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Conti correnti, novità dalle banche per chi va in rosso

Autore: andrea manfredi (collaboratore di idealista news)

Quando si inizia a lavorare diventa fondamentale scegliere il miglior conto corrente per depositare i propri risparmi. Ma per chi accende un conto è importante non andare in rosso, ovvero non superare la soglia di utilizzo imposta dalla banca per non incorrere in pagamenti che nei prossimi mesi diventeranno anche molto più salati

A volte per sapere qual è il miglior conto corrente ci si rivolge a internet, dove oggi grazie ai comparatori online si possono avere diverse proposte in pochi secondi solo inserendo i propri dati e le proprie esigenze. Ecco che allora affidarsi a una delle offerte di fineco, o di altri istituti come ing direct che propongono questa tipologia di prodotti assume grande importanza

Una volta che abbiamo scelto il conto che fa per noi, e quando abbiamo ricevuto una carta di credito da utilizzare per effettuare pagamenti online, il problema è non andare in rosso, cioè non superare la soglia di utilizzo che ci viene imposta dalla banca

Che cosa succede se invece questo accade? oggi le banche affrontano questi problemi tropppo spesso, e per questo hanno deciso di aumentare i costi per chi sconfina sul conto corrente. Basta sforare per un solo giorno per dover pagare anche più di 50 euro, in media sono stati calcolati 33 euro

Per fare qualche esempio, dal primo febbraio cariparma (gruppo crédit agricole) porterà da 35 a 45 euro la recente commissione d’istruttoria veloce (civ), la tassa che ora scatta se si sconfina.  L’istituo ha spiegato così la propria scelta: “abbiamo adeguato il costo di gestione degli sconfini alla media del mercatrro a seguito degli aumenti dei costi operativi e gestionali interni - spiega l’istituto - ma non abbiamo toccato mutui e prestiti”

La civ è stata introdotta a metà 2012 in sostituzione della commissione di massimo scoperto, e va pagata quando lo sconfino supera i 500 euro, oppure quando è d’importo minore, ma dura sette giorni. Per le famiglie può superare i 50 euro (anche 85 per le imprese) e pesa come un macigno sui correntisti che sforano

Queste cifre sono state fornite dall’università bocconi per il corriere della sera, che ha fatto una ricerca su sette banche . Si è considerato lo sconfino in assenza di fido nei conti correnti per famiglie, in due casi: 501 euro e mille euro, per un giorno o per dieci giorni

I risultati, ottenuti sommando la civ e gli interessi passivi sugli sconfini, dicono che al valore nominale si parlerà di 15,6% (cariparma) e il 22,2% (intesa, pari a un taeg, il tasso annuo effettivo globale, del 24,1%)

Superare il tetto massimo di spesa per un solo giorno di 501 euro costa in media 33,10 euro, con il picco di 50,25 euro presso la banca monte dei paschi, seguito da unicredit (50,23 euro). Questo equivale al 10% d’interesse in 24 ore

Secondo questi dati, sarebbe quasi più conveniente restare in rosso per dieci giorni, poiché in questo caso la spesa è appena superiore: 35,31 euro nella media delle sette banche e 52,55 euro il picco sempre registrato in mps

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