Sul Recovery Fund il commissario europeo Dombrovskis promette controlli rigorosi contro lo spreco nell'uso dei fondi concessi e minaccia rapide sospensioni degli esborsi agli Stati se non operano le riforme a cui si sono obbligati o se non usano i suddetti fondi sugli investimenti concordati. E nel peggiore dei casi: denunce alla Procura europea. Lo riporta il Financial Times.
"Abbiamo creato un sistema che garantirà un uso appropriato di questi fondi", afferma il commissario lettone, che parla di "criteri piuttosto rigorosi" sugli stop agli esborsi e di meccanismi anti frodi. Nel mirino sembra esserci soprattutto l'Ungheria e il principio dello Stato di diritto, che ha creato non pochi attriti durante gli accordi su Next Generation Eu.
Ma al di là del caso ungherese, "se le riforme finiscono in stallo, se alcuni progetti di investimento, per qualunque ragione, non vanno avanti - avverte Dombrovskis - allora parte dei fondi non arrivano. Gli esborsi sono direttamente collegati ai progressi".
Ora l'Ue è in attesa dei piani nazionali di ripresa e resilienza. "Inizialmente, abbiamo constatato che nelle bozze di molti Paesi non c'era attenzione sufficiente alle raccomandazioni specifiche per Paese", dice ancora il vicepresidente. Dopo la consegna dei piani inizierà l'esame formale della Commissione, che tuttavia è stato preceduto in queste settimane da una intensa attività di dialogo Ue-governi.
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