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I temi sul tavolo dell'ecofin, riflettori puntati sugli investimenti per rilanciare la crescita

Autore: Redazione

Ha preso il via a Milano l'incontro di due giorni tra i ministri dell'economia e delle finanze dell'unione europea. I temi sui quali discutere sono molteplici e c'è da scommettere sul fatto che non mancherà il confronto tra chi chiede maggiore flessibilità nella gestione dei conti pubblici e chi invece vuole il mantenimento del massimo rigore

Dopo le dichiarazioni del neopresidente della commissione europea, jean-claude juncker, - intenzionato a mettere sul piatto 300 miliardi di euro, un'ambiziosa agenda per la crescita  - e dopo le indiscrezioni sui documenti italiano e franco-tedesco, i ministri dell'economia e delle finanze dell'unione europea cercheranno di trovare un accordo per delineare un piano d'azione. Nel mirino la germania, a cui vengono richiesti maggiori investimenti

Se a luglio junker ha promesso di investire in quattro settori strategici (economia verde, reti di energia e trasporto, mercato unico digitale, infrastrutture sociali), all'inizio del mese l'Italia, presidente di turno dell'unione, ha messo a punto un documento con il quale ha proposto ai partner ue un fondo specifico che possa attingere alle risorse della banca europea degli investimenti e delle banche pubbliche nazionali. Un fondo destinato proprio agli investimenti nei settori strategici

In questo quadro, la germania è stata più volte tirata in ballo. Nel corso di un'intervista a un quotidiano francese, il direttore generale del fondo monetario internazionale, christine lagarde, ha richiamato il paese guidato da Angela merkel al dovere di aiutare lo sviluppo dell'intera eurozona utilizzando il surplus di bilancio e di dare nuovo ossigeno agli investimenti pubblici per l'ammodernamento delle infrastrutture

Ma la germania ha fatto capire di non gradire pressioni. Il ministro delle finanze, wolfgang schaeuble, ha spiegato: "non dobbiamo intrattenerci con l'illusione che possiamo risolvere i problemi usando sempre più fondi pubblici e aumentando i deficit". Mostrando, comunque, una certa attenzione agli appelli che le sono stati lanciati, ha stilato insieme a parigi un documento che - anch'esso - punta a coinvolgere l'unione e la bei, ma pone l'accento sugli investimenti privati e sulla necessità di completare l'unione bancaria e di favorire l'accesso al credito delle piccole e medie imprese