Come funziona la cessione del credito tra parenti? Può essere portato in detrazione dal modello 730 oppure in compensazione con F24? Sul punto ha fatto chiarezza il Fisco. Vediamo quanto spiegato.
A Fisco Oggi, la rivista telematica dell'Agenzia delle Entrate, è stato domandato: "In caso di cessione del credito (110% e ristrutturazione 50%) a parenti, gli stessi come possono utilizzarlo? In detrazione Irpef da modello 730 oppure solo in compensazione con F24?".
Nel fornire la sua risposta, il Fisco ha ricordato quanto stabilito dall'articolo 121, comma 3, del decreto legge n. 34/2020 (decreto Rilancio). Secondo quanto previsto, è possibile esercitare le opzioni per la cessione o per lo sconto in luogo delle detrazioni fiscali, i crediti d'imposta derivanti dagli interventi che danno diritto al superbonus e da quelli indicati nel comma 2 dello stesso articolo (tra i quali, gli interventi di recupero del patrimonio edilizio, quelli di efficienza energetica, eccetera) "sono utilizzati in compensazione ai sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, sulla base delle rate residue di detrazione non fruite. Il credito d'imposta è usufruito con la stessa ripartizione in quote annuali con la quale sarebbe stata utilizzata la detrazione. La quota di credito d'imposta non utilizzata nell'anno non può essere usufruita negli anni successivi, e non può essere richiesta a rimborso".
Alla luce di ciò, la cessione del credito tra parenti è possibile, ma attenzione: i crediti che i parenti riceveranno dovranno essere utilizzati in compensazione, attraverso il modello F24, per il pagamento di imposte e contributi che si versano con tale modello.
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