Come conservare la frutta, fuori dal frigo o dentro? Una regola d'oro

Ecco quale frutta va tenuta in frigo e quale a temperatura ambiente, con consigli pratici per conservarla fresca più a lungo.
donna davanti a tavolo pieno di frutta
Magnific

Quando si parla di conservazione domestica degli alimenti, gli errori sono spesso dietro l'angolo e dipendono da credenze sbagliate e luoghi comuni privi di fondamento: uno dei dubbi più diffusi riguarda la frutta, e più in particolare come conservare la frutta, fuori dal frigo o dentro. La risposta giusta esiste e dipende dal tipo di frutta che si intende conservare, tenendo conto anche di altre variabili.

Perché alcuni tipi di frutta vanno in frigo e altri fuori

Per comprendere perché alcuni frutti vadano conservati in frigo e altri no, occorre partire da una premessa essenziale: la frutta, anche dopo la raccolta, continua a vivere, ovvero a consumare gli zuccheri accumulati durante la crescita, a rilasciare umidità e a produrre etilene, che accelera naturalmente la maturazione.

Pubblicità

Con una temperatura più bassa questi meccanismi rallentano, permettendo una conservazione migliore; il punto è che non tutta la frutta reagisce al freddo alla stessa maniera. Qui entra in gioco un altro fattore ovvero la specifica origine climatica del frutto:

  • le varietà originarie dei climi temperati resistono per settimane se conservate tra 0 °C e 4 °C;
  • mentre i frutti tropicali, abituati a temperature più elevate, non amano il freddo e si rovinano facilmente in frigo, perdendo sapore e bellezza. 
frutta conservata in frigo
Unsplash

L'etilene e il suo ruolo nella conservazione di frutta e verdura

A determinare la velocità con cui frutta e verdura perdono freschezza è la loro produzione di etilene, un gas naturale il cui ruolo è quello di accelerare il processo di maturazione dei frutti: una capacità che si estende anche a tutto ciò che gli sta vicino.

Per questo motivo, i frutti che rilasciano più etilene come mele, banane, pere, kiwi, pesche, prugne, nettarine, avocado e pomodori, andrebbero tenuti lontani dagli altri alimenti.

Al contrario, se si ha la necessità di far maturare un alimento prima, si può sfruttare questa caratteristica a proprio favore, per esempio avvicinando una mela già matura a una banana ancora verde.

Qual è la frutta da tenere fuori dal frigo 

A restare fuori dal frigorifero, ovvero protetti dalle temperature basse che possono rovinare il processo di maturazione, devono essere soprattutto i frutti originari di climi caldi. Tra questi rientrano:

  • banane: se refrigerate da acerbe, la buccia annerisce rapidamente e la maturazione si blocca, anche se la polpa resta spesso commestibile;
  • mango e papaya: sviluppano facilmente alterazioni da freddo che ne compromettono consistenza e sapore;
  • ananas, avocado acerbo, frutto della passione, cocco: risentono allo stesso modo delle basse temperature se conservati prima della piena maturazione.

Va detto che, una volta maturi, questi frutti possono comunque tollerare 1-2 giorni in frigorifero.

uomo che regge cassetta di frutta
Magnific

La frutta che va conservata dentro il frigorifero 

A conservarsi meglio in frigorifero sono i frutti cresciuti in climi temperati, perché il freddo ne rallenta il deterioramento e ne conserva consistenza e sapore. Rientrano in questa categoria:

  • mele, pere e uva: reggono le basse temperature per settimane senza perdere qualità, con identico gusto e struttura;
  • frutti di bosco: sono comunque molto delicati e vanno riposti in frigo subito dopo l'acquisto e consumati entro pochi giorni;
  • ciliegie e kiwi: si conservano al meglio a temperature basse fin da subito;
  • pesche, albicocche e prugne mature: vanno messe in frigo solo dopo che sono maturate a temperatura ambiente.
frutta nel frigo
Magnific

Come conservare la frutta in frigo al meglio

La resa migliore in frigorifero dipende da alcuni accorgimenti pratici più che da regole complicate: innanzitutto bisogna evitare di lavare la frutta prima di riporla, perché l'umidità residua favorisce la comparsa di muffa; un altro passaggio fondamentale è togliere la frutta dai sacchetti di plastica e posizionarla in buste di carta o contenitori non ermetici, così da lasciar respirare il prodotto.

In frigo, poi, va scelto lo scomparto migliore: il cassetto inferiore (che non corrisponde alla parte più fredda del frigo) è il punto più adatto per i prodotti freschi. Per quanto riguarda la gestione dell'etilene, mele, pere e banane andrebbero tenute lontane dai frutti più delicati.

Come conservare la frutta già tagliata e mantenerla più a lungo

La frutta già tagliata è molto più vulnerabile perché, privata della buccia, perde acqua rapidamente e si espone sia all'ossidazione sia alla proliferazione di microrganismi: per questo motivo va sempre riposta in frigorifero, meglio se dentro contenitori ermetici e perfettamente asciutti, e consumata entro 24-48 ore al massimo.

Per evitare l’annerimento della frutta come mele, pere e banane, basterà versare qualche di succo di limone sui frutti.

frutta tagliata
Magnific

Errori da evitare nella conservazione della frutta

Gli errori più frequenti nella conservazione della frutta condividono quasi sempre la stessa origine: si tende ad applicare a tutti i prodotti lo stesso trattamento, ignorando che ciascuno avrebbe bisogno di attenzioni specifiche. 

Le banane ancora verdi, se riposte in frigorifero magari accanto alle mele, ne sono l'esempio più comune: il freddo blocca la maturazione anziché favorirla, lasciando buccia scura e polpa alterata. Stessa logica sbagliata per la conservazione dei pomodori, spesso messi in frigo a sproposito: le basse temperature ne compromettono l'aroma, per cui converrebbe riservare il frigo solo ai giorni più caldi.

per commentare devi effettuare il login con il tuo account