Manovra 2019 bocciata dall'ufficio bilancio. Ecco cosa non va

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Le previsioni di crescita che sono presupposto della manovra 2019 sono troppo ottimistiche ed esposte a forti rischi di ribasso alla prova dei fatti. L’Ufficio Bilancio boccia quindi il Def - che andrà probabilmente riscritto tenendo conto di diverse stime - condividendo di fatto le preoccupazioni che erano state esternate in un recente report di Deutsche Bank.

Manovra 2019, le critiche di Deutsche Bank

Nelle intenzioni del governo, l’azione fiscale espansiva dovrebbe essere sorretta da un rapporto debito/pil in calo dell’1% e da proiezioni di crescita molto favorevoli. Questo scenario ottimistico non è però condiviso dagli analisti della banca d’affari tedesca, che segnalano alcuni punti poco chiari.

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  • Il deficit/Pil potrebbe superare il 2,4%

Primo, elencano da Deutsche Bank, la flat tax, il reddito di cittadinanza, la riforma delle pensioni che include la possibilità di prepensionamento (la cosiddetta quota 100) nelle intenzioni del governo dovrebbero stimolare l’economia ma saranno finanziate in larga parte da un aumento del deficit. Misura che, a parere degli analisti, non è affatto il modo migliore per finanziare tali provvedimenti, dipendendo anche dal ciclo economico. A conti fatti, quindi, il rapporto deficit/pil potrebbe anche superare il 2,4% in caso di previsioni di crescita troppo ottimistiche. Utilizzando infatti il moltiplicatore fiscale, una espansione dello 0,9-1% del Pil può determinare una crescita dello 0,6-0,7%, quindi l’effetto finale potrebbe essere inferiore a quello sperato. Anche alla luce della politica monetaria, quindi, la stima della crescita del Pil, secondo DB, non supera l’1,2-1,3% e il rapporto tra deficit e Pil potrebbe addirittura salire al 2,6%.

  • Il debito pubblico potrebbe non calare

Altro aspetto è quello delle previsioni di miglioramento delle finanze pubbliche, che il governo si aspetta dal 2020 in poi, sempre sulla base delle stesse premesse quanto a fisco e crescita del Pil. Secondo la nota di aggiornamento al Def infatti il debito pubblico dovrebbe scendere dall’attuale 131% del Pil al 126,7% nel 2021. Altra previsione che secondo Deutsche Bank è troppo ottimistica, dato che gli analisti non credono possibile una crescita accelerata dal 2020, dato che l’economia globale sarà in generale rallentamento per un paio d’anni. Nel 2020 la crescita del Pil italiano potrebbe essere quindi dello 0,8%-1%.

  • Crescita a rischio

Oltretutto, se la manovra espansiva del 2019 non sarà supportata da una reale crescita del Pil, l’economia italiana sarà maggiormente vulnerabile agli shock negativi. Se, ad esempio, la crescita dovesse essere di un quarto di punto inferiore in media nei prossimi due anni, le dinamiche del debito prenderebbero un percorso difficile.

  • Possibile downgrade del rating

Ulteriori conseguenze imprevedibili attendono infine l’Italia in caso di downgrade da parte delle agenzie di rating e di cattiva reazione da parte della Commissione Europea, le cui richieste non sono state rispettate dal Governo.

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