La Germania sta preparando una legge per frenare la nazionalizzazione degli alloggi a Berlino

Il Ministro dell'Interno propone di richiedere un risarcimento al prezzo di mercato, pagamenti immediati e di dimostrare che tutte le alternative all'espropriazione sono state esaurite
Berlín
Wikimedia commons

Il governo tedesco sta procedendo con la stesura di una legge per bloccare i piani di nazionalizzazione degli alloggi a Berlino. Il ministro dell'Interno Alexander Dobrindt ha delineato i requisiti che intende introdurre attraverso una legge sulla protezione degli investimenti, in risposta all'accordo preliminare tra il partito Die Linke, il Partito Socialdemocratico (SPD) e i Verdi per espropriare circa 150.000 abitazioni di proprietà di grandi società immobiliari.

Secondo quanto riportato da EFE e ripreso da Swissinfo, Dobrindt ha spiegato al quotidiano Bild che l'iniziativa prevederebbe tre condizioni. Il risarcimento dovrebbe essere basato sul valore di mercato degli immobili, determinato da una perizia; pagato immediatamente e in contanti; e giustificato come ultima risorsa, una volta esaurite tutte le altre misure per affrontare la carenza di alloggi. 

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La proposta mette in luce uno dei punti centrali del progetto di Berlino: il costo degli indennizzi. Le parti che negoziano la formazione del governo regionale stanno valutando la possibilità di stanziare circa 16 miliardi di euro per risarcire i proprietari di case colpiti, una cifra inferiore al valore di mercato stimato degli immobili.

L'iniziativa federale ha incontrato la resistenza del partito Die Linke. Uno dei suoi co-leader, Luigi Pantisano, accusa il governo di Friedrich Merz di dare priorità agli azionisti di Vonovia rispetto agli inquilini e sostiene che la proposta di legge verrebbe dichiarata incostituzionale.

Una lotta di potere iniziata prima dei negoziati governativi

La stesura di questa legge era già stata annunciata da Merz a settembre. Il cancelliere aveva allora auspicato un intervento federale per prevenire le nazionalizzazioni ed evitare che la fiducia degli investitori venisse minata dall'incertezza sulla proprietà privata. La definizione dei requisiti di legge specifica ora come intende rendere più difficili tali operazioni, sebbene la legge non sia ancora stata approvata.

In ottobre, durante un vertice volto ad attrarre investimenti stranieri, Merz ha nuovamente messo in guardia contro le sperimentazioni sui diritti di proprietà. Nel frattempo, la Sinistra, l'SPD e i Verdi stavano facendo progressi nei colloqui per formare una coalizione a Berlino e preparare il trasferimento di grandi patrimoni immobiliari residenziali al settore pubblico.

Il progetto in fase di negoziazione tra i partiti politici berlinesi interesserebbe le società con più di 10.000 appartamenti in città. Queste società manterrebbero tale soglia e cederebbero gli immobili che la superano. Secondo i dati economici raccolti dal Financial Times, oltre 144.000 appartamenti potrebbero essere soggetti al provvedimento. La legislazione regionale dovrebbe essere introdotta entro il 2028.

La proposta trae origine dal referendum del 2021, in cui la maggioranza degli elettori berlinesi si espresse a favore della nazionalizzazione delle grandi società immobiliari. Tale referendum non era vincolante e i governi successivi non hanno attuato la nazionalizzazione. La sua potenziale applicazione continua a sollevare interrogativi giuridici su un meccanismo costituzionale che non è stato ancora utilizzato.

L'incertezza sta già influenzando gli investimenti

Il conflitto si è esteso anche al mercato immobiliare. Heimstaden ha annunciato che non investirà più capitali in Germania finché il piano di Berlino rimarrà irrisolto. Il suo co-amministratore delegato, Christian Fladeland, ritiene molto bassa la probabilità che gli espropri si concretizzino, ma riconosce che l'incertezza sta già influenzando le decisioni di investimento dell'azienda.

Vonovia è un'altra delle società più esposte. Secondo i calcoli del Financial Times, riportati da idealista/news, potrebbe subire perdite superiori a 8 miliardi di euro se il progetto andrà avanti con i risarcimenti previsti. Per le quattro società analizzate – Vonovia, Heimstaden, Adler e Covivio – l'impatto complessivo supererebbe gli 11 miliardi di euro in rapporto al valore contabile degli asset interessati.

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