Le novità per le pensioni contenute nella legge di Bilancio 2027

Scopriamo le misure che sono già legge, cosa è ancora in discussione in Parlamento e chi potrebbe uscire prima dal lavoro da gennaio 2027
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La novità principale sulle pensioni 2027 è un fondo da circa 850 milioni di euro, inserito nel disegno di legge di Bilancio approvato dal Consiglio dei ministri. L’obiettivo è finanziare un'uscita flessibile a 64 anni con 36 anni di contributi. Come funzionerà lo stabilirà un provvedimento a parte, atteso a gennaio. Nella manovra ci sono anche un voucher da 300 euro per gli over 75 e 100 euro per ogni neonato versati in un fondo pensione. Intanto, dal 1° gennaio scattano i nuovi requisiti per la pensione di vecchiaia e anticipata.

 

Pensioni 2027: cosa cambia

Nel 2027 le regole sulle pensioni cambiano su due piani: l'adeguamento dei requisiti all'aspettativa di vita, già in vigore, e le misure della legge di bilancio, che devono ancora essere approvate dal Parlamento. Il testo definitivo del disegno di legge non è ancora pubblico: alcune misure potrebbero cambiare durante l'esame parlamentare.

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Il Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge di bilancio 2027 il 28 ottobre 2026. Sulle pensioni il testo è in gran parte una voce di spesa: stanzia le risorse, ma rinvia le regole di dettaglio. Le misure previste sono tre:

  • un fondo da circa 850 milioni di euro per finanziare l'uscita anticipata flessibile a 64 anni;
  • un voucher sociale da 300 euro per gli over 75 con pensione fino a 28.000 euro l'anno;
  • un contributo statale di 100 euro per ogni neonato, versato all'INPS in un fondo pensione a partire dal 2027.

Il governo non ha invece chiarito se la manovra interviene su rivalutazione, pensioni minime, Ape sociale, Quota 41 o età pensionabile. Il Parlamento può modificare il testo fino al voto finale, che di norma arriva entro la fine dell'anno.

Uscita anticipata a 64 anni

Il governo ha accantonato circa 850 milioni di euro per l'uscita flessibile a 64 anni con 36 anni di contributi, ma la manovra non spiega come funzionerà: requisiti e platea saranno fissati da un provvedimento previsto a gennaio.

Per ora le informazioni certe sono poche:

  • risorse: lo stanziamento riguarda il 2027;
  • requisiti di base: 64 anni di età e 36 anni di contributi;
  • calcolo dell'assegno: tra le ipotesi allo studio c'è l'uscita con il sistema contributivo, che di solito significa un assegno più basso per chi ha periodi lavorativi nel sistema retributivo. Non è una scelta confermata;
  • platea: non è stato indicato chi potrà accedere e in quale numero.

Fino alla pubblicazione delle regole non è possibile sapere se la misura sarà strutturale o limitata a un anno, né quanto sarà penalizzato l'assegno. Chi pensa di rientrare nei requisiti dovrebbe attendere il provvedimento di gennaio prima di presentare domanda.

Requisiti per la pensione dal 1° gennaio 2027

Dal 1° gennaio 2027 i requisiti salgono di un mese per effetto dell'adeguamento all'aspettativa di vita, già previsto dalla legge e confermato dalla circolare INPS 28/2026.

PrestazioneRequisito dal 2027
Pensione di vecchiaia67 anni e 1 mese di età, almeno 20 anni di contributi
Pensione anticipata (uomini)42 anni e 11 mesi di contributi, a prescindere dall'età
Pensione anticipata (donne)41 anni e 11 mesi di contributi, a prescindere dall'età

L'adeguamento è collegato all'andamento della speranza di vita: se aumenta, aumentano anche i requisiti. La Lega ha chiesto di bloccarlo, ma per ora non ci sono norme in questo senso.

Quota 103, Opzione donna e Ape sociale: cosa succede nel 2027

Nel 2027 Quota 103 e Opzione donna non si possono più richiedere con nuovi requisiti, perché non sono state prorogate. L'Ape sociale è l'unica a poter essere rinnovata, ma la manovra non lo chiarisce.

  • Quota 103: accede solo chi ha maturato i requisiti entro il 31 dicembre 2025.
  • Opzione donna: accedono solo le lavoratrici che hanno maturato i requisiti entro il 31 dicembre 2024.
  • Ape sociale: prorogata fino al 31 dicembre 2026, con 63 anni e 5 mesi di età tra i requisiti. Senza una nuova proroga, dal 2027 non si apre più per chi matura i requisiti dopo quella data. Il governo non ha detto se sarà rinnovata.

Chi ha già maturato i requisiti entro le scadenze indicate mantiene il diritto di andare in pensione anche dopo.

Quota 41 e le altre proposte politiche sul tavolo

Quota 41, cioè la pensione dopo 41 anni di contributi a prescindere dall'età, resta una proposta politica e non ha ancora un testo normativo. Il tema è sul tavolo da tempo: la Lega continua a chiederne l'introduzione e a insistere per il blocco dell'adeguamento all'aspettativa di vita.

Le ipotesi circolate in vista della manovra sono:

  • Quota 41 per tutti, o limitata a particolari categorie;
  • uscita a 64 anni, che il governo ha avviato con il fondo da 850 milioni;
  • aumento delle pensioni minime, di cui non c'è traccia nelle misure annunciate.

Il nodo è sempre quello delle risorse: ogni anticipo dell'uscita dal lavoro costa allo Stato e deve essere coperto. Per questo le proposte vanno considerate ipotesi finché non compaiono negli emendamenti o nel testo approvato dalle Camere.

Bonus e fondi previdenziali per pensionati e neonati

La manovra introduce due misure che non riguardano l'uscita dal lavoro: un voucher da 300 euro per gli anziani e un contributo per i nuovi nati.

  • Voucher da 300 euro: è un contributo sociale destinato a chi ha più di 75 anni e una pensione fino a 28.000 euro l'anno.
  • Fondo neonati: lo Stato versa 100 euro per ogni nuovo nato all'INPS, in un fondo pensione, a partire dal 2027.

Le modalità di richiesta e di erogazione non sono ancora note e dipenderanno dai provvedimenti attuativi.

Pensioni minime e rivalutazione

Sulle pensioni minime e sulla rivalutazione degli assegni il governo non ha annunciato interventi nelle misure presentate finora. Non si sa se il disegno di legge li contenga, perché il testo non è ancora pubblico.

Questi sono i punti da seguire:

  • il testo definitivo del disegno di legge, quando verrà pubblicato;
  • gli emendamenti presentati in Parlamento, dove spesso si decidono le misure sulle minime;
  • le comunicazioni dell'INPS sulla rivalutazione di inizio anno.

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