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Confrontando le lingue più parlate nel 1996 e nel 2025, sulla base dei parlanti nativi (lingua madre, “L1”) utilizzando i dati di Ethnologue e Derivation, è possibile osservare non solo quali lingue abbiano guadagnato o perso importanza, ma anche come i cambiamenti demografici e la globalizzazione abbiano rimodellato e riequilibrato l’influenza linguistica nel tempo.

Nel 1996, il panorama linguistico globale era dominato da un insieme relativamente concentrato di lingue. Le prime dieci lingue contavano complessivamente circa 2,55 miliardi di parlanti, in un periodo in cui la popolazione mondiale era di circa 5,8 miliardi. Ciò significava che quasi il 44% dell’umanità parlava una sola delle dieci lingue principali. Il mandarino era nettamente al primo posto, seguito dallo spagnolo e dall’inglese, mentre il resto della classifica rifletteva un mondo ancora fortemente organizzato attorno agli Stati nazionali e alle sfere di influenza regionali.

Nel 2025, il quadro mostra sia continuità sia cambiamento. Il numero complessivo di parlanti delle prime dieci lingue è cresciuto fino a poco più di 3,1 miliardi, ma la popolazione globale è aumentata ancora più rapidamente, raggiungendo circa 8,1 miliardi. Di conseguenza, le prime dieci lingue rappresentano oggi circa il 38% della popolazione mondiale, un calo significativo della loro predominanza proporzionale nonostante la crescita assoluta. Mandarino, spagnolo e inglese hanno aumentato il numero dei loro parlanti, ma rappresentano una quota minore dell’umanità rispetto al passato.

 

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