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Qualità dell'abitare, oltre 853 mln per l'edilizia residenziale sociale

I progetti dovranno essere presentati entro 120 giorni dalla pubblicazione del bando che avverrà ai primi di settembre

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Autore: Redazione

Oltre 853 milioni di euro da destinare al Programma innovativo nazionale per la qualità dell'abitare. E' questa la cifra a disposizione dopo il via libera dalla Conferenza Unificata al decreto interministeriale della ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, sottoscritto di concerto con il ministro dell'Economia e delle Finanza e il ministro per i Beni e le Attività Culturali per il Turismo.

Gli obiettivi

Una somma che verrà utilizzata per riqualificare e incrementare il patrimonio destinato all'edilizia residenziale sociale, a rigenerare il tessuto socio-economico, a incrementare l'accessibilità, la sicurezza dei luoghi e la rifunzionalizzazione di spazi e immobili pubblici. Il tutto con l'obiettivo di contribuire al miglioramento della coesione sociale e della qualità della vita dei cittadini. 

Le proposte e il contributo

Secondo quanto reso noto dallo stesso Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, "l'ente locale, nonché soggetto beneficiario e attuatore del progetto, ovvero Regioni, Città metropolitane, Comuni sede di città metropolitane, Comuni capoluoghi di provincia, la città di Aosta e Comuni con più di 60.000 abitanti, potrà presentare fino a tre proposte progettuali, per un contributo massimo riconoscibile per ogni proposta ammessa a finanziamento pari a 15 milioni di euro. I progetti dovranno essere presentati entro 120 giorni dalla pubblicazione del bando che avverrà ai primi di settembre, così da poter avere un parco progetti entro la fine dell'anno".

Secondo quanto specificato, inoltre, "verrà assicurato il finanziamento di almeno una proposta per ciascuna Regione di appartenenza del soggetto proponente e il 34% delle risorse complessive sarà prioritariamente destinato a interventi collocati nelle regioni del Mezzogiorno".

La valutazione dei progetti

La valutazione dei progetti che rispondono ai criteri previsti dall'avviso pubblico (in termini di sostenibilità e densificazione, senza consumo di nuovo suolo e secondo i principi e gli indirizzi adottati dall'Unione europea, in base al modello urbano di Smart City, inclusiva e sostenibile) sarà fatta dall'"Alta Commissione, istituita in seno al Mit senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica".

L'obiettivo è utilizzare tali risorse per "intervenire concretamente nelle aree periferiche particolarmente esposte al disagio abitativo e socioeconomico, al fine di incrementare legami di vicinato e inclusione sociale, ma anche di valorizzare il territorio con soluzioni ecosostenibili di bioarchitettura che possano trasformare queste aree urbane in buone pratiche nell'ambito della sicurezza sismica, della gestione della raccolta dei rifiuti e del riciclo dell'acqua".

In base, infine, a quanto segnalato dal Mit, potrebbero essere aggiunte alle risorse del Programma "ulteriori finanziamenti da destinare a proposte definite 'Pilota', progetti ad alto impatto strategico sul territorio nazionale, da cofinanziarsi, fino a 100 milioni di euro, con eventuali ulteriori risorse del Recovery Fund, laddove gli interventi di riqualificazione rispondano anche alle indicazioni europee e nazionali, relativamente all'attuazione del Green Deal e della Digital Agenda".