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"L'agente immobiliare del futuro si servirà di piattaforme ibride"

Autori: @Annastella Palasciano, Giovanni De Faveri (collaboratore di idealista news)

Presidente di Fimaa Monza e Brianza e fondatore di SigestVincenzo Albanese ha parlato delle trasformazioni che sono intervenute sulla professione di agente immobiliare con l'impatto delle nuove tecnologie, chiedendosi non solo cosa sia successo negli ultimi dieci anni, ma anche quali saranno gli scenari futuri.

I grandi protagonisti delle trasformazioni degli ultimi dieci anni sono società come Airbnb, Uber e Amazon che non hanno proprietà, ma sono società di gestione. In questi dieci anni sono cambiati gli stili di vita e oggi viviamo situazioni molto diverse rispetto a prima.

Se diamo un'occhiata al mondo immobiliare vediamo come i dati dell'Agenzia delle Entrate registrino una crescita a due cifre delle compravendite nelle principali città. Sono in realtà dati notarili che fotograno un'attività del 2018, i dati Sigest certificano un leggero rallentamento. Nonostante ciò, i segnali sono comunque positivi. 

"Nella nostra professione - ha spiegato Albanese - negli ultimi dieci anni è cambiato davvero poco, perché siamo pigri, perché dovremmo cambiare le nostre abitudini e ciò non è facile. Ma questo non toglie che la società stia cambiando profondamente grazie all'industria 4.0 e nel prossimo futuro il mondo dei servizi impatterà con le nuove tecnologie, anche se magari non ce siamo ancora resi conto".

"Il cambiamento riguarderà il livello di automazioni. Tra cinque anni le macchine sostituiranno il 52% delle attività facili, alcune cose non le faremo più, ma faremo altre cose che non potevamo immaginare. L'attività dell'uomo - ha proseguito Albanese - non verrà sostituita, ma verrà ampliata. Per questo è importante prestare grande attenzione alla formazione e alla ricerca quotidiana".

"Che cosa succederà all'interno del nostro mondo? Secondo me la nostra professione deve passare dal prodotto al servizio, non vendiamo case ma servizi per comprare o vendere casa. Cosa serve al cliente? L'unico modo per non temere la tecnologia è farla diventare uno strumento, noi temevamo i portali, li vedevamo come strumetni ostili, ma ora invece li vediamo come valido supporto, di servizi sofisticati".

"La professione del futuro - ha sottolineato Albanese - si servirà di piattaforme ibride, ma la differenza però la farà sempre la persona, perché le persone vogliono sempre attenzione. Nell'agenzia immobiliare conterà ancora molto il rapporto fisico, non si può comprare una casa senza vederla, soprattutto se è venduta all'asta".

"Noi come Sigest - ha concluso - ci siamo portati un attimo avanti, qualcosa stiamo cercando di fare. Sigest ha creato un osservatorio permanente sulle propetch. Ma sempre nella convinzione che le tecnologie debbano andare di pari passo con le risorse umane. Approfondendo, e andando a sofisticare la nostra professione, possiamo evitare la disintermediazione".