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Bonus assunzioni giovani 2021, alcuni chiarimenti dall'Inps

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Autore: Redazione

Con la circolare n. 56 del 12 aprile, l'Inps ha fornito alcuni chiarimenti sul bonus assunzioni giovani 2021. Ecco quanto spiegato.

L'Inps, tramite la circolare n. 56, ha fornito le prime indicazioni operative in merito al bonus assunzioni giovani 2021, ossia all'esonero per l'assunzione di giovani a tempo indeterminato e per le trasformazioni dei contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato effettuate nel biennio 2021-2022.

L'Inps ha però specificato che "in ragione del fatto che sulla questione si attende l'orientamento della Commissione europea, con la quale è stata avviata una interlocuzione, si precisa che, con apposito messaggio, che verrà pubblicato a conclusione della suddetta interlocuzione, saranno emanate le istruzioni per la fruizione della misura di legge in oggetto, con particolare riguardo alle modalità di compilazione delle dichiarazioni contributive da parte dei datori di lavoro".

Nel frattempo, l'Istituto di previdenza nazionale ha fornito i primi chiarimenti e ha innanzitutto ricordato che secondo quanto previsto dalla legge di Bilancio 2021, "per le nuove assunzioni a tempo indeterminato e per le trasformazioni dei contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato effettuate nel biennio 2021-2022, al fine di promuovere l'occupazione giovanile stabile, l'esonero contributivo di cui all'articolo 1, commi da 100 a 105 e 107, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, è riconosciuto nella misura del 100 per cento, per un periodo massimo di trentasei mesi, nel limite massimo di importo pari a 6.000 euro annui, con riferimento ai soggetti che alla data della prima assunzione incentivata ai sensi del presente comma e dei commi da 11 a 15 del presente articolo non abbiano compiuto il trentaseiesimo anno di età. Resta ferma l'aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche".

Bonus assunzioni giovani 2021, i datori di lavoro che possono accedere al beneficio

Ma chi sono i datori di lavoro che possono accedere al bonus assunzioni giovani 2021? Secondo quanto spiegato, l'esonero è riconosciuto a tutti i datori di lavoro privati, a prescindere dalla circostanza che assumano o meno la natura di imprenditore, compresi i datori di lavoro del settore agricolo. L'esonero non si applica nei confronti della Pubblica Amministrazione e delle imprese del settore finanziario.

Bonus assunzioni giovani 2021, i rapporti di lavoro incentivati

L'Inps ha poi sottolineato che l'incentivo spetta per le nuove assunzioni a tempo indeterminato e per le trasformazioni dei contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato, effettuate nel biennio 2021-2022, di soggetti che, alla data dell'evento incentivato, non abbiano compiuto il trentaseiesimo anno di età e non siano stati occupati a tempo indeterminato con il medesimo o con altro datore di lavoro nel corso dell’intera vita lavorativa. Sono esclusi dal beneficio i rapporti di apprendistato e i contratti di lavoro domestico. Non rientra fra le tipologie incentivate l'assunzione con contratto di lavoro intermittente o a chiamata e il rapporto di lavoro a tempo indeterminato di personale con qualifica dirigenziale.

Bonus assunzioni giovani 2021, la misura dell'incentivo

Come spiegato, l'incentivo introdotto dalla legge di Bilancio 2021, che vale per le sole assunzioni/trasformazioni a tempo indeterminato effettuate nel biennio 2021-2022, è pari, ferma restando l'aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche, all'esonero dal versamento del 100% dei complessivi contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro, nel limite massimo di importo pari a 6.000 euro annui. La soglia massima di esonero della contribuzione datoriale riferita al periodo di paga mensile è, pertanto, pari a 500 euro (euro 6.000/12) e, per rapporti di lavoro instaurati e risolti nel corso del mese, detta soglia va riproporzionata assumendo a riferimento la misura di 16,12 euro (euro 500/31) per ogni giorno di fruizione dell'esonero contributivo. In caso di rapporti di lavoro a tempo parziale, il massimale dell'agevolazione deve essere proporzionalmente ridotto.