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Pensioni, addio alla penalizzazione sulle uscite anticipate

Autore: Redazione

Con la legge di Bilancio si dice addio al sistema di disincentivazione previsto dalla riforma Fornero per coloro che raggiungono i requisiti contributivi per la pensione anticipata prima del 62° anno di età.

In particolare, come evidenziato da Pensioni Oggi, l’articolo 1, comma 194 della legge 232/2016 mette ufficialmente fine al sistema di disincentivazione al pensionamento per quei lavoratori e lavoratrici iscritti presso forme di previdenza pubbliche obbligatorie (Ago, Gestioni Speciali dei Lavoratori Autonomi e fondi ad essa sostitutivi ed esclusivi) che accedono alla pensione anticipata con meno di 62 anni. 

La riforma Monti Fornero aveva previsto, per i lavoratori che si pensionano con un’età inferiore ai 62 anni, la riduzione del trattamento di pensione di un importo pari all’1% per ciascuno dei primi due anni mancanti ai 62 anni di età (60 e 61), riduzione destinata poi ad aumentare del 2% per ogni ulteriore anno di anticipo rispetto ai 60 anni di età. La riduzione si applica sulle quote retributive dell’assegno pensionistico.

Nel corso del tempo, questo sistema di disincentivi è stato oggetto di diversi interventi legislativi volti a temperare l’efficacia di una disposizione che era apparsa subito socialmente intollerabile perché colpiva in modo definitivo l’assegno a lavoratori che hanno raggiunto la pensione dopo lunghe carriere lavorative. Da ultimo, l’intervento operato dalla legge di Bilancio 2017 cancella definitivamente il meccanismo di riduzione anche con riferimento a coloro che matureranno il requisito contributivo necessario per la pensione anticipata dopo il 31 dicembre 2017 e che, pertanto, con la normativa previgente sarebbero stati colpiti dalla suddetta riduzione.