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Tasso Estr Bce, gli effetti sui mutui a un mese dall'esordio

L'analisi dal Bollettino Economico Bce e il commento di Kiron Partners

mutuo casa
I tassi dei mutui dopo l'entrata in vigore di €str / Gtres
Autore: Redazione

Dallo scorso 2 ottobre il metodo di calcolo dell’Eonia è cambiato: è entrato in vigore €str. Vediamo gli effetti sui mutui stando ai dati dell’ultimo Bollettino Bce.

Cosa cambia per i mutui con €str?

Il nuovo €str, dopo una prima fase di compresenza fino al 2022, sostituirà definitivamente Eonia (Euro OverNight Index Average) e sarà ufficialmente il tasso di interesse medio delle operazioni effettuate sul mercato interbancario europeo a brevissima scadenza, in inglese definite “overnight”, cioè quelle transazioni che devono essere estinte entro il giorno successivo in cui sono state costituite. Questo nuovo indice ha l’obiettivo di garantire maggiore trasparenza e minore volatilità in quanto sarà determinato in base alle effettive transazioni e non sull’offerta, come avveniva per Eonia.

“Passeranno almeno un paio d’anni prima che l’intero sistema bancario possa percepire il cambiamento - spiega Renato Landoni, Presidente Kìron Partner SpA -. L’introduzione del nuovo parametro €str avverrà in modo progressivo e convivrà con Eonia; inoltre dal 2022 verrà sostituito anche l’attuale Euribor, trasformando il futuro indice in un tasso più stabile e meno volatile”. 

Al momento, secondo Landoni, con l’introduzione di €str chi intende sottoscrivere un mutuo a tasso variabile o chi ne possiede già uno non avrà ripercussioni sulla rata dei mesi scorsi, essendo la quasi totalità dei mutui in Italia legati al parametro Euribor, che resterà comunque in vigore.

Tasso Eonia addio, arriva €str

Com'è stato, in questo primo mese, l'andamento delnuovo tasso? Secondo quanto pubblicato nel Bollettino Bce n. 7 del 2019 da Banca d’Italia, “il calcolo dell’Eonia è ora effettuato aggiungendo all’€str un differenziale fisso di 8,5 punti base”. Dopo ciò, “La liquidità in eccesso è diminuita approssimativamente di 74 miliardi di euro, a circa 1.687 miliardi. Il calo riflette principalmente i rimborsi volontari di prestiti concessi nell’ambito della seconda serie di operazioni mirate di rifinanziamento a più lungo termine (OMRLT II) e, in misura minore, un aumento dei fattori autonomi di assorbimento della liquidità”. Inoltre, si legge nella nota, “Nello stesso periodo, la curva a termine dell’Eonia si è spostata verso l’alto, a indicare una riduzione delle aspettative del mercato di un nuovo taglio del tasso sui depositi presso la Banca centrale. La curva raggiunge un punto minimo all’incirca del −0,53 per cento all’inizio del 2021, e ciò indica che un’ulteriore riduzione del tasso sui depositi non è più pienamente incorporata nei prezzi. Nel complesso, la curva rimane al di sotto dello zero per orizzonti temporali fino al 2026, riflettendo il protrarsi delle aspettative di mercato circa un prolungato periodo di tempo contrassegnato da tassi di interesse negativi”.

Quanto all’andamento di tali tassi, “Nel periodo in rassegna, il tasso Eonia (Euro overnight index average) e il nuovo tasso di riferimento €str (Euro short-term rate) si sono attestati in media rispettivamente a −45 e −54 punti base. Entrambi i tassi sono circa 10 punti base al di sotto dei livelli medi registrati ad agosto 2019, di riflesso alla riduzione del tasso sui depositi presso la Banca centrale del 18 settembre 2019”.

Tassi bassi, più mutui per la casa

Tuttavia, sebbene non si attendano variazioni nel tasso sui depositi Bce (quello cioè che rende conveniente o meno per le banche immobilizzare il denaro presso la banca centrale), questo è comunque molto basso. €str si rivela peraltro anche più basso dell’Eonia. Il che ben si accompagna con la migliore propensione a concedere credito a imprese e famiglie, in particolare per l’acquisto di abitazioni.

“Secondo l’indagine sul credito bancario nell’area dell’euro di ottobre 2019”, si legge infatti nel bollettino Bce, “i criteri per la concessione di credito alle imprese e di mutui alle famiglie per l’acquisto di abitazioni hanno registrato un lieve allentamento. Nonostante il persistere delle pressioni derivanti dalla concorrenza, i termini e le condizioni del credito bancario (le condizioni effettive stabilite nei contratti di prestito) per l’acquisto di abitazioni sono divenuti più restrittivi nel terzo trimestre del 2019, principalmente per effetto dei margini più ampi sui prestiti più rischiosi. Supportata dal contesto caratterizzato da bassi tassi di interesse, la domanda di credito per l’acquisto di abitazioni e per i consumi ha continuato ad aumentare. Anche le prospettive favorevoli del mercato degli immobili residenziali hanno continuato a sostenere la domanda di credito per l’acquisto di abitazioni”. Quanto ai tassi, “Ad agosto 2019 i tassi compositi sui prestiti per l’acquisto di abitazioni hanno toccato nuovi minimi storici, rispettivamente dell’1,52 e dell’1,56 per cento”.