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I Paesi che vietano i bitcoin

Financial Times
Financial Times
Autore: Redazione

Molti Paesi in tutto il mondo stanno adottando misure per vietare la criptovaluta più famosa del mondo: il bitcoin. In alcuni, come Bolivia, Egitto e Marocco, la valuta digitale è proibita, mentre in Turchia, Indonesia ed Ecuador non si può pagare con i bitoin.

In Cina, Canada, Qatar e Nigeria, invece, i divieti sono legati ai prestiti bancari. Nel caso del colosso asiatico, il governo ha avvertito le banche di non fornire servizi in bitcoin ai suoi 1,4 miliardi di abitanti. E mentre i divieti vengono imposti in alcuni Paesi del mondo, in altri come El Salvador vogliono convertire la criptovaluta in moneta legale.

L'India, il secondo Paese più popoloso, sta studiando la possibilità di penalizzare il possesso, il commercio e l'approviggionamento di criptovalute. La Turchia ha annunciato ad aprile che avrebbe vietato le criptovalute come mezzo di pagamento dopo che il crollo della lira ha spinto i residenti a scambiare la propria valuta con bitcoin.

La correlazione tra criptofobia e leadership autoritaria è chiara. L'eccezione sembra essere le Filippine. La Svizzera si distingue tra le democrazie sviluppate per il suo entusiasmo per le valute digitali.

La Corea del Sud vuole imporre requisiti "know-your-customer" (KYC) agli scambi di criptovalute. Negli Stati Uniti, l'exchange principale, Coinbase, è stato autorizzato in Borsa.

La US Securities Commission non ha creato regole specifiche per le criptovalute. La Financial Conduct Authority del Regno Unito sembra ritardare il più possibile l'autorizzazione delle attività di criptovaluta.