Strisce antiscivolo per le scale, la normativa di base in un condominio

Non è obbligatorio installare strisce antiscivolo per le scale di condominio, ma le rampe devono rispettare i requisiti di legge
Strisce antiscivolo sulle scale
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Vivere in contesti condivisi significa anche prestare attenzione alla sicurezza delle parti comuni e all’incolumità dei residenti. E proprio in fase di progettazione di un edificio, bisogna prestare attenzione a tutte quelle caratteristiche architettoniche che potrebbero rappresentare un pericolo. Ad esempio, cosa prevede la normativa sulle strisce antiscivolo per le scale del condominio? Per quanto non vi sia un obbligo specifico di installazione di questi dispositivi, diverse leggi regolano le caratteristiche antiscivolo che devono presentare le rampe condominiali, in relazione sia all’accessibilità dello stabile che dell’eventuale presenza di personale dipendente.

È obbligatorio avere scale antiscivolo in condominio?

Prima di entrare nel merito dell’eventuale installazione di strisce antiscivolo, è necessario comprendere se esista un obbligo diffuso. In linea generale, le normative vigenti tutelano la sicurezza dello stabile e dei suoi residenti, regolando aspetti diversi:

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  • il D.M. 236/1989, dedicato all’abbattimento delle barriere architettoniche, impone specifici coefficienti d’attrito per le pavimentazioni dell’edificio;
  • il D.Lgs. 81/2008, che tutela la sicurezza dei posti di lavoro, impone l’adozione di apposite precauzioni se il condominio prevede dei dipendenti, come la portineria o il servizio di pulizia;
  • l’articolo 1130 del Codice Civile assegna all’amministratore il compito di compiere gli atti conservativi per le parti comuni. La tutela dell’incolumità dei residenti può rientrare nella messa in sicurezza delle scale.

In altre parole, non esiste un preciso obbligo di strisce antiscivolo sui gradini del condominio, perché il livello di attrito delle scale può essere raggiunto con le più svariate tecnologie. È comunque indispensabile perseguire la sicurezza dell’edificio, al fine di minimizzare pericoli quotidiani o richieste di risarcimento, come la caduta dalle scale condominiali.

Qual è la normativa che regola le strisce antiscivolo per le scale?

Entrando maggiormente nel dettaglio, esistono disposizioni di legge che regolano l’uso di dispositivi per rendere le scale meno scivolose? Come già specificato, le leggi non impongono il ricorso a strisce antiscivolo obbligatorie, bensì tratteggiano le caratteristiche di sicurezza che le scale devono mantenere.

Strisce antiscivolo sulle scale
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In altre parole, la legge non specifica un elenco tassativo di prodotti ammessi per rendere le scale più sicure, conta invece la prestazione antiscivolo che le stesse scale sono in grado di raggiungere. Di conseguenza:

  • nella progettazione di un nuovo edificio, il D.M. 236/1989 specifica che i gradini devono avere una pedata antisdrucciolevole, per prevenire le cadute e facilitare, così, il superamento delle barriere architettoniche;
  • se nello stabile sono presenti lavoratori, il D.Lgs. 81/2008 specifica che le scale devono essere stabili, sicure e antisdrucciolevoli.

Le richieste di legge possono essere assolte sia con le caratteristiche intrinseche del materiale con cui i gradini sono stati realizzati, ad esempio perché poco scivolosi di natura, che con l’applicazione di appositi rivestimenti, come appunto strisce, barre metalliche, plastiche e via dicendo.

Qual è la normativa che regola le strisce antiscivolo per scale in marmo?

Un dubbio comune, soprattutto fra chi risiede in condomini storici o di grande pregio, è relativo alla sicurezza delle scale realizzate in pietra liscia. Ad esempio, cosa prevede la normativa sulle strisce antiscivolo per le scale in marmo? Anche in questo caso, si applicano sempre le previsioni del D.M. 236/1989 e del D.Lgs. 81/2008: non vengono specificati precisi dispositivi da utilizzare, bensì confermata la necessità che le scale siano antisdrucciolevoli.

In questo caso, è anche necessario che l’esigenza di sicurezza in condominio non sia in contrasto con la preservazione del pregio architettonico dello stabile. Per questa ragione, e per non alterare l'estetica del marmo, si tende a preferire trattamenti chimici antiscivolo o microscanalature laser. In alternativa, si utilizzano strisce adesive trasparenti ad alta tenuta, pensate per non rilasciare residui e preservare il pregio della pietra.

Cosa deve fare il condominio che è anche luogo di lavoro

Spesso il condominio è anche un luogo di lavoro: può infatti ospitare portieri, imprese di pulizia, addetti di sicurezza o tecnici alle dirette dipendenze dello stabile condominiale. In questo caso, scattano automaticamente gli obblighi previsti dal già citato D.Lgs. 81/2008, in materia di tutela della sicurezza sul lavoro. In virtù di questo status, il condominio dovrà procedere a:

  • garantire che gli ambienti di lavoro siano sicuri e salubri, pur essendo il condominio esonerato dalla stesura di un formale Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) per i propri dipendenti;
  • installare soluzioni antisdrucciolevoli, sia sulle scale che su pianerottoli e altre aree di transito, in base alle caratteristiche costruttive dello stabile;
  • formare i lavoratori sui rischi intrinseci dello stabile, eventualmente installando un’apposita cartellonistica e avvisando sia i dipendenti che i residenti di situazioni potenzialmente più pericolose, come i momenti di lavaggio delle scale;
  • conservare tutta la documentazione relativa agli interventi di adeguamento e manutenzione, che dovrà essere consegnata su richiesta agli appositi organi di vigilanza.

Gli obblighi antiscivolo di accessibilità sono retroattivi?

In ambito condominiale, un dubbio decisamente legittimo riguarda l’applicabilità delle disposizioni di accessibilità anche per stabili che, per data di costruzione, sono stati terminati prima dell’entrata in vigore della normativa. Di norma, gli obblighi del D.M. 236/1989 - comprese anche le scale antiscivolo - si applicano:

  • alle edificazioni di nuova concezione, con l’incorporazione di materiali antisdrucciolevoli sin dalla prima posa in cantiere;
  • alle ristrutturazioni delle rampe già esistenti, a seguito di un intervento approvato dall’assemblea, oppure in caso di restauri profondi o cambi di destinazione d’uso.

Per gli edifici costruiti prima dell’entrata in vigore della legge, e con scale mai sottoposte a interventi di ristrutturazione, gli obblighi non si applicano. Bisogna però considerare che, sia in relazione ai compiti di conservazione assegnati all’amministratore dall’articolo 1130 del Codice Civile che al rischio di cadute per i residenti, è buona consuetudine che l’assemblea valuti un adeguamento spontaneo.

Come si mettono le strisce antiscivolo sulle scale

Indipendentemente si proceda per rispettare obblighi di legge che per un intrinseco desiderio di sicurezza da parte dell'assemblea, come si applicano le strisce antiscivolo sulle scale? Innanzitutto, è utile sapere che ne esistono di diverse tipologie:

  • le strisce adesive, che possono essere applicate direttamente sul gradino senza alterarne la superficie originaria;
  • le strisce avvitabili o fisse, che richiedono invece specifiche forature o scanalature d’incastro.

L’applicazione è mediamente semplice, sebbene il consiglio sia quello di avvalersi di un tecnico specializzato. In linea generale:

  • la striscia dovrà essere installata vicino allo spigolo esterno del gradino, nel punto in cui la calzatura esegue la spinta nella fase di discesa;
  • bisognerà preferire un’installazione a filo, o a distanza di pochi millimetri dal bordo, per proteggere il punto dove lo scivolamento è massimo.

Chi paga l’adeguamento antiscivolo delle scale

La messa in sicurezza delle scale con soluzioni antiscivolo ha dei costi, variabili a seconda si tratti della semplice applicazione di strisce o di altri interventi più invasivi. Ma chi si deve far carico della spesa?

Scale antiscivolo
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Di norma, i costi vengono suddivisi in base ai criteri stabiliti dall’articolo 1124 del Codice Civile:

  • metà in proporzione al valore millesimale delle singole unità abitative;
  • metà in misura proporzionale all’altezza di ciascun piano. 

In caso di edifici con più scale separate, le spese possono essere addebitate unicamente al gruppo di condomini che effettivamente ne usufruisce: ad esempio, se l’intervento riguarda solo la scala A dello stabile, i condomini della scala B non saranno chiamati a sostenerne i costi.

Chi risponde in caso di cadute o danni per scale scivolose

Infine, è utile considerare i rischi che lo stabile rischia di correre, qualora decida di non mettere in sicurezza le gradinate del palazzo. Cosa succede, di conseguenza, in caso di caduta da scale senza antiscivolo?

In qualità di custode del bene comune, l’ente condominiale risponde in base all’articolo 2051 del Codice Civile. Ha infatti l’obbligo di mantenere le parti comuni sicure per tutti e, di conseguenza, in sede di giudizio può essere chiamato a risarcire i condomini eventualmente danneggiati.

L’amministratore può rispondere nei casi di negligenza, in particolare in caso non abbia dato seguito a delibere assembleari che imponevano l’installazione di dispositivi antiscivolamento. Ai sensi dell’articolo 1129 del Codice Civile, si verifica una grave irregolarità che può aprire la strada alla revoca del mandato.

Non ultimo, qualora durante un’attività di pulizia un'impresa esterna non abbia esposto gli opportuni cartelli di pericolo, la giurisprudenza tende a far ricadere la responsabilità unicamente sull'impresa stessa.

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