Il Bonus mamme è un’integrazione al reddito introdotta per sostenere le madri lavoratrici nel corso. La norma prevede che per l’intero 2025 l’importo previsto è di 40 euro mensili (per un massimo di 12 mensilità) rivolto alle madri lavoratrici con due o più figli. Con una recente circolare, l’Inps ha comunicato che il contributo può essere liquidato in unica soluzione, entro febbraio 2026, per le domande presentate entro il 31 gennaio 2026 o non ancora liquidate. Scopriamo tutto quello che c’è da sapere.
I requisiti per il bonus mamme 2025
Il bonus mamme 2025 spetta alle lavoratrici dipendenti (pubbliche e private, escluso il lavoro domestico) e autonome iscritte a gestioni previdenziali obbligatorie, comprese le casse professionali e la Gestione Separata:
- madri con due figli: fino al compimento dei 10 anni del secondo figlio;
- madri con tre o più figli: fino ai 18 anni del figlio più piccolo (escluse le titolari di contratti a tempo indeterminato).
Il reddito da lavoro annuo non deve superare i 40.000 euro. Sono escluse dal bonus mamme 2025 le lavoratrici madri con tre o più figli, titolari di contratto a tempo indeterminato. Queste ultime possono accedere all’esonero contributivo previdenziale per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti (IVS) per la quota di contributi posta a loro carico, ai sensi dell’articolo 1, comma 180, legge di bilancio 2024.
Quanto spetta per il bonus mamme 2025
L'importo del bonus mamme 2025 è pari a 40 euro mensili, esentasse e non rilevante ai fini ISEE, erogato dall'Inps in un'unica soluzione a dicembre 2025, per le mensilità spettanti da gennaio a dicembre, per un massimo di 480 euro annui. Verrà erogato entro il mese di febbraio 2026 per le restanti domande non liquidate a dicembre.
Ultimi giorni per richiedere il bonus mamme 2025
Con il messaggio n. 147 del 15 gennaio 2026 l’Inps ha comunicato un’importante novità procedurale: le lavoratrici madri che hanno già presentato domanda per il bonus mamme 2025 possono ora inviare un'ulteriore istanza integrativa per i mesi eventualmente non inclusi nella richiesta precedente. La scadenza per questa domanda integrativa è fissata al 31 gennaio 2026, stesso termine previsto anche per chi ha maturato i requisiti dopo il 9 dicembre 2025 ma entro il 31 dicembre 2025.
L'Inps ha specificato anche che, entro il 31 gennaio 2026, verranno effettuate ulteriori lavorazioni delle domande presentate entro il 9 dicembre 2025 che non hanno superato i primi controlli automatici: le interessate potranno verificare gli esiti della lavorazione e aggiornare le modalità di pagamento accedendo al servizio dedicato.
Per effettuare la domanda si può procedere in una delle seguenti modalita:
Puoi procedere in tre modi:
- online, tramite il portale INPS, utilizzando il servizio dedicato ("Utilizza il servizio");
- Contact Center Multicanale, chiamando il numero 803 164, gratuito da telefono fisso, o il numero 06 164 164 da cellulare, a pagamento in base alla tariffa applicata dai diversi gestori;
- patronati, rivolgendoti agli enti di assistenza per un supporto nella compilazione.
Il servizio di presentazione delle domande è stato aggiornato per consentire alle lavoratrici madri di presentare un’ulteriore domanda per i mesi non richiesti nell’istanza già presentata, utilizzando il servizio accessibile sul sito istituzionale www.inps.it, seguendo il percorso: “Sostegni, Sussidi e Indennità” > “Esplora Sostegni, Sussidi e Indennità” > “Per genitori” > “Vedi tutti i servizi” > “Nuovo Bonus mamme”.
Novità del bonus mamme 2026
Per il nuovo anno c’è una novità: la legge di bilancio 2026 ha aumentato il Bonus mamme a 60 euro mensili (fino a 720 euro annui). Spetterà dunque a tutte le lavoratrici dipendenti pubbliche o private e alle lavoratrici autonome con almeno due figli, purché abbiano un reddito non superiore a 40.000 euro annui e fino al decimo compleanno del figlio più piccolo (o fino al diciottesimo per tre o più figli).
Restano escluse le lavoratrici domestiche, mentre sono previste regole di coordinamento rispetto all’esonero IVS già previsto per specifiche platee di madri, con almeno tre figli, titolari di lavoro dipendente a tempo indeterminato.
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