Notizie su mercato immobiliare ed economia

Sanzioni Pos 2018, cosa cambia

Autore: Redazione

In un parere depositato il 1° giugno, il Consiglio di Stato ha stabilito lo stop alle sanzioni fino a 30 euro per commercianti e professionisti che non accettano i pagamenti con carte. Sono state fermate, dunque, le multe per chi rifiuta il pagamento con carta di credito o Bancomat perché non dispone del Pos.
Spetta ora al governo affrontare la questione.

Ma facciamo un passo indietro. Era stato il decreto Crescita del 2012 a introdurre l’obbligo di dotarsi di Pos, con l’obiettivo di contrastare l’evasione fiscale. Secondo tale decreto, a decorrere dal 30 giugno 2014 chi vendeva prodotti o effettuava prestazioni di servizi, anche professionali, era obbligato ad accettare pagamenti con carte di credito o di debito. Questo decreto, però, non prevedeva sanzioni per i trasgressori.

La sanzione amministrativa è stata introdotta con la legge di Stabilità 2016, ma l’entità della multa è stata delegata a un decreto del Mise e del Mef. Secondo il Consiglio di Stato, rinviare il decreto ministeriale all’articolo del Codice penale che prevede una multa di 30 euro per chi non ha il Pos e rifiuta un pagamento con moneta in corso legale supera le riserve di legge, in quanto determina una sanzione senza fondamento nelle previsioni della legge stessa.

Per i giudici amministrativi, dunque, il fatto che il decreto Crescita non prevedesse delle sanzioni per la mancata installazione dei Pos e per il conseguente rifiuto di carte di credito o Bancomat ha determinato la mancata applicazione dell’obbligo in sé, vanificando la previsione legislativa.

Articolo visto su
Agenzia (Agenzia)