Tra le diverse voci che si trovano all’interno delle bollette, in particolare dell’acqua e della TARI, ci sono anche le componenti perequative UI e UR. Si tratta di importi aggiuntivi applicati dai gestori agli utenti, per finanziare specifiche attività di interesse generale e garantire l’equilibrio del sistema. Capire cosa sono le componenti perequative e come funzionano è importante per interpretare correttamente gli importi addebitati e verificare le voci di spesa. A partire dal prossimo anno, tre di queste componenti saranno azzerate: ecco quali sono e perché non si pagheranno più.
Componenti perequative: significato in parole semplici
La bolletta del gas, dell’elettricità o dell’acqua, non sempre è di facile e immediata lettura. Diverse sono le voci che vanno a determinare il costo finale addebitato all’utente e tra le tante segnaliamo anche le componenti perequative, vale a dire importi aggiuntivi definiti dall’ARERA (Autorità di regolazione per energia reti e ambiente) e versati alla CSEA (cassa per i servizi energetici e ambientali).
In parole semplici, le componenti perequative sono quote che si aggiungono agli importi ordinari dovuti per un servizio, con lo scopo di finanziare attività, agevolazioni o costi che non riguardano esclusivamente il singolo utente che paga la bolletta.
Il principio della perequazione consiste nel ripartire determinati oneri tra una pluralità di soggetti, secondo criteri stabiliti dalla normativa e dalle autorità competenti. L’importo aggiunto può variare in base al tipo di utenza e alla componente applicata: per esempio, nella bolletta elettrica alcune componenti perequative contribuiscono a coprire costi del sistema elettrico che non possono essere attribuiti esclusivamente al singolo consumatore.
Come funzionano in bolletta le componenti perequative
Le componenti perequative in bolletta funzionano attraverso l'applicazione di importi stabiliti dalla regolamentazione, aggiunti alle somme dovute per il servizio ricevuto. In pratica, quando arriva una bolletta, l'importo totale non dipende esclusivamente dai consumi: può comprendere anche queste quote aggiuntive, calcolate secondo criteri specifici per il servizio interessato.
Il metodo di calcolo cambia a seconda del tipo di bolletta: in quella della luce, alcune componenti sono calcolate in base ai kilowattora consumati, mentre altre possono dipendere da parametri differenti. Nella bolletta TARI, invece, le componenti perequative sono aggiunte all'importo della tassa sui rifiuti come quote annuali per utenza, secondo gli importi stabiliti da ARERA.
Cosa sono le componenti perequative TARI?
Le componenti perequative TARI sono importi aggiuntivi, la cui disciplina di riferimento è contenuta nella deliberazione ARERA n. 386/2023/R/RIF del 3 agosto 2023, successivamente modificata, tra l'altro, dalla deliberazione n. 133/2025/R/RIF del 1° aprile 2025.
Le somme sono applicate alle utenze domestiche e non e si aggiungono alla TARI o alla tariffa corrispettiva dovuta per il servizio. Non costituiscono una maggiorazione decisa autonomamente dal singolo Comune per finanziare i propri servizi, ma alimentano specifici meccanismi perequativi nazionali.
Le componenti perequative della TARI sono tre, due delle quali sono applicate dal 2024 e si tratta in particolare di URI e UR2, cui si è aggiunta la terza dal 2025, la UR3. Le tre componenti perequative della TARI si differenziano per la finalità che hanno:
- UR1: pari a 0,1 euro per utenza all’anno, finanzia i costi di gestione dei rifiuti accidentalmente pescati e di quelli volontariamente raccolti;
- UR2: pari a 1,5 euro per utenza all’anno, copre le agevolazioni riconosciute in presenza di eventi eccezionali e calamitosi;
- UR3: pari a 6 euro all’anno per utenza all’anno, finanzia le agevolazioni riconosciute ai beneficiari del bonus sociale rifiuti, destinato alle famiglie in condizioni economiche svantaggiate.
La gestione dei rifiuti resta una questione centrale anche sul fronte ambientale: in Italia, infatti, la raccolta differenziata cresce, ma aumenta anche la quantità di rifiuti prodotti, con conseguenze sull’organizzazione e sui costi del servizio.
Componenti perequative UR1, UR2 e UR3: quale è azzerata?
Una novità per le bollette della TARI è arrivata alla fine del mese scorso e sarà valida a partire dal prossimo anno. Con la delibera ARERA del 29 settembre 2026, si è avuto un aggiornamento di tre componenti perequative, di cui una riguardante il settore dei rifiuti urbani.
A partire dall’1 gennaio 2027, sarà azzerata la componente UR2, che passerà quindi da 1,5 a 0 euro, mentre rimarranno invariate quelle UR1 e UR3. La decisione è stata presa da ARERA perché le risorse già accumulate nel fondo dedicato sono considerate sufficienti a coprire le esigenze previste.
È bene evidenziare che non si tratta dell'eliminazione definitiva della componente UR2, ma di una riduzione temporanea del suo importo a zero, in funzione delle disponibilità finanziarie del sistema. Da considerare, inoltre, che non è una riduzione complessiva della TARI di 1,50 euro per ogni componente del nucleo familiare: la diminuzione riguarda la specifica componente applicata per utenza.
Componenti perequative: che cambia per proprietari e inquilini
Con la delibera di fine settembre, l’ARERA ha deciso l’azzeramento anche di altre due componenti perequative, quelle “UI1 e UI2” del servizio idrico. Entrambe saranno portate a zero dall’1 gennaio 2027, rispetto al valore che sarà addebitato fino al 31 dicembre prossimo, pari rispettivamente a 0,6 e a 0,9 centesimi di euro per metro cubo.
Anche in questo caso la ragione dell’azzeramento delle due componenti è legata alla disponibilità di risorse nei rispettivi conti di gestione, visto che le somme già accumulate consentono di ridurre temporaneamente a zero entrambe le componenti senza compromettere gli impieghi previsti.
Quello che cambia per i proprietari e gli inquilini è un piccolo risparmio in bolletta, nell’ordine di 1,5 euro all’anno per l’utenza TARI e di 1,5 euro per ogni 100 metri cubi fatturati per la bolletta dell’acqua.
Come contabilizzare le componenti perequative TARI?
Le componenti perequative della TARI devono essere contabilizzate dai Comuni in uno specifico capitolo di bilancio, distinto dalle altre entrate tributarie, per garantirne la corretta gestione contabile.
Queste somme, introdotte da ARERA, hanno una destinazione vincolata e servono a finanziare meccanismi di perequazione e solidarietà nel settore dei rifiuti. La contabilizzazione separata consente quindi di tracciarne gli importi e di assicurare che le risorse siano utilizzate secondo le finalità previste.








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