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Cancellato il bonus baby sitter e asilo nido, cosa fare per il 2019

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Autore: Redazione

L'ultima Manovra non ha prorogato i bonus baby sitter e asilo nido. L’Inps ha precisato che chi lo ha chiesto e ottenuto lo deve consumare entro la fine del 2019. Vediamo come.

Bonus asilo nido e baby sitter, cos’è

La legge di Bilancio non ha rifinanziato la norma che prevedeva la possibilità per le mamme di “convertire” parte della propria maternità (quella “facoltativa” pagata al 30%) in un bonus dal valore fino a 600 euro mensili, per un massimo di 6 mesi (quelli previsti proprio per il congedo parentale facoltativo) e quindi 3.600 euro in tutto, da usare per pagare la baby sitter o l'asilo nido.

La misura era stata introdotta in maniera sperimentale nel 2013 per incentivare le mamme a rientrare in ufficio dopo la nascita del figlio, per poi essere prorogata anche dai governi successivi. L’attuale maggioranza invece ha preferito rinnovare o potenziare altri strumenti, attirandosi le critiche dei partiti di opposizione. 

I chiarimenti dell’Inps per il 2019

Ma nel 2019 il bonus è stato soppresso, fermando di fatto anche le domande. Per questo l’Inps ha spiegato cosa devono fare le madri che avevano già presentato la domanda entro il 31 dicembre 2018. Sostanzialmente di stratta di spendere il bonus baby sitter e asilo nido entro la fine del 2019.

Nella nota dell’istituto, infatti, si legge: "Le madri beneficiarie potranno usufruire delle prestazioni lavorative per i servizi di baby-sitting entro il 31 dicembre 2019, con possibilità di dichiarare le stesse in procedura entro il 29 febbraio 2020 nell’apposita sezione del Libretto Famiglia”.

E anche per quanto riguarda le domande che sono ancora in fase istruttoria si dovrà rispettare la stessa scadenza: "in ogni caso non è possibile lo svolgimento delle prestazioni lavorative per i servizi di baby-sitting oltre la data del 31 dicembre 2019". Le somme che non fossero spese entro il 2019 saranno considerate “oggetto di rinuncia con conseguente ripristino dei corrispondenti mesi interi di congedo parentale".

Entrando nel dettaglio: "Nel caso di lavoratrice che abbia ottenuto un contributo baby-sitting di tre mesi (importo 1.800 euro) e abbia utilizzato il contributo, al 31 dicembre 2019, per un importo pari a 610 euro, si considera oggetto di rinuncia un solo mese, mentre gli altri due si considerano entrambi fruiti in ragione del superamento dell’importo di 600 euro, che determina l’impossibilità di frazionare il secondo mese di fruizione".

Per quanto riguarda il bonus per gli asili nido, il termine sarà ancora più stretto: "Potrà essere fruito fino alla data del 31 luglio 2019, termine oltre il quale non saranno prese in considerazioni le richieste di pagamento inviate dagli asili nido per periodi di fruizione dei servizi per l’infanzia successivi a tale termine".

Anche in questo caso, "gli eventuali mesi interi di beneficio non fruiti entro il termine suddetto saranno considerati oggetto di rinuncia, con conseguente ripristino dei corrispondenti mesi di congedo parentale".