È stata confermata anche per l'anno in corso la detrazione al 50% per l’acquisto di arredi legati a interventi di recupero del patrimonio edilizio
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La legge di Bilancio 2026, approvata in via definitiva il 30 dicembre 2025 con 216 sì e 126 no, prevede la proroga dei bonus casa, tra questi c'è anche il bonus mobili. È stata infatti confermata anche per l'anno in corso la detrazione al 50% per l’acquisto di arredi legati a interventi di recupero del patrimonio edilizio. Per questo beneficio fiscale non c'è un doppio livello di agevolazione, come per il bonus ristrutturazione e l'ecobonus. Vediamo cosa è necessario sapere. 

Quali sono le ultime notizie sul bonus mobili 2026

Il bonus mobili è stato confermato. Anche nel 2026 è possibile sfruttare la detrazione Irpef del 50%, con un tetto di spesa di 5.000 euro da suddividere in 10 quote annuali di pari importo, per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici destinati ad arredare un immobile oggetto di interventi di recupero del patrimonio edilizio. La legge di Bilancio 2026 ha infatti inserito l’anno 2026 tra quelli agevolati dall’articolo 16, comma 2, del DL 63/2013.

Si può godere della detrazione Irpef del 50% per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici, per i quali sia prevista l’etichetta energetica, di classe non inferiore alla classe A per i forni, alla classe E per le lavatrici, le lavasciugatrici e le lavastoviglie, alla classe F per i frigoriferi e i congelatori.

L’agevolazione potrà essere ottenuta solo se gli interventi di recupero sono iniziati a partire dal 1° gennaio dell’anno precedente a quello dell’acquisto dei mobili e degli elettrodomestici. Per ottenere il bonus è dunque necessario che la data dell’inizio dei lavori preceda quella in cui si acquistano i beni, ma non è fondamentale che le spese di recupero del patrimonio edilizio siano sostenute prima di quelle per l’arredo dell’immobile. La data di avvio dei lavori può essere dimostrata da eventuali abilitazioni amministrative o dalla comunicazione preventiva all’Asl, se è obbligatoria. Per gli interventi che non necessitano di comunicazioni o titoli abilitativi, è sufficiente una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà.

Per gli acquisti effettuati nel 2026, dunque, la proroga comporta che il beneficio spetti a condizione che gli interventi edilizi siano iniziati a partire dal 1° gennaio 2025.

La detrazione non utilizzata o fruita solo in parte è legata al beneficiario e non all’immobile. Questo significa che non si trasferisce né in caso di decesso del contribuente né in caso di cessione dell’immobile oggetto di intervento di recupero edilizio.

In seguito alle novità previste dalla legge di Bilancio 2026, l'Agenzia delle Entrate ha aggiornato la guida relativa al bonus mobili ed elettrodomestici.

Bonus mobili 2026, prima e seconda casa

Per il bonus mobili non c’è la distinzione tra prima e seconda casa, come invece accade per il bonus ristrutturazione e l’ecobonus.

I requisiti per beneficiare del bonus mobili 2026

L’agevolazione è legata alla realizzazione di un intervento di recupero del patrimonio edilizio sia su singole unità immobiliari residenziali sia su parti comuni di edifici, sempre residenziali. 

Bonus mobili 2026, cosa comprende

Gli interventi edilizi necessari per ottenere la detrazione sono:

  • manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia su singoli appartamenti. I lavori di manutenzione ordinaria su singoli appartamenti (per esempio, tinteggiatura di pareti e soffitti, sostituzione di pavimenti, sostituzione di infissi esterni, rifacimento di intonaci interni) non danno diritto al bonus;
  • ricostruzione o ripristino di un immobile danneggiato da eventi calamitosi, se è stato dichiarato lo stato di emergenza;
  • restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia, riguardanti interi fabbricati, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie che entro 18 mesi dal termine dei lavori vendono o assegnano l’immobile;
  • manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia su parti comuni di edifici residenziali.

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