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Così si vive in portogallo un anno dopo il salvataggio economico

Autore: Redazione

Articolo scritto da rita seabra e frederico goncalves, giornalisti di idealista news in portogallo

Il portogallo è nelle mani della troika (bce, fmi e ue) da più di un anno, per questo parole come crisi e austerità fanno ormai parte del linguaggio comune. Nel bar, dal parrucchiere, nel ristorante o nei negozi, la conversazione è sempre la stessa: la maledetta crisi. Però "cos'è cambiato in portogallo? come si vive in una nazione salvata?

Iva: l'incubo del turismo e della ristorazione

Antonio costa e silvio antunes, proprietari della caffetteria e ristorante galão a lisbona, parlano con tristezza del tema “la crisi? non voglio neanche parlarne! sono in questo campo da 32 anni e non avevo mai visto niente di simile. Avevamo 82 dipendenti, adesso ne abbiamo solo 16. Sfortunatamente abbiamo dovuto licenziare della gente, in certi casi anche persone che lavoravano con noi da più di 30 anni”, si lamenta antonio costa

La soluzione è stata quella di abbassare i prezzi e creare menù più abbordabili”. “Se non diminuissimo i prezzi, non venderemmo niente. E anche così è difficile perché la gente mangia di meno: un primo, una torta e niente di più. Oggi non si può pensare di far denaro con questi affari” dice silvio anuntes, segnalando che l’aumento dell’iva nella ristorazione (dal 13% al 23%) ha reso la situazione ancora più difficile

La crisi dal nord al sud

I cambiamenti nella forma di vita si notano dal nord al sud del portogallo e anche in una città come oporto. Sofia lopes, di 32 anni, vive ad oporto e lavora nel centro della città nel settore del commercio. Ha notato che il traffico nella zona da cui passa ogni giorno per recarsi al lavoro è diminuito “più o meno dal natale dell’anno passato”. Anche se nella sua famiglia la situazione lavorativa è stabile, sofia ha deciso di andare sul sicuro e per risparmiare ha tagliato delle spese. “Ho lasciato la palestra e non vado in vacanza all’estero” dice

Parlando del commercio della zona dove lavora, sofia dice che ora sono “gli altri” quelli che stanno comprando. “Ci sono molti turisti stranieri, non portoghesi. Molti brasiliani comprano prodotti di bellezza nelle farmacie, perché qui è molto più economico. Il potere d'acquisto dei brasiliani è una novità”, dice. Assicura che si è registrata una diminuizione del 10% delle vendite nel settore del turismo, della ristorazione, e nei negozi di abbigliamento

La crisi è trasversale. Anche se, ad esempio, la ristorazione non aveva sofferto un calo così grande come quello di quest’anno. Nelle strade non si nota una diminuizione nel numero di persone, però il volume delle vendita è dimunito in maniera considerevole” dice, ricordando che all’inizo di quest’anno, lo scenario era differente. “A febbraio e marzo mi trovavo nella strada di santa catarina e c’èra silenzio, qualcosa di strano. Adesso con l’arrivo del bel tempo, ci sono più turisti e meno silenzio”

Nessuno vuole i mutui

Così come nel settore turistico, la crisi si nota anche nel settore immobiliario. La realtà delle famiglie portoghesi è cambiata radicalmente perché

L’acquisto della casa non è più, per molti, un’opzione ragionevole

“Ci sono troppe richieste di affitto. Prima affittavamo solo agli immigrati  e adesso ci sono portoghesi appartenti alla classe media che cercano appartamenti da affittare perché non hanno accesso ai mutui” dice joana seabra, responsabile della gestione degli affitti di un’impresa proprietaria di vari edifici alla periferia di lisbona. “Questa settimana, ad esempio, abbiamo chiuso un contratto di locazione con persone che pur avendo buoni guadagni, non vogliono investire i loro risparmi nell’acquisto di una casa”

Joana seabra aggiunge che la maggior parte dei suoi inquilini chiede che non si aumenti l’affitto “ciò che succede è che quando un inquilino lascia una casa, l’affittiamo ad un prezzo più basso” dice. Questo accade soprattutto con i bilocali o con i trilocali. “Per ciò che riguarda i monolocali, li affittiamo più o meno allo stesso prezzo, e quando c’è uno disponibile abbiamo subito qualcuno che lo vuole affittare. La prima domanda che mi fanno quando chiamano per cercare un appartamento è “qual è l’affitto più basso che avete?

L’eccezione che conferma la regola

Il momento attuale non è il migliore per mettersi in affari, però c’è chi vuole correre il rischio.
Alexandre carvalho, fondatore del portale outitude.com
- Una piattaforma di prenotazione per attività all’aria aperta- ci racconta la sua esperienza: “la decisione di mettersi in affari ha poco a che vedere con il clima economico, riguarda molto di più il tipo di attività e la volontà di chi c'è dietro. È il desiderio di fare delle idee una realtà e questo potrebbe portare portogallo fuori dalla crisi” dice carvalho, che considera che la crisi è una delle molte scuse che la gente usa “per accontentarsi”. “Io preferisco rischiare

L’ottimismo è qualcosa che non manca all’imprenditore che è convinto che la crisi si trova soprattutto “nelle orecchie e sulla bocca della gente”, più che nel “vero portogallo”: “è vero che il paese non è nel suo miglior momento economico, però non mi sembra che la situazione sia così negativa come dicono”, segnala l’imprenditore che non vede nei suoi affari gli effetti “della crisi di cui tanto si parla”

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(idealista.pt/news)