Pianta di fave: ecco come piantarla e quanto produce

Quando seminare la pianta di fave, quanto produce, altezza, divieti locali e malattie da prevenire.
pianta di fave
Getty images

Una delle protagoniste degli orti primaverili è proprio la pianta di fave: robusta, tollera bene il freddo, regala raccolti generosi ed è in grado di arricchire il terreno fissando azoto grazie alle sue radici. Per questo viene spesso usata non solo per produrre baccelli da mangiare freschi o secchi, ma anche come coltura miglioratrice del suolo, ideale tra una coltivazione e l’altra.

Come e quando si pianta la fava?

La fava è una coltura che ama il clima fresco: sopporta discretamente il freddo, ma soffre molto il caldo eccessivo in fase di fioritura e allegagione. Per questo, il periodo di semina varia parecchio tra Nord e Sud Italia.

Pubblicità
  • Al Centro-Sud e nelle zone costiere miti, la pianta di fave si semina spesso in autunno, da fine ottobre a dicembre, in modo che le piantine superino l’inverno e partano forti in primavera, anticipando il raccolto. Al Nord e nelle zone interne più fredde, invece, è più prudente seminare a fine inverno o inizio primavera (da febbraio a marzo).
  • Per quanto riguarda la luna, molte tradizioni contadine suggeriscono di seminare la pianta di fave in luna crescente, ritenendo che favorisca lo sviluppo della parte aerea e quindi una migliore fioritura e produzione di baccelli. 
  • Per la semina in piena terra si può procedere a postarelle o a file. Nel primo caso, si mettono 2-3 semi per ogni buchetta, distanziando le postarelle di circa 20-25 cm sulla fila e le file di 50-60 cm. In alternativa, si semina un seme ogni 10-15 cm sulla fila, mantenendo sempre almeno 50 cm tra una fila e l’altra per agevolare aerazione e passaggi. I semi vanno interrati a circa 4-6 cm di profondità.
pianta di fave
Getty images

Quanto tempo impiega la fava a germogliare?

Una volta seminata, la pianta di fave non impiega molto a mostrarsi in superficie. In condizioni ideali, con terreno fresco ma non freddo e umido al punto giusto, i semi di fava germogliano in genere in 7–10 giorni. Se il suolo è più freddo, la germinazione può allungarsi fino a 15–20 giorni.

La temperatura ottimale per la germinazione della pianta di fave è intorno ai 10–15 °C. Sotto i 5–6 °C il processo rallenta notevolmente, mentre oltre i 20 °C può risultare irregolare e favorire lo sviluppo di muffe nel terreno, specie se molto umido. 

Quanto produce una pianta di fave

La resa di una singola pianta di fave può variare molto a seconda della varietà scelta e dai fattori ambientali. In media, una pianta di fave ben coltivata produce tra 8 e 15 baccelli, ma non è raro arrivare anche a 20 baccelli per pianta in condizioni particolarmente favorevoli.

In termini di peso, si stima che una pianta possa dare da 300 a 600 grammi di baccelli freschi, con quantità anche superiori nelle varietà a baccello lungo o in impianti ben gestiti. 

Per massimizzare la produzione, è molto utile la cimatura apicale: quando la pianta di fave ha emesso i primi baccelli e questi iniziano a ingrossarsi, si può togliere la punta tenera del fusto principale. 

L'altezza massima che può raggiungere

La pianta di fave ha un portamento eretto, con fusti robusti ma relativamente fragili quando sono sottoposti a vento forte o piogge intense. L’altezza massima che può raggiungere dipende molto dalla varietà: le tipologie più nane o precoci restano intorno ai 40–60 cm, mentre le varietà tradizionali e a ciclo più lungo possono arrivare facilmente a 1 metro e in alcuni casi superare i 120–130 cm.

In orto familiare, è comune coltivare varietà che si attestano tra i 70 e i 100 cm di altezza. Per prevenire ogni tipo di problema si possono predisporre semplici sostegni: leggere reti tensive, fili tesi tra pali alle estremità del filare, oppure canne disposte a intervalli regolari e legate con spago naturale.

Seminare le fave secche: è possibile?

In linea generale è possibile seminare fave secche, purché siano integre, non trattate e di buona qualità. Tuttavia, l’uso di seme da consumo non garantisce sempre la riuscita della coltura. Le sementi professionali per la pianta di fave sono selezionate per garantire germinabilità elevata, uniformità di crescita e caratteristiche varietali precise (dimensione del baccello, precocità, resistenza a malattie). Le fave secche da cucina, invece, possono essere miscele di lotti diversi o essere state conservate in condizioni non ideali. 

pianta di fave
Pexels

In alcune zone c'è il divieto di coltivazione fave

Se ci si appresta a coltivare le fave è anche necessario verificare se esistono limitazioni o veri e propri divieti relativi alla coltivazione della pianta di fave. Il motivo principale non è agronomico, ma sanitario: riguarda la tutela delle persone affette da favismo, che può provocare gravi crisi emolitiche in seguito al consumo di fave, ma in alcuni casi anche per esposizione a polline o vapori durante la cottura.

Per proteggere i soggetti favici, alcuni Comuni o Regioni hanno emanato regolamenti che vietano la coltivazione della pianta di fave in prossimità di scuole, ospedali, strutture sanitarie o in certe aree urbane dove è nota la presenza di persone particolarmente sensibili. Questi divieti possono riguardare sia la coltivazione in piena terra che in vaso, e spesso prevedono distanze minime da rispettare rispetto alle abitazioni o a luoghi pubblici frequentati da soggetti a rischio.

pianta di fave
Pexels

Malattie della pianta di fava: quali sono

Come tutte le colture orticole, anche la pianta di fave può essere colpita da diverse malattie fungine e batteriche, oltre che da parassiti animali. Le condizioni che favoriscono le malattie sono soprattutto l’eccesso di umidità, le semine troppo fitte e la mancata rotazione colturale. Bisognerà quindi fare attenzione:

  • Ruggine: si manifesta con piccole pustole arancioni o brune sulla pagina inferiore delle foglie, che poi seccano e cadono. 
  • Botrite o muffa grigia: colpisce fusti, foglie e baccelli, formando una caratteristica muffa grigiastra. 
  • Antracnosi e maculature fogliari: provocano macchie scure o brunastre su foglie e baccelli, con possibili deformazioni e necrosi. 
  • Marciumi radicali: causati da diversi funghi del terreno, si manifestano con piante che ingialliscono, appassiscono e si staccano facilmente dal suolo, con radici scure e marcescenti.

per commentare devi effettuare il login con il tuo account