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Fondi immobiliari in scadenza, ecco perché c'è preoccupazione

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Autore: Redazione

Il settore dei fondi immobiliari - prodotti di investimento che collocano il patrimonio in beni immobili, diritti reali immobiliari e partecipazioni in società immobiliari - è in affanno. E il condensarsi delle scadenze dei grandi fondi retail non aiuta.

Ad esprimere preoccupazione anche la Banca d'Italia che, sul tema della concentrazione delle scadenze, ha fatto suonare l'allarme per il rischio di un eccesso di pressione al ribasso sul valore degli attivi e sugli utili delle società che gestiscono i fondi.

Tempo fa la Banca d'Italia ha espresso la necessità di un provvedimento volto a consentire una più graduale liquidazione del portafoglio e lo scorso agosto tale provvedimento è arrivato. La situazione, però, non si è risolta. Anzi, in molti sostengono che il problema è stato semplicemente spostato in avanti.

Il provvedimento in questione è il cosiddetto decreto competitività (dl 91/2014 convertito dalla legge 116/2014), che ha introdotto la proroga straordinaria di durata massima biennale per i fondi immobiliari retail, da esercitarsi entro il 31 dicembre 2014, estensibile, per i fondi in scadenza entro il 31 dicembre 2015, sino al 31 dicembre 2017. A tal proposito, assoimmobiliare ha calcolato che il patrimonio totale dei fondi retail in scadenza tra il 2014 e il 2021 è pari a circa 5,8 miliardi di euro, in calo rispetto ai 6,5 miliardi di fine 2012.

Come evidenziato da casa 24 del sole 24 ore, "le proroghe ovviamente ritardano la possibilità dei risparmiatori di rientrare in possesso dei capitali inizialmente investiti e, se è vero che esiste sempre la possibilità di liquidare le quote nell'apposito mercato, in realtà si tratta di un'uscita di emergenza penalizzante, in quanto le quotazioni di mercato non riflettono il reale valore del patrimonio sottostante del fondo".

Sono poi da prendere in considerazione gli effetti dello schema di regolamento del dl 98/2011, che impone agli enti di previdenza italiani di contenere i beni impegnati in beni immobili e diritti reali entro il tetto del 20% del patrimonio complessivo. In merito, casa 24 del sole 24 ore sottolinea che l'entrata in vigore sarà il prossimo 1° Luglio e a quel punto gli enti avranno cinque anni di tempo per mettersi in regola. Questo vuol dire che, nei prossimi cinque anni, circa 800 milioni di euro di immobili andranno sul mercato.

Se poi si guarda agli investimenti indiretti, si nota che per gli enti i tempi sono ancora più stretti. In base al provvedimento, anche i capitali impegnati nei fondi immobiliari chiusi non dovranno superare il 30% delle disponibilità complessive e, in questo caso, ci sono solo 18 mesi di tempo per aggiustare i conti. Il fatto è che il totale investito dalle casse e dagli enti in fondi immobiliari riservati è pari a 6,5 miliardi, ben al di sopra della nuova soglia imposta.