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Il covid non ferma l'aumento dei prezzi delle case in Germania

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Autore: Antonio Martínez (collaboratore di idealista news)

L'emergenza coronavirus non ha fermato l'escalation dei prezzi delle case in Germania. Nel secondo trimestre di quest'anno, che comprende il periodo con i maggiori effetti all'attività economica, il prezzo medio di case e appartamenti è aumentato del 6,6% su base annua e del 2% rispetto ai primi tre mesi 2020.

Ciò si riflette nei dati più recenti pubblicati dall'Ufficio federale di statistica tedesco (Destatis). Nello stesso trimestre, il prodotto interno lordo della più grande economia europea è crollato del 10,1%, il suo calo trimestrale più grande da quando ci sono dati disponibili.

Questi aumenti hanno infranto le previsioni degli esperti. Si tratta di aumenti simili a quelli registrati nel primo trimestre del 2020, quando la pandemia non aveva ancora intaccato l'Europa. Le previsioni avevano stimato una piccola flessione nel duraturo "boom" sperimentato dal mercato immobiliare tedesco, sia nelle vendite che negli affitti, per mezzo decennio. Il coronavirus non è riuscito a interrompere un trend incoraggiato dalla buona situazione economica del Paese, con bassa disoccupazione e salari in aumento e tassi di interesse minimi.

Gli aumenti sono maggiori nei cosiddetti "big seven", i maggiori centri urbani del Paese. Tra aprile e giugno, il prezzo medio degli immobili a Berlino, Amburgo, Monaco, Colonia, Francoforte, Stoccarda e Düsseldorf è aumentato del 6,5% su base annua nelle case unifamiliari e bifamiliari e del 6,1% negli appartamenti. Questo rialzo, però, è meno marcato di quelli che si erano registrati nei trimestri precedenti, ma non scacciai fantasmi di una possibile bolla immobiliare in alcune parti del Paese. Un recente rapporto della banca svizzera UBS, infatti, colloca Monaco e Francoforte come le due città al mondo con il maggior rischio di bolla, seguite da Toronto, Hong Kong.

Nei comuni di medie dimensioni, da 100.000 abitanti, gli aumenti sono stati leggermente superiori (7,3% per le case e 8,2% per gli appartamenti). Anche nelle piccole città e nelle zone rurali si sono verificati aumenti dei prezzi delle abitazioni, sebbene inferiori alla media. Tra aprile e giugno sono aumentati del 4,8% nel caso delle case e del 5,9% in quello degli appartamenti.

Il calo più significativo registrato nelle statistiche ufficiali è quello delle offerte di case in vendita in generale. Secondo Destatis, gli annunci sono diminuiti fino al 40% nel secondo trimestre, anche se da allora il mercato si è parzialmente ripreso.

Gli esperti non prevedeono per il mercato immobiliare tedesco un rallentamento per il resto dell'anno, nonostante l'aumento dei nuovi casi giornalieri di contagi da coronavirus - ai massimi da aprile con circa 2.500 nuovi contagiati al giorno - e grande incertezza situazione economica legata ai timori che una seconda ondata di covid-19 si stia profilando sul continente europeo.

Vari stimoli nel settore, come la demografia, la mancanza di spazio urbano, l'elevata domanda, i tassi di interesse e la mancanza di alternative per gli investitori continuano a rafforzare il suo comportamento, secondo le ultime previsioni dell'Istituto per la ricerca urbana, regionale e regionale. Housing (GEWOS) di Amburgo.

Secondo le stime di questo centro studi, il 2020 segnerà, nonostante la pandemia, un nuovo record per il settore immobiliare, che dovrebbe fatturare circa 290.000 milioni di euro. "La casa è un'esigenza fondamentale e in particolare la domanda di alloggi per uso proprio rimane alta", spiega Sebastian Wunsch, di GEWOS. I professionisti del settore confidano che parte della spinta persa nei primi mesi verrà recuperata nel secondo semestre.

Esperti ed economisti sollevano solo due dubbi sul mercato immobiliare tedesco. Il primo è che la pandemia continuerà oltre la metà del prossimo anno, appesantendo la fiducia dei consumatori e incidendo negativamente sull'occupazione e sull'andamento dei salari a lungo termine, che prevedibilmente diminuirebbero la domanda di alloggi.

La seconda è che l'esperienza di almeno un periodo di reclusione provoca cambiamenti duraturi nei gusti dei potenziali acquirenti, provocando squilibri dovuti alla mancanza di elasticità tra domanda e offerta. Ad esempio, l'interesse per appartamenti in posizione centrale può cadere a favore di case singole o sviluppi bifamiliari, ma con più spazio, con terrazze o giardini, sia in periferia che in zone rurali.