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Pensione anticipata, le novità sull'Ape

Autore: Alfredo Ranavolo (collaboratore di idealista news)

L'appuntamento sui social #Matteorisponde è stato l'occasione, da parte del presidente del Consiglio Matteo Renzi, per lanciare un sasso che continuerà ad agitare le acque fino a quando non sarà svelata la legge di Stabilità 2017. È in quella sede, infatti, che secondo quanto ha affermato il premier troverà posto l'Ape, sigla che starebbe per “anticipo pensionistico e dovrebbe rappresentare il modo nel quale sarà reintrodotta una forma di flessibilità per l'uscita dal lavoro.

"C'è già il simbolo e il logo – ha detto l'inquilino di Palazzo Chigi – consentirà di anticipare, con una decurtazione economica, l’ingresso in pensione solo per un certo periodo di tempo. L'obiettivo è, innanzitutto, quello di fornire una soluzione a coloro che stavano per andare in pensione, quando è intervenuto lo 'scalone secco' previsto dalla legge Fornero (l'innalzamento della soglia per la pensione di vecchiaia dai 63 ai 66 anni)".

Palazzo Chigi afferma che il meccanismo è già pronto, ma non è stato ancora reso noto e i mesi che mancano a quando lo sarà saranno ricchi di speculazioni sull'effettivo funzionamento. Gli indizi più precisi li ha forniti, finora, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Tommaso Nannicini, che sta lavorando su questo fronte con il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, e con l’Inps.

Innanzitutto si prevede la divisione della platea degli aventi diritto in tre categorie. Quella che ricomprende gli esodati, ovvero coloro che hanno perso il lavoro, ma non hanno ancora i requisiti per il pensionamento secondo la “riforma delle lacrime”. Per tali soggetti non ci sarebbe pressoché penalizzazione, perché a pagare dovrà essere lo Stato.

Vale anche per coloro che è l'azienda a voler pensionare. In tal caso dovrà essere essa stessa a pagare.

Penalizzazione più pesante (si ipotizza fino a un 7% di decurtazione per anno di anticipo, ma non vi è alcuna certezza), invece, per chi volontariamente sceglierà di lasciare il lavoro prima del tempo.

In tutti i casi, comunque, non sarebbe lo Stato a versare la pensione anticipata. L'esborso dovrebbe avvenire da parte del sistema finanziario, con una forma di prestito alla quale il Tesoro farebbe da garante. “Si potrebbe provare – aveva spiegato Nannicini - a creare un mercato di anticipi pensionistici che oggi non c’è, coinvolgendo governo, Inps, banche e assicurazioni”.

Renzi ha affermato che presto, sulle misure, partirà il confronto con le parti coinvolte, dai sindacati all’Unione europea. La Cisl attende “una convocazione rapida da parte del Governo, fuori dagli annunci, per affrontare un tema così delicato e importante che sta a cuore a tante lavoratrici e a tanti lavoratori italiani”. Tavolo urgente anche secondo la Spi-Cgil.

Il premier ha anche rilanciato sull'ipotesi di ridurre le aliquote Irpef a due, come era nel programma presentato dal centrosinistra nel 2013. Non esclusa l'abolizione del bollo auto, sostituito da accise sui carburanti. I calcoli inseriti in una proposta di legge fanno ritenere che con 15 centesimi al litro si potrebbe rinunciare al gettito dei 6,5 miliardi della tassa di possesso. Annunciate, infine, novità a breve su Equitalia.