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E' iniziato il conto alla rovescia: hai 90 minuti di tempo per fuggire dal Palazzo del Maniaco

Autori: @Annastella Palasciano, Luis Manzano

Un palazzo abbandonato di tre piani alla periferia industriale della città di Milano.  È il luogo perfetto per chi vuole mettersi alla prova e testare la sua capacità di risolvere enigmi. Tra scrivanie fuori posto, schedari al suolo e un dedalo di uffici, si gioca la partita del Palazzo del Maniaco, l'escape room più grande d'Italia e una delle maggiori in Europa. Con la guida privilegiata di uno degli ideatori del gioco, idealista news ti porta alla scoperta dei 4500 m2 del Maniac Palace. È cominciato il conto alla rovescia: da questo momento hai solo un'ora e mezzo di tempo.

Le origini delle escape room reali (che prendono spunto da una particolare categoria di videogiochi) sono controverse. C'è chi sostiente che siano nate nel 2008 in Giappone, altri nel 2011 in Ungheria. Qualunque sia l'origine, si sono ben presto diffuse in tutto il mondo, dando luogo alle più fantasiose variazioni sul tema. In Canada, location dell'escape room più famosa è un intero castello, a Budapest vengono utilizzati i sotterranei dei "ruin pub", locali dove i banconi e i tavoli sono installati in edifici abbandonati. Mentre a Tokyo bisogna districarsi tra i tunnel della metropolitana.

A Milano, l'idea di quella che sarebbe diventata l'escape room più grande del nostro Paese, racconta Stefano Castelnuovo, socio fondatore di Enigma Room insieme a Marco e Roberto Tedeschi e Cristina Visconti, "E' nata nel 2015, quando uno degli altri soci, di ritorno dall'Ucraina, mi ha chiamato per propormi questa nuova tipologia di gioco che aveva scoperto nel Paese dell'Est". "Ora abbiamo due strutture fisse, delle escape room classiche con cinque scenari diverse, e il Maniac Palace, un palazzo di tre piani, con circa cinquantadue stanze, dove si gioca in un'ora e mezza di tempo".

"Questo palazzo era sede di una società tecnologica che circa cinque - sei anni fa ha abbandonato l'edificio per trasferirsi all'estero. Noi abbiamo tenute tutto, scrivanie, sedie, schedari, e abbiamo costruito un gioco intorno all'arredamento orginale. Questo sì, lo abbiamo decisamente "peggiorato" da un punto di vista estetico, per farlo sembrava più usato e decadente e renderlo così più in linea con la tematica del gioco: una sorta di "fuga" da un maniaco che imprigiona le persone nel palazzo".

"Si puo' giocare fino a venti persone divise in quattro squadre, che partono da una zona diversa dell'edifico. E' importante la collaborazione non solo tra i membri di una stessa squadra, ma anche tra le diverse squadre, perché altrimenti è impossibile uscire in tempo. E' un gioco essenzialmente basato sulla collaborazione". "Maniac Palace è ancora allo stato 'brado' senza elettricità. Il gioco viene svolto tendenzialmente al buio, con l'aiuto di torce elettriche e walkie-talkie. Il target è molto vario, dai ragazzi di 15-16 anni, fino alle famiglie, o alle aziende. Chiunque abbia voglia di mettersi in gioco"