nelle ultime ore è tornata la neve attraverso nevicate abbondanti e con fiocchi grossi, addirittura fino a quote basse per il periodo.
Primavera in tilt, torna la neve sulle Alpi
Merito senza dubbio delle correnti fredde polari, arrivate fin dalla Groenlandia, nel cuore del Mediterraneo. Questa immensa saccatura fredda, in quota, ha raggiunto l'Europa centrale e il nord Italia, generando un vortice di bassa pressione dai connotati più invernali che tardo-primaverili.
Insomma le temperature sono crollate a picco, soprattutto al nord, e la neve si è spinta ben al di sotto dei 2000 metri di quota. Ad impadronirsi della scena sono senza dubbio le Alpi, dove dalla scorsa notte nevica con forza fin sui 1500 metri di altitudine, specie tra Lombardia, Trentino-Alto Adige e Friuli Venezia Giulia.
Del resto con temperature di circa 0/-1 °C a 1500 metri di altitudine è chiaro che sarebbero tornate condizioni meteo tipicamente invernali. Fa molto freddo anche in pianura: al primo mattino sono state registrate temperature di appena 7-8 °C in molte località padane, tutto con la presenza di cielo grigio e piogge.
Fiocchi fin sotto i 1200 metri
I fiocchi di neve si sono spinti fin sui 1000-1200 metri sulle Alpi centro-orientali, grazie alle precipitazioni intense, assolutamente plausibili in questo periodo dell'anno e con contrasti termici così vigorosi.
Aria così fredda nel pieno di maggio chiaramente va a destabilizzare fortemente l'atmosfera, creando turbolenze e temporali intensi, spesso ricchi di grandine. Proprio grazie a questi temporali la neve sta riuscendo a raggiungere quote proibitive, seppur solo per pochi attimi.
Perché la neve scende così in basso:
- forti contrasti tra aria artica e aria più mite mediterranea
- temporali intensi capaci di trascinare il freddo verso quote basse
Località come Livigno, Santa Caterina Valfurva e le aree vicine al Monte Rosa e al Monte Bianco sono tornate completamente imbiancate. Ovviamente gli accumuli più abbondanti arrivano oltre i 2000 metri, dove si parla di circa 40-60 cm di neve fresca entro il weekend, quantitativi davvero notevoli per il periodo.
Neve anche sull'Appennino
La neve però non sta interessando soltanto le Alpi. Anche l’Appennino ha rivisto i fiocchi, soprattutto sull’Appennino tosco-emiliano e sui rilievi centrali più elevati. Le quote neve qui sono mediamente più alte, intorno ai 1600-1800 metri, ma durante i rovesci più forti si sono osservate vere e proprie imbiancate tardive sulle vette.
In Abruzzo, ad esempio, si parla di neve fino a Campo Imperatore e sui massicci maggiori. Neve arrivata anche sul monte Cimone fino a 1500 metri, con una temperatura di 0 °C.
Quando finirà questo freddo tardivo
Le fredde correnti artiche non resisteranno a lungo: nel corso del weekend saranno ancora dominanti soprattutto al centro e al sud, dove nubi, rovesci e temporali scateneranno un brusco calo delle temperature.
Con la prossima settimana ci sarà un'attenuazione dei freddi venti settentrionali a partire dal nord Italia, mentre le temperature tenderanno lentamente a riprendersi. Ma attenzione: per il caldo tardo-primaverile ci sarà ancora da aspettare. Al momento non si intravedono grossi anticicloni subtropicali capaci di avvolgere l'Italia come spesso avvenuto in passato in questo periodo.








per commentare devi effettuare il login con il tuo account