Negli impianti elettrici delle case italiane convivono spesso due tipi di prese che, pur sembrando simili a prima vista, rispondono a esigenze tecniche molto diverse: capire la differenza tra una presa Schuko e una normale aiuta a collegare i dispositivi nel modo corretto, a evitare adattatori di fortuna e soprattutto a tutelare la sicurezza dell’impianto. I due standard si distinguono per forma, capacità di carico e tipo di spine compatibili; bastano pochi concetti chiari per orientarsi tra fori, spinotti e normative vigenti in Italia.
Cos'è una presa Schuko (o tedesca) e a cosa serve
Il nome Schuko è la contrazione tedesca di Schutzkontakt, che significa letteralmente "contatto di sicurezza". Ideata in Germania nel corso degli anni Venti del Novecento, questa presa ha progressivamente conquistato il mercato europeo fino a diventare uno standard adottato dalla maggior parte dei paesi del continente.
La presa Schuko si riconosce a colpo d’occhio: corpo rotondo e incassato nella parete, due fori per i poli elettrici e due lamelle metalliche sui lati che assolvono la funzione di messa a terra. Un ulteriore dettaglio costruttivo è il bordo rialzato, che evita qualsiasi contatto accidentale con le parti sotto tensione nel momento in cui si inserisce la spina.
Sul piano tecnico, la presa Schuko regge correnti fino a 16A, (circa 3.68W), cosa che la rende la scelta più adeguata per i grandi elettrodomestici come lavatrici, lavastoviglie, frigoriferi, forni e asciugatrici; va bene anche per utensili da giardino e, in caso di necessità, per ricaricare lentamente un veicolo elettrico.
Cos'è una presa normale italiana: dalla classica alla bipasso
Le prese "normali" presenti nelle case italiane possono essere suddivise in tre tipologie: quella storicamente più diffusa nelle abitazioni più datate è la P10, progettata per correnti massime di 10A (circa 2.200W) e pensata per dispositivi leggeri; la P11, dalla forma molto simile, arriva fino a 16A (circa 3.500W). Negli impianti civili moderni la più diffusa è però la P17/11, nota come presa bipasso o bivalente.
Il nome bipasso vuol dire che essa riunisce in un solo punto presa due formati di spina distinti, quelli da 10A e quelli da 16A. Il profilo è piatto e rettangolare, con tre fori disposti in fila; la forma è rettangolare e piatta, con tre fori allineati, e la messa a terra passa dal foro centrale. Le dimensioni contenute di questa presa la rendono comoda anche nelle installazioni con poco spazio a disposizione.
La differenza tra presa Schuko e normale: le due a confronto
La differenza più immediata tra la presa Schuko e la presa tradizionale è essenzialmente fisica: la Schuko è rotonda e incassata, la bipasso è piatta e rettangolare. Questa diversità non è puramente estetica, ma determina quali spine possono essere inserite e come avviene la messa a terra.
Ecco le principali differenze tra presa Schuko e tradizionale, messe dunque a confronto:
- forma: la Schuko ha un profilo circolare e incassato mentre la bipasso è piatta e rettangolare, con tre fori in fila;
- messa a terra: tramite lamelle metalliche laterali nella Schuko, tramite il foro centrale nella bipasso;
- corrente massima: 16A per entrambe, ma la bipasso gestisce anche i carichi più leggeri da 10A;
- spine compatibili: la Schuko accetta le spine europee CEE 7/4 e CEE 7/7; la bipasso accetta le spine italiane a 2 o 3 poli da 10A e 16A;
- sicurezza al contatto: la Schuko offre una protezione aggiuntiva, grazie al bordo rialzato che impedisce il tocco accidentale delle parti in tensione.
La spina Schuko si può inserire nella presa italiana?
Un aspetto da chiarire riguarda la compatibilità fisica tra i due standard: la spina Schuko e la presa bipasso non sono compatibili, poiché il corpo tondeggiante della spina non entra nel profilo piatto e rettangolare della presa italiana.
Esiste però un pericolo concreto, spesso trascurato: la spina Schuko può essere forzata in una vecchia presa italiana da 10A, poiché i due standard condividono lo stesso interasse tra gli spinotti (19 mm) pur differendo nel diametro degli spinotti stessi (4,8mm contro 4,4mm); l'operazione non è innocua, poiché interrompe il collegamento a terra e danneggia la presa. La norma CEI 23-50 ha irrigidito i requisiti delle prese per limitare questo fenomeno, ma senza risolverlo del tutto.
Sul mercato si trovano degli adattatori che permettono questo collegamento, ma andrebbero usati solo come soluzione temporanea: abbinati a degli elettrodomestici ad alto consumo, gli adattatori di qualità scadente aumentano il rischio di surriscaldamento dei contatti.
Meglio una presa Schuko o una presa bipasso? Quale scegliere per casa
La scelta tra presa Schuko e presa bipasso dipende dall'uso previsto e dal tipo di dispositivo da collegare. Quando si deve scegliere quali e quante prese elettriche mettere in casa, basta ricordare che la Schuko è più indicata per i punti dell'impianto destinati ai grandi elettrodomestici, dove serve un'alta capacità di carico e una connessione stabile nel tempo; la bipasso è invece più adatta a lampade, PC e piccoli elettrodomestici, grazie alla sua versatilità e alla forma compatta.
Dal punto di vista normativo, la CEI 64-8 non impone di sostituire le prese bipasso già installate in impianti esistenti; se però si interviene sull'impianto, anche solo in parte, l'elettricista deve rilasciare la Dichiarazione di Conformità (DiCo) e le nuove installazioni devono rispettare gli standard vigenti. Oggi questo si traduce nell'installazione di prese universali che integrano nello stesso corpo la forma circolare della Schuko e i fori della bipasso, accettando qualsiasi tipo di spina senza bisogno di adattatori.








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