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Gli affitti sono troppo cari e gli studenti in Turchia dormono per strada

Şinasi Müldür da Pixabay
Şinasi Müldür da Pixabay
Autore: Redazione

Il caro affitti in Turchia ha messo gli studenti in mezzo a una strada, è proprio il caso di dirlo. Sì, perché per protestare contro il rimbalzo dei canoni di locazione molti universitari turchi hanno deciso di manifestare dormendo su materassi buttati nei parchi e davanti agli atenei. Scopriamo cosa sta succedendo.

La situazione, per gli studenti universitari turchi, si è fatta insostenibile a causa della carenza di posti letto e del consequenziale balzo dei prezzi richiesti per gli affitti. Per rendere l’idea, basti pensare che gli aumenti, a seconda delle aree del Paese, sono in una forbice tra il 50% e il 300% rispetto ai canoni dello scorso anno.

Nel dettaglio, la protesta va avanti da ormai un mese in 24 province e vede coinvolti moltissimi studenti universitari. Non solo un centinaio di questi sono stati addirittura arrestati, salvo poi essere rilasciati dalla polizia turca.

I mesi di ottobre e novembre, solitamente rappresentano uno scossone nel mercato immobiliare turco, perché con l’inizio dell'anno accademico accende la domanda di alloggi nelle città universitarie cresce notevolmente e i proprietari di casa ne approfittano per alzare le richieste dei canoni.

Le principali città interessate da questa tendenza sono Istanbul, Ankara e Izmir, che da sole ospitano quasi la metà delle 200 università del Paese. Nella sola capitale turca, infatti, si concentra un milione degli otto milioni di studenti universitari turchi.

Ma come si è arrivati a questo picco dei prezzi d’affitto. Come riporta Italia Oggi, secondo l'economista turco Ugur Gürses, ha influito in maniera decisiva la politica monetaria del governo, che ha indotto il sistema bancario affinché a estendere i mutui a tassi vantaggiosi, una possibilità che è stata colta soprattutto da chi aveva un reddito più alto. Così in poco tempo i prestiti sono aumentati del 40% e le compravendite hanno subito un'accelerazione.

Contemporaneamente, però, il deprezzamento della lira turca ha fatto aumentare i costi di costruzione così come i prezzi finali delle abitazioni nuove, che sono cresciuti portando il mercato verso alloggi di seconda mano, che sono passati dall’essere la metà delle compravendite a valere addirittura il 70% del mercato immobiliare. Con la conseguenza che gli immobili che prima confluivano nel mercato degli affitti sono diminuiti, alimentando un rapido aumento della domanda.

A pagare il prezzo più alto di questa situazione, è proprio il caso di dirlo, sono gli studenti. Considerato anche che i posti pubblici negli studentati, il cui prezzo è di circa 50 euro al mese in stanze da quattro a otto persone, sono pochi (700mila). Mentre per un alloggio privato bisogna pagare molto di più, visto che un bilocale nei pressi di un'università a Istanbul costa da 200 a 400 euro, mentre le borse di studio che consentono a un 1,5 milioni di studenti di frequentare l'università sono di 63 euro al mese.