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La rinegoziazione del mutuo per covid spiegata dal notaio

Un'altra puntata della nostra rubrica dedicata a "La casa in pillole"

Autori: Annastella Palasciano , luis manzano

Già prima dello scoppio della pandemia, esisteva una norma che veniva incontro ai cittadini morosi a causa del mancato pagamento delle rate, consentendo di rinegoziare il mutuo con  la propria banca. Valentina Rubertelli, consigliere nazionale del Notariato, spiega a idealista/news in cosa consiste questa particolare forma di rinegoziazione del mutuo e quali sono le condizioni per accedervi.

"L'articolo 41-bis del decreto legge n. 124 del 2019 - spiega Rubertelli - aveva introdotto "in via eccezionale, temporanea e non ripetibile", una particolare forma di rinegoziazione del mutuo in favore del consumatore che è moroso e per questo ha subito un pignoramento immobiliare, sulla propria abitazione principale, tra il 1° gennaio 2010 e il 30 giugno 2019" Con lo scoppio della pandemia questa norma è stata prorogata ed adesso il mutuatario moroso "può proporre, fino al 31.12.2021, un’istanza di rinegoziazione alla propria Banca purché ricorrano congiuntamente tre condizioni:

  • Non esistono altri creditori intervenuti nella procedura di pignoramento oltre al creditore procedente;
  • Deve essere stato rimborsato almeno il 10% del capitale del credito ipotecario originariamente finanziato alla data della presentazione dell’istanza di rinegoziazione;
  • Il debito complessivo non deve essere superiore a euro 250.000.

In tal caso potrà, in sede di rinegoziazione, avvalersi della garanzia del Fondo di garanzia prima casa che potrà operare nella misura del 50% dell’importo oggetto di rinegoziazione ovvero della quota capitale del nuovo finanziamento"