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Mercato immobiliare mondiale, trend e previsioni fino al 2022

I dati del Global Oulook di Nuveen RE

Gtres
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Autore: Redazione

Nuveen Real Estate pubblica il suo global out look per il settore immobiliare mondiale. Stando agli analisti, se in generale la situazione sarà nebulosa per tutto il globo, a salvarsi saranno gli asset industriali e logistici.

Secondo infatti quanto rilevato, tale settore gode di “sole pieno” nelle previsioni di Nuveen RE in tutte le principali aree del mondo. Bene gli asset multifamily in particolare in Germania e Giappone mentre qualche spiraglio si intravede per il settore uffici.

Nuveen RE
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Considerando invece le intenzioni di acquisto e vendita degli investitori, in Europa abbiamo una generale tendenza a volersi disfare degli asset retail, mentre per quanto riguarda il settore residenziale le intenzioni di acquisto sono unanimi pressoché in ogni Paese, come anche nella logistica. Per quanto riguarda gli uffici, Nuveen non è ottimista su Italia e Polonia e lo è moderatamente in Spagna; negli altri Paesi il segmento continua ad attirare l’interesse degli investitori.

Nuveen RE
Nuveen RE

Ecco di seguito l’outlook di Nuveen RE per le principali aree del mondo.

Europa

“La ripresa a V avviata durante l'estate ha esaurito un po’ di carica nelle prime settimane d'autunno”, si legge nel report. “Dopo aver recuperato la maggior parte della produzione persa a causa del lockdown, le economie europee trovano sempre più difficile tornare completamente ai livelli del 2019. Le previsioni suggeriscono che potrebbe essere necessario attendere fino alla fine del 2022 per una ripresa completa in alcune regioni, mentre altri Paesi potrebbero raggiungere la posizione entro la metà del 2021. I principali fattori che determineranno la performance sono la dipendenza relativa dal settore dei servizi e la competenza del Governo nel controllo del coronavirus.

Uno dei fattori chiave per le performance a breve termine delle città è la dipendenza dal turismo e dai viaggi d'affari. In particolare le città che di solito attraggono un gran numero di turisti internazionali per affari e per turismo risentono particolarmente della situazione, anche se di fatto i viaggi nazionali stanno reggendo molto meglio. Città come Praga, Parigi, Firenze, Ginevra, Dublino e Vienna sono penalizzate da hotel vuoti, con ripercussioni sulle vendite al dettaglio, sui ristoranti e sui servizi di viaggio.

Stati Uniti

La traiettoria del virus continua a determinare il percorso della ripresa negli Stati Uniti. I dati sulla mobilità indicano che si è stabilizzata nonostante l’incremento di casi di coronavirus. Nel breve termine, l'incapacità di Trump e del Congresso di mettere in atto ulteriori stimoli fiscali ostacolerà in modo significativo la ripresa negli Stati Uniti. È altamente improbabile che un pacchetto di incentivi fiscali venga approvato prima delle elezioni.

Il rapporto di settembre sull'occupazione ha indicato una decelerazione della ripresa del mercato del lavoro. L'occupazione totale dei lavoratori non agricoli è aumentata di 661.000 unità in settembre, al di sotto della media degli ultimi tre mesi di 1,3 milioni. I licenziamenti di massa e i congedi senza retribuzione recentemente annunciati, in particolare da parte delle compagnie aeree, avranno un peso sulla ripresa del mercato del lavoro.

Secondo il Green Street’s Commercial Property Price Index, i valori aggregati del real estate statunitense sono scesi del 10% dall’inizio della pandemia. Gli asset immobiliari alternativi, tra cui le case prefabbricate, i centri di biotecnologia e gli studi medici sono stati i più resilienti e hanno perso meno del 5,0%.

Asia Pacifico

Sono ripresi i negoziati per i viaggi aerei tra i Paesi dell’area con un basso tasso o un numero contenuto di infezioni. L'Australia sta trattando con Singapore, Giappone e Corea del Sud per riaprire i confini per viaggi reciproci. È anche in discussione un accordo di viaggio bilaterale tra Singapore e Hong Kong senza quarantena obbligatoria. Ma le speranza di una rapida e diffusa ripresa dei viaggi aerei per rilanciare il settore dell'ospitalità sono poco fondate, vista la durata indeterminata del Covid-19. Hong Kong, ad esempio, si prepara ad una quarta ondata con l'avvicinarsi dell'inverno. Di conseguenza, dopo un rimbalzo della crescita regionale del terzo trimestre che ha seguito l’andamento eccezionalmente negativo del secondo trimestre, è probabile che la crescita diventi irregolare verso la fine dell'anno”.