La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto una nuova agevolazione per le imprese: l'esonero contributivo al 100% per i datori di lavoro privati che assumono madri con almeno tre figli a carico. L'Inps ha pubblicato le istruzioni operative per accedere alla misura, che prevede l'esonero dal versamento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro fino a un massimo di 8.000 euro all'anno, pari a 666,66 euro al mese, con l'esclusione dei premi INAIL.
Che cos'è l'esonero contributivo per madri di tre figli
Si tratta di uno sgravio del 100% sui contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, fino a un massimo di 8.000 euro annui (pari a 666,66 euro al mese). Sono esclusi dal calcolo i premi INAIL.
L'obiettivo della misura è ridurre le barriere occupazionali per le donne con famiglie numerose, categoria storicamente penalizzata nel mercato del lavoro, incentivando i datori di lavoro privati — anche nel settore agricolo — ad assumerle.
Quanto dura l'esonero: le durate per tipo di contratto
La durata del beneficio varia in base alla tipologia contrattuale:
- 12 mesi per assunzioni a tempo determinato, anche in somministrazione
- 18 mesi complessivi in caso di trasformazione del contratto a termine agevolato in contratto a tempo indeterminato
- 24 mesi per assunzioni dirette a tempo indeterminato
Sono esclusi dalla misura i contratti di lavoro domestico, i contratti di apprendistato e il lavoro intermittente.
Requisiti per le lavoratrici: chi può far scattare il beneficio
Per poter accedere all'agevolazione, la lavoratrice assunta deve soddisfare due condizioni cumulative al momento dell'assunzione:
- Requisito familiare: Essere madre di almeno tre figli di età inferiore ai 18 anni, inclusi i figli in adozione o in affidamento. È importante sapere che eventuali cambiamenti successivi all'assunzione — come il raggiungimento della maggiore età di uno dei figli, una modifica dello stato civile o l'uscita di un figlio dal nucleo familiare — non fanno decadere il beneficio già in corso.
- Requisito lavorativo: Essere priva di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi al momento dell'assunzione.
Chi può richiedere l'esonero
L'agevolazione è aperta a tutti i datori di lavoro privati, compreso il comparto agricolo. Sono invece escluse le pubbliche amministrazioni.
Non è previsto un limite dimensionale aziendale: possono accedere sia le grandi imprese sia le PMI e i datori di lavoro individuali.
Risorse disponibili
La misura è a limite di spesa: per il 2026 lo stanziamento iniziale è di 5,7 milioni di euro, con risorse crescenti negli anni successivi. L'Inps monitorerà costantemente l'utilizzo dei fondi e, in caso di esaurimento, sospenderà l'accettazione di nuove domande. Conviene quindi presentare la richiesta il prima possibile.
Come fare domanda: la procedura passo per passo
Per accedere all'esonero contributivo, i datori di lavoro devono seguire questa procedura:
- Presentare domanda telematica all'INPS tramite il modulo "ELM3", disponibile sul Portale delle Agevolazioni (ex DiResCo).
- Attendere la verifica da parte dell'INPS dei requisiti soggettivi della lavoratrice e della disponibilità delle risorse finanziarie.
- Ricevere l'autorizzazione alla fruizione dell'esonero mediante conguaglio nei flussi UNIEMENS, con indicazione dei codici fiscali dei figli della lavoratrice.
Le prime autorizzazioni partiranno dalla competenza di agosto 2026.








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