Sempre più professionisti stanno scegliendo il regime forfettario 2024 per le loro attività d’impresa o autonome, in alternativa ai più comuni e onerosi regimi IVA. Ma quali agevolazioni sono previste per i forfettari e, soprattutto, quali sono i limiti per poterne fruire?
Il forfettario è un regime fiscale agevolato introdotto nel 2015, in progressiva sostituzione degli altri esistenti a imposta calmierata. Prevede una tassazione fissa - forfettaria, appunto - sostitutiva all’IRPEF e, fatto non meno importante, dei limiti massimi per poterne usufruire.
Affinché si possa rimanere nel regime forfettario nel 2024, così come specifica l’Agenzia delle Entrate, è infatti indispensabile non avere ricavi o compensi superiori agli 85.000 euro annui. Quando questa cifra viene superata, fino ai 100.000 euro si può rimanere nel forfettario nell’anno in corso, dopodiché si dovrà passare a un regime IVA classico.
Come funziona il regime forfettario 2024
Così come già accennato, il regime forfettario è un regime fiscale agevolato introdotto con la Legge 190/2014 e attivo dall’1 gennaio 2015. Disponibile per le persone fisiche esercenti attività d’impresa, oppure per i lavoratori autonomi, prevede una tassazione fissa sostitutiva all’IRPEF, purché si rimanga in soglie di ricavi o compensi stabiliti dalla legge, variabili nel tempo.
Il regime forfettario nasce per sostituire progressivamente gli altri regimi agevolati, in particolare:
- il regime delle nuove iniziative produttive;
- il regime per l’imprenditoria giovanile e i lavoratori in mobilità, cioè il regime dei “nuovi minimi”;
- il regime contabile agevolato, ovvero il regime dei minimi classico.
La tassazione nel regime forfettario
Il forfettario è un regime esente IVA - di conseguenza, i titolari non l’addebitano in fattura ai clienti né la detraggono sugli acquisti - e prevede due diversi tipi di tassazione:
- al 5% per i primi cinque anni, per coloro che non hanno esercitato nei tre anni precedenti attività artistica o d’impresa o, ancora, hanno avviato un’attività in startup, purché differente dal precedente lavoro dipendente o autonomo;
- al 15% per tutti gli altri soggetti.
È però necessario sottolineare che le imposte vengono calcolate in base al coefficiente di redditività assegnato alla propria professione, ovvero al codice ATECO identificativo della propria attività. Ad esempio, agli idraulici - codice ATECO 43.22.01 - è assegnato un coefficiente di redditività dell’86%: ciò significa che si pagherà il 5 o il 15% sull’86% di tutti i ricavi.
Ancora, in virtù dell’imposta fissa agevolata e sostitutiva dell’IRPEF, i professionisti in regime forfettario non hanno la possibilità di detrarre nessuna spesa in sede di dichiarazione, incluse quelle mediche. Come facile intuire, oltre alle imposte bisognerà aggiungere anche i contributi previdenziali, a seconda delle regole stabilite dalle casse a cui si è iscritti - ad esempio, la gestione separata INPS.
I requisiti per il regime forfettario 2024
Come brevemente accennato nei paragrafi precedenti, il regime forfettario prevede sia dei limiti di accesso che di permanenza, per poterne usufruire. Queste soglie possono però essere modificate ciclicamente: ad esempio, con le novità introdotte nel 2023 per il forfettario, sono stati innalzati i limiti massimi di ricavo o compenso.
I requisiti di accesso al forfettario 2024
Anche per il 2024, vengono confermati i requisiti d’accesso per il regime forfettario modificati con la precedente Legge di Bilancio 2023. Per poter usufruire delle agevolazioni previste, è necessario:
- essere una persona fisica che esercita attività d’impresa, di arte o di professione;
- semplificando, essere una ditta individuale oppure un libero professionista.
Non è possibile invece avvalersi del regime forfettario se:
- non si è residenti in Italia;
- si partecipa a società di persone, società a responsabilità limitata, imprese familiari o associazioni professionali;
- se si percepiscono redditi da lavoro dipendente e assimilati superiori a 30.000 euro;
- se si esegue attività professionale prevalente in favore di datori di lavoro con cui si sono stretti rapporti lavorativi nei due periodi d’imposta precedenti.
I requisiti di permanenza nel regime forfettario 2024
Oltre a quelli d’accesso, il regime forfettario prevede anche dei requisiti di permanenza, come già accennato nei precedenti paragrafi. Esistono infatti delle soglie di ricavi o compensi che non possono essere superate: inizialmente, tale limite era fissato a 65.000 euro, per poi essere allargato con la Legge di Bilancio del 2023. Nel dettaglio:
- la soglia di compensi e ricavi è stata innalzata a 85.000 euro massimi;
- i forfettari possono assumere dipendenti o collaboratori fino a un massimo di 20.000 euro annui.
Le soglie sono da intendersi all’interno dell’anno fiscale di riferimento e, in caso di superamento, sono previste due modalità di uscita dal regime:
- se si superano gli 85.000 euro, ma si rimane sotto ai 100.000 euro, l’uscita dal regime forfettario avviene nell’anno fiscale successivo;
- se si superano anche i 100.000 euro, si ha l’obbligo di cessare immediatamente il forfettario e passare subito a un regime IVA canonico.
Per il calcolo delle soglie, è utile rimarcare che i limiti sono su ricavi e compensi e non sul reddito, anche perché le spese eventualmente sostenute non vengono considerate all’interno del forfettario. Altro elemento da prendere in considerazione, se si esercitano più attività, bisognerà sommare ricavi e compensi di ognuna e, complessivamente, non superare la soglia prevista degli 85.000 euro.
Quando si fa la dichiarazione dei redditi per il regime forfettario 2024?
Chi sceglie il regime forfettario deve rispettare diversi appuntamenti fiscali durante l’anno. Innanzitutto, è utile sottolineare che anche i professionisti in questo regime sono tenuti a emettere fattura elettronica. Poiché il forfettario è esente IVA, però:
- non si potrà aggiungere o detrarre l’IVA in fattura;
- bisognerà pagare l’imposta di bolla sostitutiva da 2 euro, per le fatture di importo superiore a 77.47 euro.
Ma cosa sapere sulla dichiarazione dei redditi per il regime forfettario?
Quando si presenta la dichiarazione dei redditi
Gli appartenenti al regime forfettario devono presentare la Dichiarazione dei Redditi Persone Fisiche (PF) - di norma, l’UNICO:
- entro il 30 novembre dell’anno successivo a quello di riferimento.
Di conseguenza, entro il 30 novembre 2024, dovranno essere presentati i redditi relativi al 2023.
Quando si pagano le tasse con il regime forfettario?
Ma quando si pagano le tasse con il regime forfettario, ovvero quando si versa l’imposta sostitutiva all’IRPEF? In linea generale:
- entro il 30 giugno si paga il saldo dell’anno precedente;
- entro il 30 giugno, il primo acconto dell’anno corrente;
- entro il 30 novembre, il secondo acconto dell’anno corrente.
Come facile intuire, nel primo anno di appartenenza al regime forfettario non si potrà pagare l’acconto: l’anno successivo, di conseguenza, verserà quanto avrebbe dovuto versare durante il primo anno, più l’acconto per quello in corso. Data la difficoltà della procedura, il consiglio è quello di affidarsi a un esperto commercialista.
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