Notizie su mercato immobiliare ed economia

Obbligo di emissione per lo scontrino elettronico, quali sono le categorie esenti?

Nel 2020 scomparirà lo scontrino di carta, ma non per tutti. Anche se in alcuni casi l’esclusione è limitata al 2019

Gtres
Gtres
Autore: Redazione

A partire dal 2020 tutti i commercianti titolari di partita Iva dovranno emettere lo scontrino elettronico, partito per una platea limitata il 1° luglio 2019 (per i commercianti con volume d’affari fino a 400.000 euro).

La misura è strettamente relazionata all’obbligo di memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri per tutti i soggetti di cui all’articolo 22 del DPR n. 633/1972, che certificano le proprie operazioni mediante il rilascio di scontrino o ricevuta fiscale (commercianti al minuto e assimilati).

Alcuni soggetti, però, sono esonerati dall’obbligo. Ad esempio chi, durante questa legislazione, non rientra nel perimetro di certificazione dei corrispettivi (compresi i corrispettivi derivanti dal commercio elettronico), confermando quindi gli esoneri dalla certificazione fiscale attualmente esistenti.

In sostanza, tabaccai, giornalai, venditori di prodotti agricoli, chi presta servizi di telecomunicazione, radiodiffusione e di trasporto pubblico di persone e veicoli e i soggetti che effettuano operazioni marginali sono quindi esonerati dal nuovo obbligo di memorizzazione e trasmissione in modalità telematica dei dati dei corrispettivi partite Iva. Anche se per alcuni l’esenzione è limitata al 2019.

Solo per quest’anno, infatti, lo scontrino elettronico non riguarda le operazioni marginali (con ricavi o compensi siano inferiori all’1% del totale del volume d’affari relativo al 2018 e in caso di volume d’affari superiore a 400.000). Per questi soggetti resta necessario il rilascio dello scontrino cartaceo o della ricevuta.