Il 15 giugno 2026 è stato firmato presso il Ministero dell'Economia e delle Finanze un nuovo Protocollo d'intesa destinato a cambiare le condizioni economiche dell'accettazione dei pagamenti elettronici in Italia. L'obiettivo è chiaro: abbassare le commissioni POS per gli esercenti, soprattutto sulle transazioni di piccolo importo, oltre a rendere finalmente confrontabili le offerte degli operatori.
Cos'è il protocollo del MEF sui pagamenti POS
Il Protocollo nasce nell'ambito del Tavolo permanente sulle transazioni elettroniche istituito presso il Dipartimento del Tesoro e rappresenta la prosecuzione dell'impegno avviato dal governo nel luglio 2023. Non è una legge, ma un'intesa volontaria tra le principali associazioni di categoria del settore finanziario e del mondo delle imprese.
A firmare l'accordo sono stati:
- Per il settore dei pagamenti: ABI, APSP e Assofin
- Per il mondo delle imprese: CNA, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti e FIPE
Il Protocollo è aperto anche all'adesione di ulteriori associazioni di categoria e di singoli operatori non associati, il che ne amplia potenzialmente la portata nel tempo.
Perché il costo del POS è ancora un problema
Nonostante la crescita inarrestabile dei pagamenti digitali in Italia — nel 2025 le operazioni con carta hanno raggiunto 12,3 miliardi, in aumento del 13,5% rispetto all'anno precedente — le commissioni applicate alle transazioni di piccolo importo continuano a pesare in modo sproporzionato sulle attività commerciali.
Un incasso da 2 euro, ad esempio, può generare una commissione percentuale che supera spesso qualsiasi margine pratico. E considerando che il contactless rappresenta ormai l'88,3% di tutte le operazioni nei punti vendita fisici, la frequenza di questi micropagamenti è altissima.
Chi beneficia del nuovo accordo
Il nuovo accordo interessa direttamente gli esercenti con fatturato fino a 400.000 euro. Per questa fascia — che include la grande maggioranza dei piccoli e medi commercianti italiani — banche, prestatori di servizi di pagamento e operatori del credito al consumo si impegnano a proporre offerte promozionali specifiche per ridurre il costo delle transazioni con carta:
- Fino a 30 euro in generale
- Con attenzione particolare ai micropagamenti fino a 10 euro
Le promozioni dovranno essere pubblicizzate per almeno dodici mesi e mantenere una durata minima annuale: niente offerte lampo che spariscono dopo pochi mesi. Inoltre, il protocollo incentiva l’adozione di specifiche offerte commerciali dedicate agli esercenti con fatturato superiore a 400.000 e almeno fino a 750.000 euro.
Quanto si risparmia
È importante essere chiari su un punto: il Protocollo non fissa una commissione massima obbligatoria né rende gratuite per legge le operazioni sotto i 10 o 30 euro. Si tratta di un'intesa volontaria.
Il risparmio concreto dipenderà quindi dalle condizioni praticate dai singoli operatori aderenti: percentuale applicata sulla transazione, eventuali costi fissi, circuito della carta utilizzata (Visa, Mastercard, carte nazionali), durata dell'offerta promozionale e condizioni alla scadenza.
I modelli standard per confrontare le offerte
Uno degli elementi più concreti del Protocollo è l'introduzione di schede informative uniformi che tutti gli operatori aderenti dovranno utilizzare per presentare le proprie offerte agli esercenti. In questo modo sarà possibile confrontare in modo rapido e trasparente:
- Le commissioni percentuali per tipo di transazione
- Gli eventuali costi fissi mensili o annuali
- I circuiti di pagamento inclusi nell'offerta
- Le condizioni applicate al termine del periodo promozionale
Le offerte saranno pubblicate sui siti degli operatori e trasmesse al CNEL, che ne faciliterà la consultazione centralizzata. Questo meccanismo introduce un elemento di concorrenza reale che può spingere gli operatori ad abbassare le condizioni in modo strutturale.
Durata del protocollo e verifiche
Il Protocollo avrà una validità di 24 mesi a partire dalla firma. Al termine del periodo sarà effettuata una valutazione dei risultati conseguiti, che potrà portare a un rinnovo o a un aggiornamento delle condizioni.
Il contesto normativo: POS obbligatorio e sanzioni
Il nuovo accordo si inserisce in un quadro normativo che impone già agli esercenti l'obbligo di accettare i pagamenti elettronici. Chi rifiuta un pagamento con carta o bancomat rischia una sanzione di 30 euro, aumentata del 4% del valore della transazione.
Il Protocollo agisce quindi su uno dei principali ostacoli alla piena adozione del POS: il peso economico delle commissioni sui pagamenti piccoli, che spinge alcuni esercenti a incoraggiare (o imporre) il contante nonostante il divieto.







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