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Flat tax per le partite Iva, a chi conviene il nuovo regime forfettario?

Autore: Redazione

Non è ancora stata varata la manovra, eppure molti professionisti hanno iniziato a farsi i conti per capire se e quanto convenga aderire alla nuova flat tax. In certi casi, infatti, potrebbe essere più vantaggioso rimanere con il regime fiscale ordinario, anziché il forfettario.

Il Sole 24 Ore ha provato a tratteggiare l’identikit del professionista che beneficerebbe maggiormente del regime previsto dalla flat tax. Il risultato dell’elaborazione disegna un professionista in carriera che appartiene a un ordine (tra cui avvocati, commercialisti, consulenti del lavoro e geometri) con meno cinquant’anni d’età e nell’area del Centro-Nord.

Ad oggi, un professionista su due rientra nella fascia dei 30mila euro di ricavi l’anno (il prerequisito per scegliere il forfait attuale). Ma se dovesse essere confermata la proposta della Lega sulla flat tax, solo un contribuente su dieci (tra quelli presi in esame nel campione del Sole 24 Ore) sarebbe escluso a priori.

Sarebbero oltre 90mila i professionisti, con ricavi che non sforano la soglia dei 65mila euro, che potrebbero accedere all’aliquota al 15%. Altri 37mila, invece, potrebbero optare per il regime del 20% sul fatturato incrementale fino a 100mila euro.

Secondo le prime previsione, la soglia extra large, potrebbe essere l’opzione scelta dai redditi più alti. Nel dettaglio: oltre un terzo dei commercialisti e dei consulenti del lavoro, ma solo un quinto degli avvocati (sei legali su dieci non superano i 30mila euro di ricavi).

Ma ci sono anche alcuni casi in cui sarebbe più vantaggioso restare con il regime ordinario. Un discorso che vale per i contribuenti che hanno tante detrazioni che finiscono per abbattere l’Irpef. Oppure, ad esempio, quando le spese sono talmente tante che conviene dedurle analiticamente e non in maniera forfettaria.