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Mercato immobiliare globale, i trend da tenere d'occhio

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Autore: Redazione

Quali trend si stanno delineando nello scenario globale a questo punto dell’evoluzione della pandemia? Nuveen Real Estate ha fotografato la situazione per le principali macroaree del mondo.

Europa:

  • I nuovi casi di coronavirus continuano a diminuire, nonostante la ripresa dell’attività economica. Se i ristoranti e l’industria del divertimento continuano ad essere sottoutilizzati, i negozi nei retail park scoperti hanno registrato ottimi risultati alla riapertura.
  • La maggior parte dei confini sono ormai aperti e molte rotte aeree internazionali sono già attive o riprenderanno entro l’inizio di luglio.
  • La Germania ha annunciato un programma di stimolo di 130 miliardi di dollari per riavviare l’economia dall’estate, quando la maggior parte delle restrizioni sarà revocata. Il piano è stato molto apprezzato dagli economisti, perché ben focalizzato su istruzione, scienza, sostenibilità e spesa sociale. Sarà anche di supporto ai Paesi vicini, grazie agli stretti rapporti commerciali all’interno dell’Europa, e potrà servire da modello ai piani di stimolo economico degli altri Paesi.
  • Alcuni dati sorprendentemente positivi emersi dai sondaggi nelle economie del Nord Europa, che hanno riaperto per prime, mantengono vive le speranze di una forte ripresa. Tuttavia, il rimbalzo immediato dai livelli di depressione economica del lockdown è sempre stato previsto e considerato più “facile” rispetto al recupero delle fasi successive, verso la normalità.

Stati Uniti

  • Il rapporto sull’occupazione negli USA ha registrato la creazione di 2.500.000 posti di lavoro e la discesa del tasso di disoccupazione al 13,3%. Tuttavia, nell’anno sono stati persi 20 milioni di posti di lavoro, rispetto agli 8,7 milioni della grande crisi finanziaria, e la disoccupazione rimane ai massimi storici. Gli aggiornamenti quotidiani dei dati mostrano che, sebbene il peggio sembri passato, la ripresa rimane lenta. Per esempio, le prenotazioni dei ristoranti registrate da OpenTable restano tra il 50% e il 90% al di sotto dei livelli dello scorso anno, mentre il traffico nelle città statunitensi è aumentato considerevolmente.
  • I valori degli asset immobiliari hanno iniziato a scendere ad aprile e maggio 2020,risentendo degli effetti del coronavirus. In particolare i centri commerciali e gli alloggi hanno visto diminuire il loro valore del 25% negli ultimi tre mesi, mentre le residenze per studenti e i negozi al dettaglio hanno registrato un calo pari a circa il 15%. Il settore retail, come noto, era in difficoltà già prima del coronavirus, tuttavia la pandemia ha accelerato il numero dei fallimenti. Per contro, i valori del segmento industriale, delle case prefabbricate e degli spazi dedicati alle aziende biotech hanno registrato una flessione solo del 5%, da quando il coronavirus ha iniziato ad avere un impatto sui valori immobiliari. L’andamento di mercato dei REIT pubblici continua ad indicare un calo pari a circa il 20% dei valori del real estate negli Stati Uniti.
  • Sebbene i canoni di locazione per uffici, settore industriale e appartamenti non siano diminuiti nel primo trimestre del 2020, si prevede un calo nel resto dell’anno, man mano che si farà sentire l’impatto del coronavirus sui nuclei familiari e sulle imprese. Inoltre, entro la fine del 2020 è prevedibile un aumento di circa 200 punti base del tasso di spazi sfitti per gli uffici, segmento industriale e appartamenti, rispetto ai minimi ciclici del primo trimestre 2020. Secondo l’indice Green Street, il 90% degli affitti dei negozi dedicati ai beni essenziali sono stati pagati nei mesi di aprile e maggio, mentre solo il 39% è stato pagato per gli spazi retail dedicati a beni non essenziali.

Asia Pacifico:

  • In Asia Pacifico è prevista una ripresa altalenante nei prossimi mesi, poiché, se le riaperture graduali incentivano le attività interne, il quadro rimane incerto e, a livello globale, continua ad oscurare le prospettive di crescita delle esportazioni. Si discute la creazione di aree aperte ai viaggi fra l’Australia e la Nuova Zelanda e tra la Cina meridionale, Macao e Hong Kong, per consentire prima ai viaggi d’affari e poi al turismo di stimolare le economie regionali.