Il rendimento dei Btp a dieci anni è salito al 4,70 per cento, ai massimi da circa dieci anni. Il che significa che investire in titoli di Stato diventa sempre più redditizio, ma anche che il debito pubblico italiano, gravato dai maggiori interessi da rimborsare, è pronto a prendere una nuova strada tutta in risalita. Facciamo il punto con Maurizio Mazziero di Mazziero Research.
Rendimenti Btp dieci anni, dove arriveranno
“Siamo di fronte al massimo rendimento da diverso tempo, nota Mazziero, - con una dinamica ben evidente nel grafico che passa dall'1,39% di gennaio al 4,70% di settembre, più che triplicato”.
Da qui in avanti, dove si arriverà? “La risposta contempla la valutazione di diverse variabili, ma possiamo certo dire che dopo un periodo di assestamento su questi livelli ci sposteremo ancora più in alto, con una dinamica che seguirà i futuri rialzi della BCE. Guardando avanti, i mesi più sfidanti saranno novembre e poi nell'anno prossimo marzo e maggio quando la BCE avrà alzato in modo significativo i tassi rispetto ai livelli attuali. A quel punto potremmo arrivare ad emissioni che superano il rendimento del 5%. Indicativamente, su un arco temporale di 12 mesi, ogni 1% di rendimento in più dei titoli di Stato tende a costare tra i 2,5 e i 3 miliardi in più nella spesa per interessi annuale”.
Debito pubblico italiano, quanto salirà ancora
L'aumento dei rendimenti del Btp si traduce in un aumento della spesa per interessi, che farà lievitare ulteriormente il debito pubblico. Di quanto aumenterà questa grandezza nei prossimi tempi? “Al momento la curva della spesa per interessi non sta ancora mostrando particolari segni di stress, ma tenderà a farlo progressivamente acquistando piena evidenza fra due o tre anni quando ci si avvicinerà alla metà della vita media del circolante”, risponde Mazziero, che stima per fine 2022 una spesa per interessi lorda più che raddoppiata rispetto a luglio 2022, a 62,9 miliardi. La stima del debito pubblico per dicembre 2022, invece, è in aumento per un valore compreso tra 2.696 e 2.728 miliardi, dai 2770 raggiunti a luglio 2022
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